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 2013  marzo 01 Venerdì calendario

LIBRO PICCOLO

[Bersani] –
Anche Pier Luigi Bersani ha un cuore. Come osserva l’editore Alessio Aringoli nella nota introduttiva, si tratta di un personaggio arrivato alle massime responsabilità della politica italiana che “sia per la sua ritrosia a parlare di sé, sia (anche) per qualche etichetta troppo facile che gli è stata attaccata negli anni”, era rimasto in larga misura “‘un rebus avvolto in un mistero che sta dentro un enigma’, per citare Winston Churchill”. Soprattutto nel corso del duello con il “rottamatore” Renzi, su di lui erano piovute etichette di tecnocrate, uomo grigio, mandarino dell’apparato post comunista. “Un D’Alema che mangia i tortellini”. Ettore Maria Colombo, giornalista molisano “cattolico di formazione e comunista per scelta di vita” anche se “ora gli basta essere di sinistra”, vuole raccontare un compagnone amante di birrini e polentate, capace di riassumere in sé don Camillo e Peppone nella stessa persona. Il figlio di un benzinaio democristiano che canta nel coro della chiesa ma organizza uno sciopero di chierichetti per chiedere che le mance dei parrocchiani siano versate direttamente, e non convertite dal prete in dolciumi. Il ragazzo dalla voce di baritono che per diplomarsi a pieni voti al liceo classico e prendere la laurea in Filosofia con una tesi di Storia del cristianesimo su San Gregorio Magno non riuscirà a imparare a suonare il pianoforte, ma ostenta la sua amicizia con cantautori come Fabrizio De André o Vasco Rossi, sceglie come inno della sua campagna elettorale una canzone di Gianna Nannini, alle cene fa duetti lirici con Katia Ricciarelli, e la prima volta che diventa ministro festeggia ballando musica “satanica” a un concerto degli Ac/Dc. Il giovane trotzkysta che poi diventa funzionario del Pci senza mai essere passato per la Fgci, un esponente simbolo del “modello emiliano” e uno dei più convinti liberalizzatori che siano mai passati per il governo italiano: facendo arrabbiare in particolare benzinai e farmacisti, malgrado abbia un padre benzinaio e una moglie farmacista. Il leader nazionale che continua ad avere casa al paese dei genitori; dove sua madre che ha digerito il suo impegno politico a sinistra solo dopo che è diventato ministro, offre ciambelline calde alla gente venuta a contestarlo pur di spiegare che “è un bravo ragazzo”; e dove cerca di tornare ogni venerdì dopo aver detto alle figlie di “considerarlo come un camionista”. Un ripasso generale sul personaggio politico che, in queste stesse ore, sta attraversando probabilmente il momento più complicato della sua carriera politica.