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Biografia di Alberto Cova

• Inverigo (Como) 1 dicembre 1958. Ex mezzofondista. Campione dei 10.000, nell’82 vinse gli Europei, nell’83 i Mondiali, nell’84 le Olimpiadi.
• Quella che vinse era la prima edizione dei Mondiali di atletica: «Cova, Cova, Cova, Cova. L’urlo di Paolo Rosi ai microfoni Rai è entrato nella storia dello sport. Quel 9 agosto 1983 a Helsinki l’aria era fresca, ma quella volata lunghissima infiammò lo stadio intero, che alla fine, nonostante la sconfitta dell’eroe di casa Martti Vainio, si alzò in piedi per applaudire l’impresa di Alberto Cova. Vincere i 10.000 nella terra di Nurmi, Ritola e Maki, sulla pista che nell’Olimpiade 1952 visse le imprese di Emil Zatopek e nella prima edizione dei Mondiali era un’impresa straordinaria» (Pierangelo Molinario).
• Si ritirò dopo i Giochi Olimpici di Seul del 1988 (non riuscì a qualificarsi). Oggi si occupa di formazione manageriale.
• Breve esperienza politica: eletto una prima volta alla Camera con Forza Italia nel 1994, non confermato alle elezioni del 1996. «Nello sport sai che puoi dare il cento per cento di te stesso. In politica non riesci».
• Ad oggi è l’ultimo vincitore italiano (1986) dell’antica corsa campestre dei Cinque Mulini, che si svolge ogni anno tra le zone rurali intorno a San Vittore Olona (Milano).
• «Io, oltre all’atletica, da ragazzo avevo una vita sportiva autonoma: la bicicletta, i giardinetti, il bosco dietro casa... Oggi i ragazzi sono troppo sedentari e non conoscono il loro corpo. Cercano verifiche ma vanno guidati: dobbiamo essere noi genitori ad accompagnarli allo sport, ma senza obblighi di prestazione» (a Gaia Piccardi) [Cds 21/11/2013].