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Biografia di Mario Borghezio

• Torino 3 dicembre 1947. Avvocato. Politico. Ex eurodeputato della Lega (dal 2001 al 2013, quando è stato espulso dal gruppo Edf). Nel 1992, 1994, 1996 fu eletto alla Camera. Sottosegretario al ministero di Grazia e giustizia nel Berlusconi I (1994-1995). «Sono uno sanguigno. Un Sagittario prima decade, salvato dall’ascendente Bilancia che mi evita di andare a finire in galera tutti i giorni». «Non sono razzista, sono differenzialista».
• «Tipi come Piero Fassino, come Massimo D’Alema ormai mi usano come modo di dire. Si rivolgono a Berlusconi e gli dicono: tu stai con Borghezio. Non aggiungono altro. Se la cavano con una frase e questo, confesso, mi innervosisce».
• Monarchico per tradizione familiare, «il mio Che Guevara era Julius Evola», «da giovane militava in un’organizzazione extraparlamentare denominata Giovane Europa. “Contestavamo da destra Ordine Nuovo che contestava, sempre da destra, l’Msi”. Ora si definisce un “perfetto, oserei dire, raro esempio di celto-piemontese”» (Fabrizio Roncone). «Considerato da molti nell’Europarlamento un uomo alla ricerca di provocazioni con eco mediatica» (Ivo Caizzi), anni fa si guadagnò un bel po’ di pubblicità disinfettando i sedili sul treno Milano-Torino dove si erano sedute alcune prostitute nigeriane.
• «Quel suo tono ruspante da capopopolo a cui è concesso di spararle grosse. Più grosse sono, più applausi arrivano» (Enrico Caiano).
• «I giornalisti ci intervistavano come fossimo degli zulù, parlavano con noi con i verbi all’infinito, “Tu volere essere intervistato da me”?» (a Claudio Sabelli Fioretti).
• «Ha un appetito celtico, infatti viaggia abbondantemente oltre i 130 chilogrammi» (Antonello Caporale).
• A luglio 2005, condannato in via definitiva a 2 mesi e 20 giorni di reclusione per concorso in incendio, aggravato da «finalità di discriminazione», alle baracche di alcuni immigrati, da parte delle ronde da lui capitanate durante una manifestazione antidroga a Torino nel 2001: «È un caso di mala giustizia una manovra politica orchestrata a suo tempo, in vista delle elezioni comunali. Io andai sul luogo dell’incendio solo a cose fatte, avvertito dalle forze dell’ordine, per sincerarmi dell’accaduto» [Sta. 2/7/2005]. Pena poi commutata in una multa di 3.040 euro
• Nel dicembre 2005, sul treno Torino-Milano, fra la stazione di Porta Susa e Chivasso, quasi lo linciarono: «Erano un’infinità, quasi tutti a volto scoperto. Dei pazzi. Carichi di odio. Devo la vita a due agenti della polizia ferroviaria che si sono comportati da eroi, un uomo e una donna». Era reduce da una manifestazione anti No-Tav.
• Altre aggressioni a Livorno (febbraio 2006, doveva tenere un comizio) e a Padova(3 marzo 2006). Nel settembre 2007 fu bloccato a Bruxelles dalla polizia belga durante la partecipazione a una manifestazione non autorizzata contro il rischio di «islamizzazione dell’Europa»: «Pugni, gomitate, calci. Sono stato trattato peggio di un desaparecidos».
• Nel 2008 sfilò a Milano in difesa di una ragazza marocchina di 13 anni violentata da un italiano: «Uno straniero può avere qualche motivazione nel fatto di non trovare donne in Italia o di essere lontano da casa, un italiano no e quindi è ancora più grave». • Tra le sue innumerevoli trovate, la nascita di una Chiesa del Nord che permettesse ai padani di non frequentare la Chiesa di Roma [Il Messaggero 30/7/2009].
• Convinto dell’esistenza di vite extraterrestri, chiese al Parlamento Europeo che tutti i Paesi Ue aprissero i loro archivi segreti in materia: «L’argomento viene considerato da visionari, ma lo scetticismo verrà spazzato via presto. Dobbiamo prepararci all’arrivo degli Ufo» [Novella 2000, 2/9/2010].
• Nel 2011 appoggiò Anders Breivik, assassino terrorista, autore degli attentati norvegesi del 22 luglio (77 morti): «Il cento per cento delle idee di Breivik sono buone, in qualche caso ottime. Le sue posizioni collimano con quelle dei movimenti che in Europa ormai ovunque vincono le elezioni» (a Giuseppe Cruciani) [La Zanzara, Radio24]. Queste dichiarazioni gli costarono la sospensione dal Consiglio federale della Lega, facendolo decadere anche da presidente del partito in Piemonte. «Quelle parole sono il veleno pluridecennale dell’odio razziale, del suprematismo bianco, dell’omofobia, dell´antisemitismo, dell´antislamismo, e sono coltivate con cura nelle tante madrasse del razzismo nostrano» (Michele Serra), la Repubblica 27/7/2011).
• Nel 2011, dopo l’arresto di Ratko Mladic, autore della strage di Sebrenica,  dichiarò di considerare l’ex generale serbo «un eroe».
• Sospeso dall’Europarlamento il 23 maggio 2013 e poi espulso il 4 giugno 2013, in seguito alle dichiarazioni rilasciate alla trasmissione La Zanzara (Radio24) sul ministro italiano dell’Integrazione Cécile Kyenge: «Sembra una brava casalinga, ma la sua nomina è stata una scelta del c... Siamo in un governo bonga bonga».
• Passione per le vecchie carte, per i libri rari: «Quando a Bruxelles ha il pomeriggio libero, senza smettere la cravatta verde e la pochette di un verde più vivo costellato di soli della Padania, profitta delle facilitazioni offerte dalle ferrovie ai parlamentari europei per fare un salto col Thalys a Parigi. Le mete sono un paio di librerie esoteriche nelle vecchie strade intorno a Notre-Dame e qualche bouquiniste sul Quai» (Sandro Fusina). «Io non ho una casa, ho un posto dove c’è anche un cesso e una cucina. Il resto sono libri» (a Panorama).
• Risponde al cellulare con un: «Qui, Padania! Chi parla?». Non ha macchina, non ha figli, non ha moglie: «Ho sposato la politica. E poi sono un animale solitario. Vivo da solo, mangio da solo, vado in vacanza da solo». «Je ne regrette rien, non mi pento di nulla. È il titolo di una canzone di Edith Piaf. L’unica che ascolto».