Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 0000  00 calendario

FRAMMENTO DEI FRAMMENTI CHE RISPONDONO ALLA VOCE "ARBORE, RENZO"2010[Intervista a Lory Del Santo].[

FRAMMENTO DEI FRAMMENTI CHE RISPONDONO ALLA VOCE "ARBORE, RENZO"

2010
[Intervista a Lory Del Santo].
[...]«Andando su e giù dal bagno sono stata notata da Renzo Arbore e Luciano De Crescenzo che conducevano il programma Tagli, ritagli e frattaglie e mi hanno ingaggiata come sexy archivista svampita. La tecnica del bagno l’ho usata anche all’estero».
Fonte: Maria Celeste Crucillà, Oggi, n. 44, 3/10/2010, pag. 44

[Il tormentone]. Una volta lo cercavano solo gli autori di canzoni e sigle televisive, gli autori dei Caroselli e pochi personaggi e autori tv (Mike Bongiorno, poi Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, poi Antonio Ricci). Ora lo cercano e lo vogliono imporre proprio tutti: le banche, i premier, i calciatori, i quotidiani d´opinione. [...]Per «fare comunicazione» per lo più si intende: provare a imporre un tormentone al prossimo.
Fonte: Stefano Bartezzaghi, la Repubblica 21/08/2010

[Mario Merenco]. Il debutto in tv è con Cochi e Renato e con Enzo Jannacci, ma dal 7 luglio 1970 è impegnato in radio con Arbore, Boncompagni e Bracardi: sarà il colonnello Buttiglione («Io mi piego ma non mi spezzo, mi spiego»?)
Fonte: Paolo Di Stefano, Corriere della Sera 04/07/2010

[I 40 anni della trasmissione «Alto gradimento», di Arbore e Boncompagni].
[...] Per «Alto gradimento» alle ore 13 di tutti i giorni feriali si incollavano all’apparecchio-radio studenti e prof, negozianti, impiegati e chirurghi «che operavano con il transistor all’orecchio, come mi è stato raccontato», ricorda divertito Arbore.
[...]«Volevamo liberarci del cosiddetto ”impegno”, della seriosità del ”68», afferma Arbore appena rientrato da un tour dove con la sua «Orchestra italiana» ha riempito le platee. «Andava per la maggiore il ”movimento” degli studenti di sinistra a cui era difficile strappare una risata. Io ero stufo di sentir gridare ”Nixon boia”. Ero modaiolo, filoamericano, amante del jazz, di Armstrong e di Kennedy».
Fonte: Alessandra Comazzi, La Stampa 28/06/2010, pag. 22 e 23

[Tutte le vie sono news]. Telecomando e divano da una parte e piccoli e grandi schermi dall’altra. L’Italia di venticinque anni fa del "vengo dopo il tg" di Renzo Arbore da una parte e le notizie condivise sotto forma di link su Facebook dall’altra.
Fonte: Luca Tremolada, Nòva24 22/04/2010

Roberto D’Agostino. Per fare Dagospia bisogna essere vecchi. I giovani non sanno chi era Mario Scelba. Alla Sapienza ho parlato a studenti che quando io apparivo in Quelli della notte con Renzo Arbore non erano manco nati.
Fonte: Stefano Lorenzetto, Panorama 27/05/2010

Renzo Arbore, Ursula Andress e poi Zucchero, Marta Marzotto, Ezio Greggio, Pippo Franco. «Grandi lavoratori» dicono di loro gli amici.
Fonte: Antonia Jacchia, Corriere della Sera 04/04/2010

Mario Luzzatto Fegiz entra in Rai a diciannove anni[...] e viene affidato alla redazione di un programma che si intitola "Per voi giovani" con a capo Renzo Arbore. [...]
[Mario Luttazzo Fegit]. «Un anno decidemmo di fare un colpo di stato per far fuori Arbore. Andammo a parlare al direttore di rete cercando di convincerlo a fare la diretta, cosa di cui Arbore sapevamo essere terrorizzato. Il direttore di rete infatti accettò e come previsto Arbore rifiutò, così presi il suo posto.
Fonte: Simone Siri, Rolling Stones febbraio 2010

Fu Renzo Arbore, nel 1976, a lanciare Michael Pergolani: inviato da Londra nella prima trasmissione Rai che puntava tutto sull’ironia, ”L’altra domenica” [...]».
Fonte: frammenti, scheda n°202972

2009
Renzo Arbore con gli altri pugliesi Michele Mirabella e Lino Banfi quando s’incontrano si scambiano le ricette dei lampascioni (tipo di cipolla selvatica amara).
Fonte: Eleonora Barbieri, il Giornale 06/04/09

[Victoria Cabello]: [...] Dietro le battute e l’ironia di Vi­cky c’è voglia di dire anche altro. Di pensare a una tv diversa. Con chi? «Corrado Guzzanti mi manca. Renzo Arbore che mi dà sem­pre consigli.
Fonte: Andrea Laffranchi, Corriere della Sera, 22/09/09

[Albano Carrisi]. Ricordo il libro di Renzo Arbore e Roberto D’Agostino, Il peggio di Novella 2000 (Rizzoli, 1986): mi accusavano di aver chiuso Romina in una masseria del sud Italia a guardare le galline e a vendere le pentole».
Fonte: Il Catalogo dei viventi 2009

[Intervista a Mariangela Melato]. [...]Una volta ero a un passo dalle nozze».
Chi era lo sposo?
«Renzo Arbore. Avevamo pensato alle nozze, poi, per pudore, per pigrizia, non è successo. Siamo stati insieme per otto anni felicemente, poi siamo andati a vivere insieme: dovevamo sposarci ma, dopo un mese di convivenza, ci siamo lasciati».
Fonte: Tiziana Mantovani, Chi, 8/04/2009

Toilette. Hanno fatto l’amore in bagno: Federica Pellegrini (in un hotel durante una convention sul nuoto); [...] Renzo Arbore nei servizi femminili della Rai di Roma («la prestazione non è stata delle migliori»)
Fonte: Gian Maria Aliberti Gerbotto, Strani Amori, (Piemme Edizioni, 2009)

[Intervista a Paolo Villaggio] Per quale programma aveva chiesto [a Berlusconi] tutti quei soldi?
[Paolo Vilalggio risponde]: «Io gli avevo proposto di fare la satira del talk-show con Renzo Arbore».
Fonte: Barbara Romano, Libero 29/06/2009

Le ragazze Coccodè. La risposta ad Antonio Ricci e al suo Drive In dal 14 dicembre 1987 all’11 marzo 1988 porta la firma di Renzo Arbore. Nasce Indietro tutta su RaiDue. Alle Fast food, Arbore contrappone le ragazze Coccodè che per dirla con l’autore «erano la parodia delle veline».
Fonte: Novella 2000, n. 43, 22/10/2009, pp. 80-81

2008
Otto personaggi «arrivati» rievocano quelle batoste scolastiche e la lezione che ne hanno tratto. [...] Arbore traumatizzato dalla maturità non passata...
[...]Per lui, che fino a quel momento a scuola non andava «né male né bene», la bocciatura alla maturità classica fu un trauma: «Per un ragazzo di provincia il diploma coincideva con l’ingresso nell’età adulta, significava andarsene da Foggia, studiare a Napoli». Ad Arbore toccò rimandare tutto di un anno: «Ma me l’ero cercata, non studiavo, già suonavo il clarinetto e sognavo di diventare un artista, o un giornalista musicale. Però non ho rimpianti, se fossi stato promosso il mio destino sarebbe stato diverso». Dopo la bocciatura suo padre, che contava di lasciargli il suo studio da dentista, capì che Arbore non avrebbe mai potuto laurearsi in medicina. «Però al pezzo di carta teneva, mi obbligò a studiare giurisprudenza, così, se non fossi riuscito nella musica, avrei avuto almeno un futuro da avvocato». Ma un anno dopo la laurea, quando lavorava svogliatamente in pretura, Arbore capitò in Rai proprio nel giorno di scadenza del bando per l’esame da maestro programmatore di musica leggera. «Lo vinsi, ho sempre considerato la bocciatura la sliding door della mia carriera». [...]
Fonte: Donatella Marino e Antonella Piperno, Panorama, 11 dicembre 2008

[Inaugurazione Mcs Fantasia]. Una bottiglia di champagne s´infrange contro lo scafo di una nave [...] Lo scafo è quello della «nave più grande del mondo», la Msc Fantasia. E a lanciare la bottiglia è Sofia Loren. In serata, in una tensostruttura montata sulla banchina, spettacolo musicale con Renzo Arbore, Lucio Dalla e Pino Daniele. [...]
Fonte: Antonio Tricomi, la Repubblica, 19/12/2008, pag. 40

Qualitel. [...] «Lo aspetto da anni. Il Qualitel non serve soltanto per individuare se un programma è di qualità o no, ma anche a capire se è amato o no. Poi è importante la qualità del pubblico che ti vede». La differenza sta tra chi guarda passivamente e tiene la tv accesa come «atmosfera di sottofondo » e chi vuole qualche cosa di più. «Se la qualità del pubblico è buona, è una grande conquista, perché quel pubblico lì poi fa da battistrada per l’altro pubblico, quello passivo, quello che si accontenta e quello che crede che questa è la televisione ».
Fonte: Roberto Franco, Corriere della Sera 21/10/2008

[Lory Del Santo] Ha cominciato in televisione con Renzo Arbore in «Tagli, ritagli e frattaglie».
Fonte: Giancarlo Dotto, La Stampa 14 aprile 2008,

[L’esigenza di una rivoluzione televisiva]. Renzo Arbore ci ha riflettuto. E non da solo. Ha chiamato a raccolta i suoi amici di sempre, si è messo davanti alla televisione e con il suo gruppo d’ascolto qualificato non si è perso un minuto del Festival di Sanremo, prima e seconda serata. E in diretta ha assistito alla morte della già asfittica formula generalista. Quello che però il gruppo si domanda [...] è perché il tentativo, se pur timido, di svecchiamento sia stato così tanto penalizzato dai numeri.
Arbore, i dati del Festival parlano chiaro. Che cosa pensa possa essere successo?
«Ho trovato Chiambretti in ottima forma e Baudo che si è fatto piacevolmente dissacrare. Ma il pubblico ha detto di no per un insieme di motivi».
Proviamo ad elencarli?
«Piero è un fantastico battutista ma le sue arguzie, che io adoro, possono non arrivare alla comprensione del pubblico che compone lo zoccolo duro di Raiuno. Alcuni ospiti erano di altissimo livello ma risultavano avulsi dal contesto, rallentavano, creando noia. Il varietà, i balletti, le spiritosaggini, gli sketch, non erano efficaci pur se di ottima fattura. Troppa pubblicità e troppo lunga. Il pubblico vuole una messa cantata che qui non c’è».
La musica, quella si salva?
«Certo, ma questi cantanti per la maggior parte non sono conosciuti dal grande pubblico e anche il tema impegnato che l’anno scorso ha dato due canzoni sul podio è stato a forza rimesso al centro ma senza successo. Magari una canzone alla ”Paranza” ci sarebbe stata bene. Avrebbe alleggerito, infatti sono piaciuti molto i Frank Head. Parliamoci chiaro, la gente non arriva a fine mese e vuole leggerezza facile».
Allora ha ragione Baudo quando dice che il pubblico gradisce solo la tv spazzatura e che paga solo la schifezza in termini d’ascolto?
«E’ un mio cavallo di battaglia da anni, infatti mentre non credo affatto nell’Auditel, spero nel Qualitel. Non a caso, il punto più alto d’ascolto del DopoFestival è stata la lite Fegiz-Cutugno, in un contesto molto carino in cui addirittura stonava. La posta è sempre più alta. Le domeniche pomeriggio sono una lite continua, tutte un colpo di scena. In questo le trasmissioni politiche la fanno da padrone. La gara eliminata da Sanremo è approdata agli approfondimenti che hanno dalla loro una fortissima potenza verbale. La gente vuole l’hard, che significa cosa forti a tutti i costi, anche d’impatto emotivo enorme. Il soft familiare di Sanremo, pur se poco convenzionale, perde».
Lei però fa una tv di qualità con grandi ascolti, come Fazio, come Benigni. Questo che vuol dire?
«Noi facciamo ascolti per un’audience elitaria. Oltretutto i dieci milioni di Benigni si riferiscono alla trasmissione su Dante ma con l’introduzione di satira politica e Fiorello fa la doppia lettura, come me. Bisogna distinguere tra spettatore e spettatore e mettere in forse l’equazione che vuole la maggioranza sempre dalla parte del giusto. I numeri non hanno sempre ragione, un artista non può condividere un conto matematico. Io ho il mio pubblico trasversale, lo stesso che viene ai concerti. I due livelli sono imparagonabili ma anche io che devo piacere al mercato di Foggia, (inteso come pesce non come Borsa), inseguo la doppia lettura. Quando ospito Proietti e Banfi raccolgo certi ascolti che restituisco quando voglio Stefano Bollani, tra i più grandi musicisti del mondo. Bisogna restare vigili e monitorare il pubblico altro, tantissimo, che ha spento definitivamente la tv».
Fonte: Michela Tamburrino, La Stampa, 28/02/2008

Un’inchiesta di Novella 2000 svela che molti personaggi famosi fanno uso del Viagra. Jack Nicholson prende la pillola quando fa l’amore con più donne, Renzo Arbore, 70 anni, e Luciano de Crescenzo, 80, si affidano alla pasticca per superare i problemi causati dall’età.
Fonte: Tgcom 7/02/2008

[Patty Pravo, anche lei amica di Luigi Tenco].
[...] Lui tendeva all’autodistruttività. Erano gli anni degli esistenzialisti, dei blouson noir. Andavamo spesso con Renzo Arbore a salvarlo, prendeva di tutto, pillole, beveva.
Fonte: Giancarlo Dotto, La Stampa 4/02/ 2008

2007
Milly Carlucci «[...] Da Arbore, lei che studiava architettura, c’era arrivata attraverso Gbr, una delle prime tv libere romane. Faceva l’inviata speciale con Isabella Rossellini e Michel Pergolani mentre Roberto Benigni si esibiva come stralunato critico tv accanto a una lampada parlante assai futuribile. […]”.
Fonte: Simonetta Robiony, La Stampa 16/02/2007

Mina (Anna Maria Mazzini) Renzo Arbore ha detto: «La sua è la migliore voce bianca al mondo. Altro che Barbra Streisand».
Fonte: Il Catalogo dei Viventi 2007

Quando cominciarono a diffondersi voci di dissapori tra la Venier e Renzo Arbore, fu proprio a Marrazzo che molti pensarono, ipotizzando che fosse scaturito un romanzetto.
Fonte: T.T., Novella 2000, n. 45, 05/11/2009, p.17

Renzo Arbore: «Veltroni? Non è uno dei soliti protagonisti del teatrino della politica».
Fonte: Fabrizio Roncone, Corriere della Sera dal 18/10/2007 al 27/10/2007

Birra. Renzo Arbore, che ha passato 9 anni a ripetere «Birra... e sai cosa bevi» in uno degli spot più noti dell’etere. «Arrivato alla mia età, sono rimasto famoso per due cose: il cacao meravigliao e la birra – scherza . Il primo non esiste, ma di birra ne bevo da quando avevo 9 anni». Quando deve suonare, sceglie l’analcolica. «Buona idea – risponde il presidente di Assobirra Piero Perron ”. Ma a chi preferisce la tradizionale, due ordini: mai berne più di tre bicchieri nell’arco di una giornata. E nemmeno assaggiarla se poi si deve guidare».
Fonte: Paolo Beltramin, Corriere della Sera 22/07/2007

Renzo Arbore [...] ha svelato «una volta con Piero Angela «abbiamo suonato e canticchiato insieme». Ma «Piero musicista lo conoscevo già, poiché avevo scoperto che una delle canzoni più ascoltate degli anni Quaranta, ”Barba, capelli e baffi”, l’aveva scritta proprio lui
Fonte: Antonella Matragna, Sorrisi e Canzoni numero 24 2007

Storia d’Italia attraverso la TV. 1985. Il salotto arabeggiante e arboreggiante. La notte di Arbore è stata una notte d’evasione, di caciara, volutamente cialtrona. In un salotto arabeggiante e arboreggiante, tra intelligenti banalità e allegri nonsensi, scherzavano seriamente personaggi e maschere televisive[...] La banda di Arbore apriva ogni sera il suo appuntamento, programmaticamente e profondamente «demenziale », con la sigla «Ma la notte no» e lo chiudeva con «Il materasso». Nel corso delle trentacinque puntate in diretta, l’ascolto è passato dagli iniziali 800.000 telespettatori ai 2 milioni della quarta puntata, fino a raggiungere punte di 3 milioni di spettatori il 7 giugno (con un record di share del 51%).
Fonte: Aldo Grasso, Corriere della Sera Magazine 15/03/2007

2006
[La casa di Renzo Arbore].
Quando Vittorio Gassman vide per la prima volta la sua casa [di Renzo Arbore], gli disse: «Promettimi che, se mi riprende la depressione, mi ospiti qui: in una casa così, non si può essere tristi». Renzo Arbore sa di abitare in uno stravagante bazar, circondato da un arredamento, e relativa oggettistica, dove la sola idea di mettere a posto e spolverare fa venire i brividi. Un attico a via Cortina d’Ampezzo, appartenuto all’ architetto Pier Luigi Nervi, che lo showman ha riempito di un variopinto affastellarsi di mobili e suppellettili provenienti, «rapinati» dice lui, da tutti i Paesi del mondo, soprattutto l’America. Precisa: «Quella di Nervi era una casa molto british, minimalista. Non mi somigliava. La "tana" deve rispecchiare la personalità di chi ci si rifugia. Io sono un artista e questa è la casa di uno che fa spettacolo, non potrebbe abitarci un contabile. Amo l’ allegria, lo sbrilluccichio e, negli accostamenti bizzarri, esprimo il mio eterno Peter Pan». Dominano il blu nelle tappezzerie, l’ art déco nello stile, la plastica nel materiale. Racconta Renzo: «Una volta venne a trovarmi Adriano Celentano: scambiò per un manichino di plastica anche il figlio della mia filippina». Scrivanie e cassettiere, tavoli e poltrone di plastica, stile Streamline anni Cinquanta, ma anche stile Miami swing by Renzo Arbore: «Li ho disegnati io: ho fatto due linee di divani e poltrone, librerie luminescenti e lampade da tavolo». Pure un caminetto è di plastica, con la fiamma rossa dipinta. Spiega: «Viene da New York. Risale a quando, per lo smog, era vietato accendere caminetti veri». Perfino i fiori e le piante sono di plastica, come la palmetta sul terrazzo o i tulipani che spuntano da cespugli veri nei vasi. Per il mattatore di «Indietro tutta» la plastica è una filosofia di vita: «Ritenuta di serie b, invece scatena la fantasia. Con la plastica puoi inventare oggetti improbabili, ottenere giochi di luce e trasparenze incredibili: è più duttile di qualunque altro materiale». Arbore ha iniziato a collezionare oggetti di plastica più di vent’anni fa: «A Los Angeles, ho cominciato a essere affetto da shopping-mania. Entrai in un negozio gay, dove una vecchia radio déco suonava Polvere di stelle. Mi son detto "che bello avere una vecchia radio che suona vecchi motivi". Da allora, quando vedo una cosa che mi piace, la mia parola d’ ordine è "non posso non averla"». Così, le radio sono aumentate a dismisura, poi si sono aggiunti clarinetti di plastica, fisarmoniche, sveglie, uno strano strumento che rifà il verso delle onde oceaniche e i «pictures disc», dischi in vinile su cui sono dipinte scene romantiche di celebri film anni Quaranta. Impossibile fare l’ inventario delle collezioni (cappelli, borse, carillons, orologi, scatolette di cibi esotici) e dei soprammobili che in un ordine caotico occupano tavoli, comodini, ripiani, vetrine, consolle. Una confusione che, a perdita d’ occhio, dilaga in ogni angolo dell’ appartamento. «Imbroglio le carte, mescolo l’ alto, come le gouache napoletane, e il basso. Mi piace razzolare nell’ inconsueto, detesto la banalità. Non ho paura del kitsch e avventatamente lo unisco al classico». Complici i suoi due scenografi di fiducia, Alida Cappellini e Giovanni Licheri, che hanno firmato gli arredi di quasi tutte le sue trasmissioni televisive, Arbore ha fatto della sua abitazione una scenografia animata, vivente. Tutto o quasi, in casa sua, si muove, si illumina, canta, fischia e balla addirittura, come un paio di mocassini neri messi a terra in salotto: si pigia un pulsante e si scatenano in un rock and roll. Riprende: «La mia non è carenza d’ affetto, da bambino non mi sono mancati i balocchi. Mi piacciono le case classiche, come lo era quella della mia famiglia, ma il buffet e controbuffet mi fanno venire l’ orticaria. E pensare che mio fratello è antiquario. Quando viene da me, spegne le luci: da me la notte sembra un luna park». Davanti alla porta della camera da letto, un finto gatto dorme raggomitolato: nel «luogo della seduzione», come lo definisce Renzo, un trompe-l’ oeil, che evoca una notte di stelle africana con cammello, palme e luna piena, troneggia sulla parete. Sul soffitto un ventilatore a pale, stile Casablanca, rimanda a climi torridi. La cucina è introdotta da un living dove gli ospiti, prima di mangiare, possono godersi l’ aperitivo al bancone di un bar tropical-caraibico, con scimmie, banane e ananas che spuntano ovunque. Ma ai tropici Napoli non manca: si apre una finestra sul Vesuvio, una pittura-scultura realizzata in legno. E se la sala da pranzo è sempre apparecchiata, «per chi piomba all’ora di cena», sul terrazzo un gazebo, tappezzato da peperoncini rossi farciti di lampadine, è pronto per le serate estive. L’ inventiva di Arbore interviene anche sulla struttura della casa. All’ ingresso, ci si trova davanti a una parete di vetro, che si affaccia su una distesa verde, con le cupole di Roma in lontananza: «Ho sfondato quella che c’ era, per creare questo quadro: guardo fuori e mi sembra di stare in vacanza». Ma quanto costa questa kermesse di luci e di colori? Ribatte: «Basta non esser tirchi. E poi: non gioco ai cavalli, non mi drogo, non pago le donne, non ho le barche... fatemi comprare ciò che mi diverte e mi piace!»
Fonte: Corriere della Sera 18/10/2006, pag.61 Emilia Costantini

A tutto Boncompagni. La Stampa 18 Ottobre 2006. Roma. All’inizio era la televisione delle buone maniere. Poi arrivarono due perdigiorno geniali, Gianni Boncompagni e Renzo Arbore, che inventarono la tv del cazzeggio. Servita da loro era perfetta perché sapevano contenerla entro i limiti del gusto loro che poi era il gusto di molti. Ma la frittata era fatta. La tv spazzatura passò di diritto nelle mani di troppi e si fece, perlappunto, spazzatura
Fonte: La Stampa 18/10/2006, pag.29 Michela Tamburrino

[Arturo Brachetti] Approda al Paradis Latin, il celebre locale di Montparnasse, del Moulin Rouge. «Era un locale mitico, avevano uno spettacolo con quaranta persone, tutti si ispiravano a loro. Renzo Arbore faceva Indietro tutta guardando al Paradis Latin e il suo "Cacao Meravigliao" non era altro che il "Café, café", un quadro del Paradis Latin
Fonte: La Repubblica 15/10/2006, pag.50 Silvana Mazzocchi

[...]Massimo Giletti: «Beh, con Troisi m’incontrai tre o quattro volte... Troisi mi diceva che agli inizi non aveva una lira, viveva in un appartamento 2 metri per 3. ”A Poggio Reale stavano meglio di me”, diceva. La donna di servizio gliela mandava Renzo Arbore...».
Fonte: Onda n.31 2006

[...] Renzo Arbore ha un centinaio di paia di scarpe, «con una predilezione per il mocassino nero da portare con le calze bianche e per i modelli con un po’ di tacco». [...]
Fonte: Elvira Serra, Corriere della Sera 10/04/2006, pag. 23.

2005
Boncompagni, in attesa di tornare a farla, la televisione, lei la guarda?
«Pochissimo. Già il farla mi sembra abbastanza grave».
Quel revival di tarda sera del suo amico Renzo Arbore l’ha visto?
«L’ho guardato. Bravissimo. Renzo è garbato, di talento, sa creare l’atmosfera. Mia madre lo adorava, tanto da avergli regalato una tovaglia cui lui teneva tanto».
Fonte: Giampiero Mughini Panorama, 24/03/2005

[Carlo Verdone]. Bettino Craxi si innamora del garibaldino rimbambito che dice finalmente la verità su Mazzini, i Mille, Anita, in uno sketch televisivo con Renzo Arbore. " Mi chiese la cassetta, gliela mandai e lui ricambiò con un regalo.
Fonte: Corriere della Sera 28/05/2005, pag.35 Barbara Palombelli

[Il mago Forest] E il debutto in tv? «Nell’ 88 con Arbore a "Indietro tutta". Facevo il maghetto scalcinato e imitavo McRooney. Renzo Arbore mi ha detto quest’ anno che sono uno dei suoi comici preferiti: mi ha fatto un piacere enorme, dopo una cosa del genere potrei anche ritirarmi!».
Fonte: La Repubblica 21/11/2005, pag.36 Ernesto Assante-Mariella Tanzarella

All’università di Bologna esiste un museo della Goliardia, dove sono conservati tutti i testi sacri del genere [...]Renzo Arbore racconta di quando l’università, riconoscendolo come maestro del genere, lo insignì della fantomatica laurea in goliardia. Al termine della cerimonia, essendo tra i celebranti persino Umberto Eco, Arbore chiese al rettore Fabio Roversi Monaco: ”Mi sa dire tempo e modo della frase ’Non mi si sarebbe dovuto rompere’?” e allo sconcerto dell’altro rispose: ”Preservativo imperfetto!”.
Fonte: Cesare G. Romana, Il Giornale 18/9/2005

Gli orologi dei Vip. [...] Poi ci sono gli appassionati di Swatch, tra cui Paolo Bonolis e Renzo Arbore.
Fonte: Rossana Linguini, "Gente" 17/03/2005, pag. 106.

«La mia televisione deve essere una totale espressione di me stesso, come fanno Fiorello e Renzo Arbore» (Fabio Volo).
Fonte: Roberto Rizzo, Corriere della Sera magazine 3/2/2005. pag. 106

Fabio Volo. Renzo Arbore: «E’ bravo, dà sicurezza. Vedere i suoi programmi è come assistere a delle riunioni tra amici. Da ragazzino sognavo di andare a cena con lui. Fa tv intelligente, che non significa cultura ma incuriosire il pubblico.
Fonte: Roberto Rizzo, Corriere della Sera magazine, 3/2/2005. pag. 106

Mario Merola: «Ma quello[Renzo Arbore] è pugliese - dice - con Napoli che cosa c’entra? Eppure sembra l’ambasciatore della canzone napoletana nel mondo, ci cascano addirittura i presidenti della Repubblica...».
Fonte: Rita Sala, Il Messaggero, 17/03/2005

2004
La filosofia di Moana (60 milioni certi di pubblicazione in proprio e 20 mila copie dichiarate di vendita): da Luciano De Crescenzo a Marco Tardelli, da Renzo Arbore a Massimo Troisi[...]
Fonte: Edmondo Berselli, L’espresso 19/08/2004

In onda da questa sera (Raisat Extra, ore 21) il Tonight Show with Jay Leno, il talk show più seguito negli Usa insieme al Late Show di David Letterman[...]Anche Renzo Arbore tifa Letterman: "Leno è meno elegante, diciamo così, oppure più pop".[...]
Fonte: Marco Ferrazzoli, Libero 29/05/2004

La morte di Romolo Siena. Dice la Mondaini, ”Apparteneva a una televisione che oggi non c´è più”. Concorda Renzo Arbore, che con Siena realizzò Speciale per voi nel ’69: ”Romolo era un signore, ha fatto la tv elegante, parola scomparsa dal lessico della tv di oggi”" Fonte: la Repubblica, 28/05/2004.

2003
Nadia Desdemona Lioce dal liceo foggiano che diplomò Renzo Arbore. Già, il ”Lanza”, il «mitico Lanza» con i suoi giardinetti che affacciavano sul corso dove fumare e mischiarsi, [...] - se chiedi oggi - ti diranno famosa per aver diplomato Renzo Arbore. «E come no, il ”Lanza” - ricorda lui [Renzo Arbore] sorridendo - Il liceo della buona borghesia. Quando lo frequentavo io - e parlo della seconda metà degli Anni ’50 - era ancora pieno di professori monarchici. Se ricordo bene, uno solo era comunista e lo guardava.
Fonte: Carlo Bonini, la Repubblica 04/03/2003

Renzo Arbore confessa che Dario Cecchini, macellaio poeta di Greve in Chianti, tempo fa gli mandò segretamente due fiorentine «forse proibite perché con l’osso», che risultarono ancora più gustose «perché condite dal brivido della trasgressione».
Fonte: Camillo Langone, Panorama 24/04/2003 pag. 251.

2002
Klaus Davi si piace così com’è. [...]Colleziona gilet: «i miei sono sicuramente più belli e più fantasiosi di quelli di Renzo Arbore»
Fonte: Anna Maria Salviati, Messaggero, N. 383 19/02/2002

Già manager di Renzo Arbore, quando Sonia Aquino fu data per la promessa sposa di Renzo Arbore (quarant’anni più giovane dell’uomo di Quelli della notte), gli aveva urlato al telefono: ”Splendida ragazza! la donna giusta per te! Sposala subito!” (era una burla di Chiambretti).
Fonte: scheda di Massimo Parrini, Aquino Sonia, 17/12/2002

2001
[Oxa Anna] Dario Salvatori ricorda che: ”La Oxa ha introdotto il concetto di look, quando ancora non si chiamava neppure così”. E, sempre a Sanremo, lo ha inimitabilmente consolidato, nel 1986 sfoggiando l’ombelico (è l’anno in cui Arbore sfoggia il clarinetto)
Fonte: Santi Urso, TvSette n. 51/2001

Sergio Saviane su Renzo Arbore, che pubblicizzava una birra: «Un nemico degli italiani perché beve solo birra, e a scopo di lucro».[...]
Fonte: Alessandra Comazzi su La Stampa del 24/07/01 pag. 31.

Renzo Arbore (guardaroba pieno di cappelli e stivali da cow-boy, bandiera americana esposta dietro la scrivania) ha chiesto a un amico di portargli da New York la bandiera con su scritto "God bless America
Fonte: Antonella Piperno su Panorama dell’11/10/01 pag. 287.

Ilaria D’amico. [...] Grazie all’amico di famiglia Renzo Arbore che, pigmalione doc, con un messaggio sulla segreteria telefonica nell’estate del 1997 le ha proposto un provino per Rai International. «Ero in vacanza e, al mio rientro a Roma, sono andata per curiosità a Saxa Rubra. Renzo mi sapeva loquace e ha pensato che quella televisiva potesse essere la mia strada».
Fonte: Anna Maria Salviati, Messaggero, n. 359 04/09/2001

«Renzo Arbore ha raccontato che tra i ragazzi di Bandiera Gialla c’ero anch’io. è vero: sentivamo buona musica e conoscevamo tante ragazze».
Fonte: frammenti, scheda n°116138

Bracardi Giorgio. Roma 3 maggio 1935. Comico. Fu lanciato dal programma radiofonico di Gianni Boncompagni e Renzo Arbore Alto gradimento
Fonte: frammenti, scheda n°102315

Sabato alle 23.45 Renzo Arbore è tornato in tv dopo 21 anni, con un programma che si intitola "Speciale per me" e ha come sigla una canzone che fa: "Meno siamo, meglio stiamo". Share della prima puntata: 36 per cento. Ne sono previste altre tre.
Fonte: frammenti, scheda n° 101270

MAZZA Gianni Roma 5 ottobre 1944. Noto come il ”Maestro Mazza”: «[...] la colpa è di Renzo Arbore. In Quelli della notte, lui ha cominciato a chiamarmi così e da quel momento tutti si sono scordati il mio nome di battesimo
Fonte: frammenti, scheda n°137911

Ugo Nespolo. [...] Ho disegnato per Renzo Arbore la sigla animata di Indietro tutta, ma avevo già fatto 18 animazioni del genere per la Rai
Fonte: frammenti, scheda n°101157

Ai tempi dell’’Altra Domenica” Renzo Arbore e Roberto Benigni si divertivano a trovare nomigoli per il sesso maschile. Tra i preferiti: ”feroce salamino”.
Fonte: Cesare Lanza, "Pillole di Venere", Canal Sorrisi 1997

Roberto Roma D’agostino. 7«Dopo il diploma in ragioneria e una discreta carriera in banca, ha debuttato nel mondo dello spettacolo come disc-jockey nella trasmissione radiofonica Bandiera Gialla, di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni. Ha continuato collaborando con numerose Radio Private, finché è stato definitivamente lanciato nel 1985 da Renzo Arbore in Quelli della notte,
Fonte: frammenti, scheda n° 14011

LUTTAZZI Daniele (Daniele Fabbri) Sant’Arcangelo di Romagna (Forlì) 26 gennaio 1961. Comico. Figlio di insegnanti. Laureato in medicina. Ha debuttato in Tv con ”Doc” di Renzo Arbore.
Fonte: frammenti, scheda n°12128

MARCHINI Simona Roma 19 dicembre 1941. Attrice. Comica. Conduttrice tv. Regista lirica. Prima affermazione professionale nel ”79 col varietà tv A tutto gag. Ma diventa popolare come telefonista di Renzo Arbore in Quelli della notte
Fonte: frammenti, scheda n°19945

Arbore Renzo. L’altra domenica fu il suo primo programma tv di grande successo: «Dal 1976 al 1979, l’Italia era negli anni di piombo, la gente di domenica stava in casa, il nostro cazzeggio era salutare. Come scelsi i corrispondenti? Come un novello Mario Pastore scelsi Isabella Rossellini (New York), Françoise Riviere (Parigi), Michel Pergolani per Londra. Silvia Annichiarico per Milano e Milly Carlucci per lo sport. Tanti giornalisti: Gianni Minà, Fabrizio Zampa, Mario Marenco, Mimma Nocelli, Fiorella Gentile, Irene Bignardi, Patrizia Schisa. (Renzo Arbore)
Fonte: frammenti, scheda n°199499

Nina Soldano. Nel 1987, nel ruolo di Miss Sud nella trasmissione di Renzo Arbore Indietro tutta.
Fonte: frammenti, scheda n°1387743

[Matteuuci Franco]. Scrittore e uomo di tivù - artefice con Renzo Arbore e Carlo Freccero di alcuni famosi programmi del piccolo schermo
Fonte: frammenti, scheda n°211261

[Albano Carrisi]. Ricordo il libro di Arbore e D’Agostino, Il peggio di Novella 2000 (Rizzoli, 1986): mi accusavano di aver chiuso Romina in una masseria del sud Italia a guardare le galline e a vendere le pentole».
Fonte: frammenti, scheda n°210483

A Sanremo 2007 nella "notte" del venerdì ci sono Arbore, Boncompagni e Beatrice Borromeo
Fonte: frammenti, scheda n°132445.

Profeta Regina, ex ballerina. Già nota per la partecipazione al programma di Renzo Arbore Indietro tutta, tornò alla ribalta nel febbraio 2010 in quanto «responsabile dell’eventistica danzante» al Salaria sport village, centro diventato noto dopo gli arresti in relazione all’inchiesta sugli appalti dei grandi eventi
Fonte: frammenti, scheda n°200836

[Gianni Boncompagni]Gioco della torre. Uno solo. Renzo Arbore o Raffaella Carrà?
«Salvo Renzo. Tra uomini ci capiamo di più» [...]
Fonte: frammenti, scheda n° 124757Televoto. Quell’anno Eros Ramazzotti, con Adesso tu, si classifica primo con un distacco di oltre mezzo milione di voti rispetto ai 2.170.986 ottenuti da Renzo Arbore con Il clarinetto.
Fonte: frammenti, scheda n°199619

Renzo Arbore con Il clarinetto è secondo dopo Eros Ramazzotti, che vince con Adesso tu. «Meno male», dice Arbore, «potrò continuare a non lavorare!».
Fonte: frammenti, scheda n°198047