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 1996  novembre 14 Giovedì calendario

Lettera di dimissioni di Antonio Di Pietro

«Sig. Presidente, ho da poco saputo dal Tg5 che sarei stato sottoposto ad indagini dalla Procura della Repubblica di Brescia, per un insieme di fatti a me non noti sia perché non li ho commessi sia perché nessuno me ne ha dato notizia. Sono anni ormai che vengo sottoposto ad indagini ed accertamenti di ogni tipo – legali ed illegali – sempre ingiustamente come dimostrano le numerose sentenze di proscioglimento che mi riguardano. Eppure il tiro al piccione continua perché mi si deve far pagare ad ogni costo l’unica mia vera colpa (di cui peraltro sono orgoglioso): aver voluto fare ad ogni costo e fino in fondo il mio dovere. A questo punto dico: “Basta!”. Basta, con certi magistrati invidiosi e teorizzatori! Basta, con organi investigativi iperzelanti e fantasiosi! Basta, con la stampa che crea le notizie prima ancora che accadano! Basta, con i calunniatori prezzolati che mettono tutti sulla stessa barca solo per salvare i loro mandanti! Basta, con quegli avvocati che non hanno saputo accettare i verdetti dei giudici ed oggi cercano scuse per giustificare le loro sconfitte processuali! Basta, dar spazio e credito a imputati rancorosi e vendicativi! Basta, soprattutto, con chi vuole usare la mia persona per delegittimare per un verso l’inchiesta Mani pulite e per l’altro il Governo e le Istituzioni! Tolgo il disturbo e non risponderò più ad alcuna provocazione. Buon Futuro.

  Antonio Di Pietro 



P.S.: Ti prego vivamente di non propormi alcun invito al ripensamento, perché le mie dimissioni sono irrevocabili, come testimonia questa mia doppia firma».