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 2013  marzo 02 Sabato calendario

L’IPOCRISIA DELL’ONU CHE VUOLE MANI PULITE IN VATICANO E SCAGIONA L’IRAN

Roma. L’ipocrisia dell’Onu non ha fine. La commissione per l’Infanzia del Palazzo di vetro ha accusato la magistratura americana di non aver fatto abbastanza per trascinare in tribunale la chiesa cattolica sulla pedofilia. L’Onu vorrebbe una sorta di “Mani pulite di Dio”, come è stata ribattezzata dalla stampa statunitense, per processare la chiesa. Nella stessa settimana l’Unicef, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della tutela dell’infanzia, accoglieva nel proprio board l’Iran con il suo ambasciatore, Mohammad Khazaee, nonostante Teheran spedisca alla forca i minorenni (un record mondiale che supera persino quello della Cina, avida di esecuzioni). Secondo i dati di Stop Child Executions Campaign, un centinaio di minorenni sono in attesa di essere giustiziati in Iran. Amnesty International denuncia che negli ultimi otto anni le autorità di Teheran hanno giustiziato in pubblico 43 minori di diciotto anni. La scorsa settimana l’ultimo caso, quello di Ali Naderi, giustiziato a ventuno anni per un crimine commesso quando ne aveva sedici. All’Iran, per entrare nel comitato decisionale dell’Unicef, è bastato firmare la Convenzione internazionale per i diritti del fanciullo. Era già successo per l’ingresso degli ayatollah nella commissione Onu per le Donne, nonostante gli iraniani spediscano ogni giorno le “adultere” alla forca.
E che cosa dire dello scandalo degli abusi sessuali commessi dalle 85 mila truppe dell’Onu dispiegate in oltre sedici operazioni di peacekeeping e su cui pesa l’onta più grave, la violenza su ragazzine e bambini? A Bunia una dodicenne di nome Helen è stata stuprata da un peacekeeper dell’Onu che l’aveva attirata offrendole una tazza di latte. Il soldato, dopo aver abusato della bambina, le ha dato un dollaro. Lei e le sue amiche sono conosciute come “one dollar baby”. Il capo della missione in Cambogia, il giapponese Yasushi Akashi, quando fu provato lo stupro di ragazze minorenni a opera dei suoi Caschi blu, commentò, come se stesse parlando di una bravata: “I ragazzi sono sempre ragazzi”. Spesso le truppe dei Caschi blu sono state accusate di procurarsi sesso pagando uno o al massimo tre dollari, oppure in cambio di cibo o di promesse di lavoro. E’ stato chiamato lo scandalo “sex for food”. Un’inchiesta del Wall Street Journal ha rivelato che, da quando nel 2003 il Palazzo di vetro ha riconosciuto il problema, nulla è stato fatto per punire, scovare e processare i colpevoli. Anzi, c’è stata una fitta opera di copertura di abusi sessuali da parte del Palazzo di vetro. Dell’Onu, delle sue ipocrisie e dei suoi paradossi, si cerca sempre di ridere per non piangere. Compreso il dossier sulla pedofilia nella chiesa cattolica arrivato sul tavolo del procuratore della corte dell’Aia. Joseph Ratzinger sarà incriminato per “crimini contro l’umanità”?