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Biografia di Sergio Bonelli

• Milano 2 dicembre 1932. Editore. Autore di fumetti. Figlio di Gianluigi, il creatore di Tex.
• «Crescere confrontandosi con un padre così, per giunta separato e risposato, non deve essere stato semplice. Ma una madre coraggiosa e pratica (“bravissima a fare i conti”) che, infischiandosene del rancore, diventa editore dell’ex marito, e il clima febbrile e ottimista del dopoguerra, non lasciano al giovane Sergio lo spazio per le diffidenze o i rimpianti» (Michele Serra).
• «La mia è stata probabilmente il primo esempio riuscito di famiglia allargata. Io lavoravo con mia madre in casa editrice, mio padre era spessissimo con noi, sono cresciuto frequentando la sua seconda moglie e il loro figlio. Il confronto era continuo, il rapporto molto stretto, ma a me faceva soggezione quell’uomo così determinato e fertile, che sfornava le storie di Tex (e quelle di tanti altri personaggi) senza correggere una riga, e costringeva Galep (Aurelio Galeppini) a disegnare come un treno, anche di notte, per stargli dietro. Andavo in Lambretta a Chiavari a ritirare i disegni di Galep, e mai e poi mai avrei pensato, un giorno, di prendere il posto di mio padre e scrivere io le avventure di Tex. La prima volta che ci provai era il 1958, Tex era già un successo notevole, scrissi Il ragazzo del West ma mi mancava il finale. Quasi piangevo per l’emozione e la fifa, sono un insicuro, vivo di dubbi. Chiesi a mio padre di finirlo lui, non mi sentivo alla sua altezza. Lo fece. Diceva che io sarei stato perfetto per sceneggiare Paperino, che non capivo l’avventura, la determinazione assoluta dell’eroe, che esitavo, mi perdevo per strada. Avevo una tale soggezione di lui, e del suo talento, che la prima storia di Tex scritta interamente da me, e firmata con uno pseudonimo, uscì quasi vent’anni dopo, nel 1976. Mio padre mi cambiava i dialoghi, non approvava il carattere più riflessivo, quasi crepuscolare del mio Tex. Nelle mie storie c’era quasi sempre un partner comico. Lui lo eliminava, quasi ci soffriva, spiegava che il comico, con l’avventura, non c’entra nulla. Nel frattempo avevo acquistato fiducia in me stesso soprattutto grazie a Zagor, personaggio che avevo inventato e che vendeva moltissimo. Non come Tex, perché Tex è ineguagliabile, ma comunque abbastanza da farmi sentire un autore anche io».
• Nell’agosto del 2011, mentre è in vacanza in Provenza, avverte dei problemi di salute. Muore il 26 settembre 2011 all’età di 78 anni nella clinica San Gerardo di Monza, pochi giorni dopo essere stato ricoverato per una malattia.