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 2013  marzo 02 Sabato calendario

FINO A QUANDO MI LASCERETE MANGIARE CARNE DI CAVALLO IN PACE?

Sono molto preoccupato: e se nel mio macinato di cavallo ci finisse qualche frammento di carne bovina? Per questo non tradisco la mia macelleria equina di fiducia, uno dei templi cittadini del pesto, il macinato da mangiare crudo con un poco di sale, un filo d’olio ed eventuali aggiunte a piacere (io ultimamente oltre all’aglio metto spesso i capperi). Ma arriverà l’estate e i due macellai canterini se ne andranno in vacanza e dovrò rivolgermi altrove. Altre macellerie, sempre in centro però meno prossime (la mia macelleria di fiducia è nel mio stesso isolato): negozi dove non sono conosciuto, dove non sono un cliente di riguardo. Comunque, almeno nel breve periodo, finché rimango a Parma grossi rischi non dovrei correrne. Qui il cavallo è tradizione viva e in cucina la tradizione non comporta, come pensano i salami, obnubilamento sentimentale, bensì, al contrario, iperattenzione sensoriale. Non è difficile da capire: se, come me, mangi da decenni cavallo crudo almeno una volta alla settimana, disponi di tutti i parametri di valutazione necessari e sai perfettamente quali sono il colore, il sapore e la consistenza del cavallo crudo. Un minimo scostamento ti metterebbe in allarme. A Parma basterebbe aggiungere al consueto pesto prelibato un solo carniccio di manzo o di maiale o di pollo o di coniglio per suscitare turbamento e sdegno. In Inghilterra o nelle mense Ikea (che ovunque si trovino non sono mai da nessuna parte), insomma laddove è scoppiato lo scandalo isterico e gonfiato e assurdo del cavallo nel manzo o nel maiale, ovvio che si debba ricorrere agli esami di laboratorio per capire che cosa realmente si sia mangiato. A parziale discolpa di quei palati insensibili bisogna dire che in quei posti la carne si mangia cotta: e fanno bene, con gli standard qualitativi che si ritrovano. A dire il vero anche in Italia la cottura è costume prevalente. Il cavallo lo si mangia soprattutto crudo solo a Parma mentre nelle altre località ippofaghe, Verona, Catania e paesi pugliesi vari, lo si mangia soprattutto cotto ed è un peccato, uno spreco, una distruzione di peculiarità organolettiche: se di notte tutte le vacche sono nere, cotte tutte le carni sono vacca, o almeno ci somigliano.
Sono molto preoccupato: per quanto tempo sarò libero di mangiare cavallo? Nel breve periodo, l’ho detto, asserragliandomi fra Borgo Giacomo e Strada Farini penso di riuscire a resistere. Ma nel medio? Il conto alla rovescia partirà con l’ingresso ufficiale dei grillini in Parlamento. Fra di loro abbondano i vegani e perfino gli antispecisti, piccoli anticristi secondo la definizione di Solovev che oltre un secolo fa previde non Grillo che teologicamente non significa niente ma i grillini che teologicamente significano moltissimo: “L’Anticristo sarà convinto spiritualista, un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo”. Quando si lamenta la mancanza di una maggioranza parlamentare a me viene da ridere, o da piangere. La maggioranza per far saltare i conti pubblici esiste eccome, basta che ai grillini si saldino i vendoliani e la sinistra del Pd (quindi il grosso del Pd) ed eccoci al reddito di cittadinanza, alla pensione a sessant’anni, alla settimana lavorativa di 36 ore, all’aliquota Irpef del 75 per cento (quest’ultimo punto non viene però mai esplicitato). La maggioranza per distruggere quanto rimane del primato dell’uomo c’è pure quella, basta che ai grillini si saldino i vendoliani e tutti gli animalisti e i cagnolinisti dei partiti restanti, da Silvana Amati a Michela Vittoria Brambilla, ed ecco vietata la sperimentazione animale, proibizione che significa una cosa sola: sperimentazione umana, come ai tempi del dottor Mengele e del Talidomide. A quel punto vietare la macellazione equina è un attimo. Una proposta che puntava a rendere intoccabile il cavallo, catalogandolo come animale di affezione, era già stata avanzata nella scorsa legislatura da un’altra pasionaria dell’antiumanesimo, Paola Frassinetti, grazie a Dio non rieletta. Ma ora al suo posto ci sono 163 grillini 163.