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FARINA Vittorio Roma 1955. Imprenditore. Stampatore. Patron della Ilte (l’azienda torinese che stampa le guide del telefono in passato parte del gruppo Stet), entrata nell’inchiesta sulla P4 per i suoi affari con le Poste • «[

FARINA Vittorio Roma 1955. Imprenditore. Stampatore. Patron della Ilte (l’azienda torinese che stampa le guide del telefono in passato parte del gruppo Stet), entrata nell’inchiesta sulla P4 per i suoi affari con le Poste • «[...] il datore di lavoro e amico migliore di Luigi Bisignani [...]» (Corrado Zunino, “la Repubblica” 24/6/2011) • «[...] Nel personaggio c’è più understatement che mistero. Timido, sembra un ruvido Brambilla romanesco cresciuto molto in fretta (“Nel 1986 arrivai a Milano aprendo una ditta di cellofanatura con sette dipendenti e 170 milioni di fatturato il primo anno”) e senza indebitarsi troppo [...] clienti come Rizzoli, Rusconi, Universo, Espresso La Repubblica, Il Messaggero”. L’ ascesa di Vittorio Farina va inquadrata in una logica industriale: “La politica dei grandi editori è ormai di separare la loro attività da quella dello stampatore [...] e io mi sono inserito approfittando di questa loro necessita’”. E su questa intuizione ha basato la sua ascesa [...] tutte le societa’ sono controllate direttamente da Vittorio e dai suoi due fratelli, Maurizio [...] e Mario [...] che lavorano nel polo di stampa romano composto da Rotoeffe, Legatoria del Sud, Legatoria europea, Litosud e Allestimenti grafici Sud [...] “Tutto nacque [...] come dopolavoro di mio padre, Ferdinando [...] era un impiegato ministeriale e al pomeriggio s’era messo a rilegare libri, fondando un laboratorio con un solo dipendente. Poi, a partire dagli anni ’80, ci siamo allargati”. Con gli anni ’90 la crescita diventa esplosiva. Nel 1991 Farina acquisisce la New Interlitho (che stampa libri illustrati per l’estero) e il giro d’affari quasi raggiunge i 134 miliardi. “La New Interlitho è costata 30 miliardi nel 1991 [...] ma poi ho venduto i quattro stabilimenti che c’erano nell’area milanese, ripagandomi quasi tutto l’investimento e ricompattando le attrezzature [...] a Caleppio di Settala”. Nel 1992 arriva il contratto con l’editrice Universo, che chiude il suo stabilimento e garantisce a Farina 30 miliardi all’anno di fornitura stampa. Nel ’93, con l’acquisizione del grande stabilimento ex Rizzoli, c’è il punto di svolta: i ricavi del gruppo arrivano a 232 miliardi, i dipendenti a 1.100. Nel ’94 c’è un incidente di percorso: Farina partecipa all’avventura de L’Informazione, il quotidiano diretto da Mario Pendinelli e fortemente voluto dalla Banca di Roma. De L’Informazione è sia stampatore che azionista, con il 10 per cento, una quota poi salita al 13 quando si defilano soci come Stefanel, Della Valle, Caltagirone e Sensi, mentre Sergio Cragnotti diventa azionista di riferimento [...] L’Informazione ha chiuso i battenti, bruciando quasi 60 miliardi di capitale versato [...]» (“Corriere della Sera” 10/7/1995).