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Biografia di Augusto Barbera

• Aidone (Enna) 25 giugno 1938. Politologo. Costituzionalista. Docente di Diritto costituzionale all’Università di Bologna. Dal 1976 al 1992 deputato (Pci, Pds), è stato presidente della Commissione per le questioni regionali, vicepresidente della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali e, per un giorno, ministro dei Rapporti con il Parlamento nel governo Ciampi. Membro dell’assemblea costituente del Pd.
• «Protagonista nel 1993 con Mario Segni e Giuseppe Calderisi della prima avventura referendaria sulla preferenza unica e il maggioritario» (Paolo Conti).
• Nel 2011 ha aderito al comitato promotore del quesito per l’abrogazione del Porcellum.
• Ideatore dei listini bloccati, utilizzati per la prima volta alle Regionali del 2010: «Mi sembrava necessario per far entrare persone competenti e con una visione non localista. Poi ho cominciato a dubitare. Quando l’ho visto usare per fare entrare Nicole Minetti, ma anche esponenti di partiti con popolarità da prefisso telefonico o politici di liste escluse, dai comunisti di Diliberto alla destra di Storace. Insomma, per operazioni poco nobili o meno ignobili, ma ugualmente non commendevoli» (ad Alessandro Trocino). [Corriere della Sera 26/8/2013]
• Favorevole all’introduzione del presidenzialismo, il 2 giugno 2013 firmò con Angelo Panebianco, Arturo Parisi e Mario Segni una lettera-appello sul Corriere della Sera per «un’iniziativa legislativa popolare per l’elezione diretta del presidente della Repubblica».
• Nel giugno 2013 il premier Enrico Letta lo ha nominato nella Commissione dei 35 saggi incaricati di aiutare il governo nell’elaborazione dei progetti di riforma della seconda parte della Costituzione.
• Segnalato e denunciato dalla Guardia di Finanza insieme ad altri trenta professori universitari nell’inchiesta “Do ut des” condotta dal pm barese Renato Nitti su presunti concorsi pilotati tra il 2006 e il 2011 in nove facoltà di Giurisprudenza in tutta Italia (Bari, Trento, Sassari, Milano Bicocca, Lum, Valle d’Aosta, Roma Tre, La Sapienza, Europea di Roma). Tra i professori accusati a vario titolo per associazione a delinquere, corruzione, falso e truffa aggravata, altri quattro saggi scelti dal premier Letta per accompagnare il progetto di riforma costituzionale: Beniamino Caravita di Toritto (Roma 19 aprile 1954, ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico alla Sapienza di Roma); Giuseppe De Vergottini (Pisa 18 ottobre 1936, docente di Diritto pubblico all’Università di Bologna); Carmela Salazar (docente di Diritto costituzionale all’Università di Reggio Calabria); Lorenza Violini (Varese 22 ottobre 1955, ordinario di Diritto costituzionale Università di Milano). I nomi dei professori uscirono sulla stampa il 5 ottobre 2013, per ora l’unico certo di essere indagato è Caravita di Toritto. L’inchiesta è partita nel 2008 quando la Guardia di Finanza di Bari iniziò a intercettare telefonate tra docenti relative a tre concorsi all’Università telematica Giustino fortunato di Benevento, il cui rettore era Aldo Loiodice. Bisogna ricordare che nel novembre 2008 l’allora ministro della Pubblica Istruzione Gelmini aveva cambiato procedure per i concorsi di professore associato e ordinario, prevedendo una Commissione unica nazionale composta da professori ordinari eletti in uno speciale albo, da cui sorteggiare di volta in volta. Secondo la Guardia di Finanza a legare i trentuno professori denunciati era «una vasta rete di relazioni illegali, scambi di favore, protezioni reciproche e accordi» per «favorire i candidati espressione dei decani» e per «la spartizione dei posti messi a concorso». Nelle intercettazioni la Procura ha rilevato poi che a volte i professori parlavano tra loro al telefono in latino.
• Sammarinese, dal 2005 è presidente del Collegio garante della costituzionalità delle norme della repubblica di San Marino.[La Stampa 4/6/2013]
• Prese un voto al primo spoglio per l’elezione del presidente della Repubblica, il 18 aprile 2013.
• Dirige la rivista Quaderni costituzionali. Tra i numerosi libri: Manuale di diritto pubblico (con Giuliano Amato, Il Mulino 1997), Dialogo su federalismo e secessione (con Gianfranco Miglio, Mondadori 1997), Il governo delle democrazie (con Carlo Fusaro, Il Mulino 2001).