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Biografia di Alfredo Cazzola

• Bologna 14 febbraio 1950. Imprenditore. Presidente e amministratore delegato di Intermedia. Cresciuto dai Salesiani della Bolognina, dall’età di 22 anni impegnato nel settore fieristico, nell’81 fondò la Promotor International e rilevò il Motorshow di Bologna, grande kermesse motoristica che negli anni ha fatto sempre crescere i consensi del pubblico coinvolgendo grandi nomi dello sport e dello spettacolo (ceduto poi ai francesi di Gl Events nel 2007). Attività ampliata con la gestione, dal 1994 al 2000, del Salone dell’Auto di Torino e con l’acquisizione, nel 1999, del Lingotto Fiere di Torino, nell’ottobre 2004 comprò anche lo Smau, il salone milanese divenuto culla della tecnologia ICT. Lingotto e Smau fanno parte dell’Holding Promotor Int.l che rappresenta uno dei maggiori gruppi privati italiani in campo fieristico. Molto attivo anche in campo sportivo: nel 1990 comprò la Virtus pallacanestro con la quale vinse 4 scudetti, una coppa Campioni e due coppe Italia. Per un biennio presidente della Lega Basket, dal 2005 al 2008 è stato presidente e azionista di riferimento del Bologna (calcio).
• «Aveva 18 anni, era il Sessantotto, Cazzola lo attraversò in autostop. Rimase via 4 anni: Francia, Germania, Svezia. Lavori qualunque per mantenersi – vendeva giornali, si specializzò nell’allestire vetrine: o non sono fiere anche quelle? – mentre imparava la vita. Quattro anni via, poi di nuovo a Bologna. Aveva seguito gli affari e i soldi, ora affari e soldi potevano anche cominciare a seguire lui. Primo passo: importare allestimenti precomposti per fiere, e allestire stand. Poi, nell’80, si accostò al Motor Show, un’idea di Giacomo Agostini, Niki Lauda e Sandro Munari che stentava a prendere piede» (Alessandro Tommasi).
• Ha detto della sua città: «Io produco idee e organizzazione, qui vogliono vedere la roba, le cose... Qui un Bill Gates non sarebbe mai nato».• Candidato sindaco del centrodestra alle comunali del 2009, accusò lo sfidante Flavio Delbono (che poi vinse al ballottaggio) di aver viaggiato con l’allora segretaria-fidanzata Cinzia Cracchi a spese della Regione. La procura aprì un’inchiesta e Delbono lo querelò.