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 2013  marzo 02 Sabato calendario

WEB, LIKE, WALL. PURE IL CORRIERE SI ADEGUA AL MODELLO CASALEGGIO

Non solo Web, non solo like. Cinque stelle a Via Solferino. Cominciò da par suo Ernesto Galli della Loggia e tutto il Corriere della Sera è diventato, oggi, grillino. Web, like, wall, status e meetup. Via la vecchia carta, basta con i dinosauri dell’informazione, l’idea del rinnovamento altro non è che terzismo ante litteram. Avviati già da tempo fruttuosi colloqui tra Gianroberto Casaleggio e Paolo Mieli, i frutti arrivano a cavallo di Apple.
Non solo Web, non solo like. Cinque stelle a Via Solferino. Non è da meno Ferruccio de Bortoli, autoproclamatosi portavoce dell’assemblea di redazione. E’ tutto un meetup per pensare la nuova veste grillina del Corriere della Sera. De Bortoli apre una pagina Facebook e posta in bacheca il suo proposito: “Incontriamoci per rifare il vestito al nostro giornale”.
Non solo Web, non solo like. Cinque stelle a Via Solferino. La nuova linea editoriale convince Luxottica che compra la sede storica e la conferma in uso alla redazione a patto che al posto di Sergio Romano venga messo Dario Fo.
Non solo Web, non solo like. Cinque stelle a Via Solferino. Il giornale è ormai una splendida piattaforma virtuale ma anche la casa di tutte le trasparenze dove ognuno registra e filma l’altro postandolo in ogni social network possibile e immaginabile. E’ fatto obbligo di un nuovo e più frizzante look. Perfino De Bortoli, solitamente vintage nella tenuta, indossa giubbotti e si lascia crescere la barba. Per non dire del turpiloquio. Ogni riunione in sala Albertini è tutto un vaffa.
Non solo Web, non solo like. Cinque stelle a Via Solferino. “What’s up?”, “Sono in startup faccio il desk”, è lo scambio più comune tra colleghi, i famosi coworkers in coworking. Il ritardo è “scusate il delay”. L’ultima versione dell’articolo è la last version. Le mail collettive si aprono con dear all e si chiudono con best.
Non solo Web, non solo like. Cinque stelle a Via Solferino. Anche le prime firme del Corriere si adeguano allo stile informale e se Aldo Cazzullo, ricco di testosterone, deve ricorrere a una parrucca (non senza un paio d’occhiali tondi) per assomigliare sempre di più a Casaleggio, c’è un Gian Antonio Stella che si fa venire in testa una zazzera con surrogato di forfora da guru-nerd.
Non solo Web, non solo like. Cinque stelle a Via Solferino. E’ tutto un wall, status e meetup. Il repulisti prosegue nel linguaggio come nella migliore tradizione distopica. Il Corriere, dice Casaleggio, consultandosi con Fo per poi far urlare Grillo, “ha bisogno di rinnovare la sua autorappresentazione”.
Non solo Web, non solo like. Cinque stelle a Via Solferino. Il direttore, anzi, il portavoce dell’assemblea di redazione Ferruccio De Bortoli, annuisce, in attesa di capire. “L’unica cosa che lasciamo così com’è” – dice Casaleggio – “è il formato broadsheet, qualunque cosa voglia dire, mi piace”. Un po’ imbarazzato, De Bortoli, per capire questo broadsheet, decide di farsi aiutare da Beppe Servergnini ma quest’ultimo, e Nove Colonne lo può ben rivelare, non sa una mazza.
Non solo Web, non solo like. Cinque stelle a Via Solferino. Il Severgnini, dunque, con tutto che è saputo di lingua inglese, non sa nulla. Lui è quello che di nascosto da De Bortoli si fa aiutare da Gianni & Riotto detto Johnny che sa uno di tutto, “come è meglio di Casaleggio” confida Severgnini. E Johnny, che ha studiato a Detroit, non è solo il ghostwriter di Severgnini, è anche il guru del guru: “Senza Riotto”, è ancora Severgnini a parlare, “Casaleggio non fa un passo. E’ più di un coworkers per lui. Johnny vuole solo e sempre fare startup. Così come faceva Riotto con Montanelli. Indro il mestiere lo imparò da lui”.