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FRAMMENTO DEI FRAMMENTI CHE RISPONDONO ALLA VOCE "GERONZI, CESARE"



2010

[...] Come dimenticare che proprio Geronzi pochi giorni fa ha definito i soci libici, pietra dello scandalo in Unicredit, «il mio miglior azionista»? (Ugo Bertone, Panorama 30/9/2010)

Liquidazione lorda di Cesare Geronzi, presiente Capitalia fino al 30/9/2007: 20 milioni di euro (Gianni Dragoni, Il Sole 24 Ore 23/9/2010)

Generali Il capitalismo italiano si sta riorganizzando: Cesare Geronzi, 75 anni compiuti da poco, lascia la presidenza di Mediobanca per trasferirsi a quella delle Assicurazioni Generali. Segue un rimescolamento complessivo, in cui la mossa più importante è l’ascesa di Renato Pagliaro alla presidenza di Mediobanca. Gli osservatori trovano che questo movimento sia filosoficamente analogo a quello che ha visto la riorganizzazione del potere in Rcs (la casa editrice del Corriere della Sera). Qui i grandi azionisti – e cioè Geronzi (ancora in quota Mediobanca), Bazoli, Pesenti, Tronchetti Provera, Montezemolo e Della Valle - sono entrati personalmente in consiglio d’amministrazione, in modo da avvicinarsi alla cosiddetta fonte del potere (ammesso che questa sia una spiegazione). Allo stesso modo, essendo il potere del sistema Mediobanca concentrato in Generali, il passaggio di Geronzi significa una presa forte sulla cassaforte vera della finanza italiana (400 miliardi di euro amministrati). In questo senso, l’operazione sarebbe benedetta dal governo e specialmente dalla Lega: alle viste ci sarebbero risistemazioni importanti degli istituti italiani, specialmente se locali. C’è tuttavia un altro punto decisivo nella corsa di Geronzi verso il mondo delle assicurazioni: la magistratura lo ha scagionato, nel caso Eurolat, dall’accusa di estorsione, ma lo tiene ancora nel mirino per la bancarotta. Una condanna ulteriore in questo e in altri processi farebbe scattare le interdizioni previste dalla legge bancaria. Almeno fino a quando queste stesse interdizioni non saranno estese al mondo assicurativo, la barca Generali è perciò, per il vecchio banchiere, una signora scialuppa di salvataggio. A capo del gruppo triestino, Geronzi non avrebbe quasi più potere. Salvo che in passato, molte volte, il grande banchiere, maestro di relazioni e alleanze, ha saputo rovesciare assetti che lo volevano debole in formidabili centri di potere personale. (GdA Vanity Fair n. 12, 31/3/2010)

Il banchiere più pagato è Alessandro Profumo di UniCredit, con 4,27 milioni lordi (651mila di bonus), il 23% in più del 2008, meno della metà del record 2007. Unicredit ha fatto meno utili di Intesa Sanpaolo, ma Profumo ha guadagnato più del concorrente, Corrado Passera (con 3,5 milioni lordi, +27%, di cui 1,5 di bonus). La busta paga di Passera è tornata ai livelli del 2007, quando Intesa aveva però 5,8 miliardi di utile, più del doppio del 2009. Una lieve crescita, 32mila euro, per il presidente di Mediobanca, Cesare Geronzi, con un totale 3,28 milioni, mentre l’utile netto consolidato di Mediobanca è diminuito del 99,9% a 2,4 milioni. (Gianni Dragoni, Il Sole-24 Ore 14/4/2010)

2009

Circoli [...]A Roma, un’idea del genere si declina nel Cenacolo, creato dal giornalista Marco Antonellis, cinque anni fa, con un gruppetto di colleghi. Oggi raduna una trentina di persone che si ritrovano una volta al mese nella sala riservata di un ristorante (al Bagutta, l’ultima volta) spesso ospitando personalità con cui discutere in libertà. Dal Cenacolo sono passati Pippo Corigliano dell’Opus Dei, Giancarlo Elia Valori, monsignor Paglia e Gianni Letta, nonché - col massimo della riservatezza – a quanto pare anche Cesare Geronzi. (Enrici Mannucci, Sette 11/3/2010)

Francesco Gaetano Caltagirone: ”Il mio rapporto con Geronzi è di grande stima e rispetto. Siamo entrambi romani, è vero, ma non è soltanto per questo che c’è un buon legame tra noi. Personalmente, apprezzo Geronzi per come ha gestito la sua banca e per come fa il presidente dando notevole autonomia al suo management, che è di grande livello. Se c’è sintonia tra di noi? Assolutamente sì: anche se questo, ovviamente, non significa che prima di fare un investimento ci dobbiamo consultare. Ho sentito anche io delle voci circolate di questi tempi a proposito di una sua presunta candidatura in Generali e su questo argomento lasciatemi però dire che è ancora decisamente troppo presto per poterne discutere”. (Claudio Cerasa, Il Foglio 12/02/2010)

Cesare Geronzi, presidente di Mediobanca. Leader del moderatismo bancario, cresciuto nella Roma democristiana e vaticana, è il più trasversale dei banchieri con rapporti che vanno da Massimo D’Alema a Valentino Parlato, da Gianni Letta fino a Giulio Tremonti. In rapporti ottimi con Silvio Berlusconi, la cui figlia, Marina, siede nel consiglio di amministrazione di Mediobanca. Seppur con visioni politicamente differenti, Bazoli e Geronzi sono i contraenti del patto di stabilità su cui si regge il nostro sistema economico e finanziario: hanno gestito con una regia comune alcuni dossier delicati: da Rcs fino a Telecom. (Gianmaria Pica, il Riformista 23/09/2009)

[...] Ma è Cesare Geronzi che con gran discrezione può mettere in carnet i migliori e più consolidati rapporti con la Curia vaticana, in particolare con Bertone: un rapporto che ha voluto cementare anche con la nomina di Marco Simeon- giovane avvocato di Sanremo, legatissimo al segretario di Stato, nel cda di Banca Carige a dirigente di Mediobanca. (Carlo Marroni, Il Sole-24 Ore 18/9/2009)

Non ci sono più le maxibuonuscite come quella riconosciuta a Matteo Arpe, che per lasciare Capitalia ricevette 37 milioni lordi, nè i premi riconosciuti l’anno precedente a Cesare Geronzi (20 milioni più 3 di stipendio, nel 2008 per ora è 19mo con 3,25 milioni lordi come presidente di Mediobanca) e di dieci milioni a Giovanni Bazoli (il presidente di sorveglianza di Intesa Sanpaolo è sotto il 50mo posto, con 1,4 milioni lordi). (Dagospia, 1/4/2009)

”Nella finanza milanese il vincitore ha nome e cognome: Cesare Geronzi – dice Francesco Micheli, finanziere con alle spalle un passato di grande successi e tuttora attivissimo – Il presidente di Mediobanca ha trionfato su tutti i fronti. Ha saputo dribblare molti ostacoli, come le cause che tuttora sono aperte, e ha condotto a termine due capolavori: la fusione fra la sua Capitalia e l’Unicredit che lo ha portato alla presidenza di Mediobanca e la presa di potere assoluto su piazzetta Cuccia con il ritorno alla governance monistica che voleva lui”. Anche de Bortoli è d’accordo nell’assegnare la palma di numero uno a Geronzi che definisce ”il conquistator cortese di Milano”. Cortese e anche discreto, defilato: abita nella centrale ed elegante via Bigli (nell’appartamento di proprietà di Mariella Brivio Medici, occupato fino a poco tempo fa dalla coppia Marco Tronchetti Provera-Afef Jnifen), ma non si concede a mondanità, è molto difficile vederlo in giro. Lavora, si occupa di Mediobanca, la vera stanza dei bottoni di quello che resta della finanza italiana. Qui ha come vicepresidente lo stesso Tronchetti, tuttora rappresentante dell’ala nobile dell’establishment malgrado la non felice avventura in Telecom, e ha in consiglio la figlia di Berlusconi, Marina, e la figlia di Ligresti, Lionella, famiglia che rappresenta davvero un potere forte a Milano (vedere la voce imprenditori). ”Da questa posizione Geronzi è diventato il mossiere di tutte le partite significative della finanza che per aprirsi”, dice ancora Micheli. Nel senso che sarà lui a fare i giochi nelle questioni Rcs Mediagroup (la casa editrice del corriere della Sera), Telecom e, in prospettiva, Generali. (Gianni Gambarotta, Il foglio 5/2/2009)

«Oggi comanda davvero solo Cesare Geronzi. Un tipo curiale, alla romana, non antipatico. Ha tutti in pugno, altro che gli archivi di Andreotti». (il giurista Alberto Crespi) (Chiara Beria di Argentine, La Stampa 19/3/2009)

2008
In testa agli stipendi percepiti dai manager italiani c’è l’ex amministratore delegato di Capitalia Matteo Arpe che, fra stipendio e buonuscita, ha incassato oltre 37 milioni di euro. Al secondo posto, con 24 milioni, c’è l’ex presidente di Capitalia e presidente di Mediobanca Cesare Geronzi. Al terzo, l’ex amministratore delegato di Telecom Italia Riccardo Ruggiero con 17 milioni. (G. A. STELLA-S. RIZZO, La deriva, Rizzoli 2008, Introduzione.)

2007

Come giudica il nuovo assetto di Mediobanca e il presidente Cesare Geronzi?
«Geronzi è una persona di grande capacità e ha la possibilità di fare molto bene. Mediobanca negli ultimi 10 anni aveva perso colpi: pensi a quanto lavoro hanno acquisito le banche straniere entrate in Italia con le privatizzazioni e quanto poco la stessa Mediobanca abbia agito all’estero. Dopo questo ridimensionamento, da italiano spero proprio che Mediobanca abbia un rilancio. Internamente ha tutte le personalità per farlo». (Francesco Gaetano Caltagirone) (Teodoro Chiarelli, La Stampa 21/12/07)

Sono i top banker italiani più pagati nel 2006, secondo una classifica che viene pubblicata oggi sull’Atlante delle banche leader 2007, in edicola insieme a «Mf/Milano Finanza» e «Italia Oggi». Una graduatoria che tiene conto dell’insieme degli emolumenti percepiti, comprendendo anche l’esercizio delle stock option, da amministratori, sindaci e direttori generali delle banche quotate in Piazza Affari. [...]Dal sesto al decimo posto di incontrano, nell’ordine, Alfonso Iozzo con 4,87 milioni, fino allo scorso anno al Sanpaolo di Torino e oggi presidente della Cdp, Massimo Minolfi con 4,28 milioni (Banco Verona e Novara), Cesare Geronzi con 4,11 milioni percepiti come presidente di Capitalia, Pietro Modiano di Intesa Sanpaolo con 3,92 milioni. (Corriere della Sera 6/10/2007)

Più di quaranta top manager di Piazza Affari hanno guadagnato nel 2006 circa 3 milioni di euro. Tra i supermanager di banche c’è Matteo Arpe, che con 6,1 milioni supera di circa 2 milioni il suo ex mentore Cesare Geronzi. (Ettore Livini, repubblica.it 31/3 2007)

2006
Geronzi. Il giudice Pietro Rogato, che conduce una delle indagini preliminari su Parmalat, ha sospeso Geronzi da tutte le cariche per due mesi. Geronzi, che ha incarichi un po’ ovunque, è soprattutto presidente di Capitalia. L’accusa è questa: a suo tempo Capitalia avrebbe prestato soldi a Tanzi, il patron di Parmalat, a patto che egli li adoperasse per comprare un’azienda di Ciarrapico che valeva zero. Stiamo parlando di un’operazione di una quarantina di milioni di euro. Ciarrapico avrebbe poi adoperato i soldi ricevuti per chiudere i suoi debiti con Capitalia. Le modalità dell’operazione sono indubbie ed è indubbio che si sia trattato di una transazione poco pulita. Geronzi si difende dicendo di non averne mai saputo niente e che la cosa è stata trattata dai suoi funzionari a sua (legittima) insaputa. Bisogna tenere presente che Capitalia è scalabile ed è scalabile soprattutto dall’estero. Nel 2005 ha triplicato l’utile e quest’anno distribuirà un dividendo di ben 20 centesimi (l’anno scorso è stato di 8). (GdA, Anno III - Centosettesima settimana - Dal 20 al 27 febbraio 2006)

APERTURA FOGLIO DEI FOGLI 15 MAGGIO 2006.[...] la situazione è ingarbugliata: una figlia del presidente di Capitalia Cesare Geronzi, Chiara, oltre a fare la giornalista del Tg5 sta nella Gea, in questi giorni è pure finita tra gli indagati... [13] Ne vuol sentire un’altra? [14]
Prego [14]
Venerdì il capitano della Roma Francesco Totti, il più grande calciatore italiano, quello che ai prossimi mondiali tutti aspettano salvi la patria, ha detto che «bisogna ripartire da zero, fare pulizia totale di chi ha sbagliato, togliere le persone che nel calcio non servono a nulla». E mentre lo diceva aveva al fianco Fabrizio Lombardo, marito di Chiara Geronzi, chiacchieratissimo ex n.1 di Miramax Italia che ha ideato il sistema Footcall, col quale i tifosi potranno comunicare con Totti attraverso un numero verde... ([13] Roberto Beccantini, La Stampa 10/5; [14] la Repubblica 13/5;)

L’Unità ha stilato la classifica dei 50 top manager più pagati d’Italia nel 2005. Cesare Geronzi rispettivamente amministratore e presidente di Capitalia: 4,230 milioni di euro. (Roberto Rossi, l’Unità 26/9/2006)

2005

Cesare Geronzi è intimo della coppia Antonio Fazio-Maria Cristina Rosati. E sua moglie Giuliana è molto amica di Cristina Rosati. I quattro sono stati insieme in pellegrinaggio, a Lourdes e a Santiago de Compostela. La signora Geronzi – raccontano – ha fatto un po’ da guida alla signora Fazio nei giri dei potenti e dei mondani. (Corriere della Sera 04/08/2005)

Cesare GERONZI. Nato a Marino (Roma) nel 1935. presidente di Capitalia. «Beniamino Andreatta aveva capito tutto. ”Di lui sentirete parlare”, avvertì un giorno i suoi colleghi parlamentari. Erano gli anni Settanta, tempi non sospetti». Lavorava alla Banca d’Italia, passò al Banco di Napoli, poi alla Cassa di risparmio di Roma, dove cominciò la scalata. [34] Fiorani l’ha definito «il cancro del paese». [35] Il primo duello si svolse tra la fine del 2001 e gli inizi del 2002, quando Fazio preferì la banca romana all’istituto lodigiano per il salvataggio della Bipop-Carire. Fiorani prese allora ad arrufianarsi Fazio e famiglia. Quando, alla fine del 2003, un Geronzi indagato nell’ambito dell’inchiesta sul crac Cirio disse «temo di essere un passero, mentre la vera caccia è a un piccione», tirando così in ballo il governatore, il rivale ne approfittò per seminare zizzannia. E passare all’incasso con la scalata Antonveneta (Abn Amro è socia della banca romana). [36] Capitalia è nel patto di sindacato Rcs (3,4%) e farà di tutto perché un eventuale Opa sia respinta. (B. Pe., il manifesto 11/8/2005)

2004
Il fotografo Umberto Pizzi: «Allo stadio si vede il peggio. Le tribune vip, i potenti, e le genuflessioni dei cortigiani. Non puoi capire cosa succede. Ho visto delle genuflessioni nei confronti di Cesare Geronzi, da colpo della strega». (Roberto Cotroneo l’Unità, 15/07/2004)

2003
Classifica degli stipendi dei cento manager più pagati, stilata dal "Corriere della Sera" sulla base dei bilanci 2002 delle società quotate in Borsa. Al primo posto, Carlo Puri Negri, ammministratore delegato di Pirelli Real Estate, che l’anno scorso ha guadagnato 7,1 milioni di euro. Seguono il presidente di Telecom Italia e Pirelli Marco Tronchetti Provera con 6,4 milioni; Carlo Buora, amministratore delegato del gruppo Telecom, con 5,5 milioni. Al quarto posto il presidente di Capitalia Cesare Geronzi (4,7 milioni), quinto Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit (4,5 milioni). (Mario Gerevini, Vittorio Malagutti, "Corriere della Sera" 1/4/2003)

Cesare Geronzi nel 2002 ha percepito uno stipendio di 830 mila euro, bonus compresi. (Riccardo Luna Corriere dello Sport, 05/05/2003)

2001
Cesare Geronzi, presidente della banca di Roma, ha speso invece 3 miliardi per una villa in Costa Smeralda. (M.Ma su L’Espresso del 26/07/01 a pagina 80.)

Vacanze vip
Da Sandra e Franco Carraro a Porto Rotondo vanno il presidente della Banca di Roma, Cesare Geronzi, e sua moglie Giuliana, che organizzano per la coppia «sontuosi pranzi a Marino, sui castelli romani». (Antonella Piperno su Panorama del 24/05/01)

1998
Compensi in milioni di lire di alcuni amministratori di Mediobanca: Cesare Geronzi (amministratore) 81 (rimborso spese: 11) (la Repubblica 15/10/1998)