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 2013  marzo 02 Sabato calendario

Leggendo con snobistico ritardo “Invecchierò ma con calma” di Marina Ripa di Meana (Mondadori), miniera di aneddoti politico-letterari, vengo a sapere che Goffredo Parise puntava sull’insonorizzazione: “Quando passo per via Vittoria, angolo via del Corso, non posso fare a meno di alzare lo sguardo verso le finestre di quella che era la sua casa, una mansarda che lui aveva voluto tutta foderata di sughero, perché, diceva, voleva lavorare nelle stesse condizioni in cui aveva lavorato Marcel Proust”

Leggendo con snobistico ritardo “Invecchierò ma con calma” di Marina Ripa di Meana (Mondadori), miniera di aneddoti politico-letterari, vengo a sapere che Goffredo Parise puntava sull’insonorizzazione: “Quando passo per via Vittoria, angolo via del Corso, non posso fare a meno di alzare lo sguardo verso le finestre di quella che era la sua casa, una mansarda che lui aveva voluto tutta foderata di sughero, perché, diceva, voleva lavorare nelle stesse condizioni in cui aveva lavorato Marcel Proust”. Anch’io potrei far foderare di sughero il mio studio, niente me lo impedisce. Ma poi sarei obbligato a produrre un capolavoro. Meglio conservarsi qualche scusa, meglio poter dire che si lavora in condizioni pessime, di fretta, al freddo, frastornati.