Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie OK, accetto
 
I padroni d'Italia

Il Re è Vittorio Emanuele III

Il Presidente del Senato è Giuseppe Manfredi

Il Presidente della Camera è Giuseppe Marcora

Il Presidente del Consiglio è Giovanni Giolitti

Il Ministro degli Interni è Giovanni Giolitti

Il Ministro degli Esteri è Tommaso Tittoni

Il Ministro di Giustizia e affari di culto è Vittorio Emanuele Orlando

Il Ministro delle Finanze è Pietro Lacava

Il Ministro del Tesoro è Paolo Carcano

Il Ministro della Guerra è Severino Casana

Il Ministro della Marina è Carlo Mirabello

Il Ministro dell’ Istruzione pubblica è Luigi Rava

Il Ministro dei Lavori Pubblici è Pietro Bertolini

Il Ministro dell’ Agricoltura è Francesco Cocco-Ortu

Il Direttore generale della Banca d’Italia è Bonaldo Stringher

Il Presidente della Fiat è Alessandro Marangoni

Il Segretario della Fiat è Giovanni Agnelli
I padroni del mondo

Il Papa è Pio X

L’ Imperatore dell’ Impero austro-ungarico è Francesco Giuseppe I

Il Re del Regno Unito è Edoardo VII

Il Premier del Regno Unito è Herbert Henry Asquith

Il Presidente del Consiglio dei ministri francese è Georges Clemenceau

Il Presidente della Repubblica francese è Armand Fallières

Lo Zar di Russia è Nicola II

Il Re di Prussia è Guglielmo II

Il Cancelliere di Prussia è Bernhard von Bülow

Il Kaiser dell’ Impero tedesco è Guglielmo II

Il Cancelliere dell’ Impero tedesco è Bernhard von Bülow

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Theodore Roosevelt

Il Re di Spagna è Alfonso XIII
“Italiani, a noi!”
martedì 29 dicembre 1908
Il Corriere della Sera lancia subito una sottoscrizione per raccogliere aiuti a favore dei terremotati. Ecco l’articolo, pubblicato il 29 dicembre. «L’enormità della catastrofe si va delineando in tutto il suo orrore. Ciò che sappiamo preannunzia una anche maggiore gravità di ciò che ignoriamo. È l’Italia colpita da una sventura che non ha confronti nella nostra memoria e ne ha ben rari nella storia del nostro paese. I giorni dell’immenso lutto incombono alla patria. Ma la patria non se ne avvilisce. Nello spasimo di quest’ora di fraternità dolorante, nella tristezza profonda di questa persecuzione della natura crudele contro quelle delle nostre contrade alle quali la menzognera pareva più dolcemente sorridere, nella sensazione amara del poco che valiamo e che possiamo di fronte alla vastità della ferita aperta nella viva carne della nostra razza, noi non ci abbattiamo e non ci lasciamo cadere, sconfidati, le braccia. Su, italiani, a combattere questa buona guerra, a combattere questa ardua guerra! (...) Sono i giorni questi in cui più facilmente, più lietamente si profonde il danaro; sono i giorni in cui ogni famiglia, anche povera, risorride una parvenza di abbondanza. Diamo, diamo, diamo ai derelitti, ai poveri, ai vinti di laggiù. Diamo in modo da sentire che ogni resistenza calcolatrice di egoismo è superata nell’atto generoso. (...) L’Italia si ritrovi tutta, e una, nell’ora del lutto, quando i vincoli della nazione si sentono più stretti, nel più vivo del cuore. E sia rapida, come larga, la generosità con la quale la patria insorge nella estrema difesa dei suoi filgli; sia una fiumana d’amore, in cui ogni più tenue onda porti il suo ritmo di simpatia veemente. A’ suoi lettori, a’ suoi amici, il Corriere rivolge queste parole come a persone della propria grande famiglia, sulle quali può ciecamente contare, nella cui concordia, nella cui generosità, nella cui prontezza lungo tempo e molte prove hanno stabilita una incrollabile fiducia. Per conto suo il Corriere inizia la sottoscrizione con lire cinquemila. Il ricavato delle sottoscrizioni andrà al Comitato milanese che in occasione dei terremoti di Calabria (del 1905, ndr) fu unanimemente giudicato il più oculato e il più attivo». [Cds 29/12/1908]


Mercoledì 18 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI





















thread len: / ads to show: 20 / ads: 20