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FRAMMENTO DEI FRAMMENTI CHE RISPONDONO ALLA VOCE "DI GIROLAMO, NICOLA"


2010
Interrogato in carcere il 7 giugno scorso, l´ex senatore Nicola Di Girolamo nel dare conto dell´operazione "Digint" consegna agli inquirenti un dettaglio solo apparentemente insignificante, ma che in realtà svela a chi lo ascolta in quale razza di crocevia si trovi Lorenzo Cola e dove l´indagine possa arrivare. Dice Di Girolamo: «Dopo l´acquisto insieme a Mokbel del 51 per cento della "Digint", mi venne detto che il valore della società doveva essere gonfiato con contratti di appalto. Ho sentito dire che gli appalti che doveva ricevere "Digint" dovevano essere di Enav e Vitrociset». Ebbene, cosa diavolo c´entra Enav con una società come "Digint"? E perché Cola può spingersi a promettere alla banda Mokbel l´impiego di una leva di quel genere? (CARLO BONINI e MARIA ELENA VINCENZI, la Repubblica 22/7/2010)

Mongiello ricorda nitidamente gli incontri con la "Banda Mokbel". «Con Marco Toseroni, il senatore Nicola Di Girolamo e Marco Iannilli, che mi era stato presentato come il commercialista di Cola e che verificai nel tempo essere la persona che si occupava di tutti gli affari di Cola». (CARLO BONINI e MARIA ELENA VINCENZI, la Repubblica 17/7/2010)

Il faccendiere Gennaro Mokbel e l’ex senatore Nicola Di Girolamo, entrambi in carcere, accusati per la truffa carosello dell’Ivanell’indagine Fastweb-Telecom. (Orazio Carabini, Gianni Dragoni, Il Sole-24 Ore 4/7/2010)

... Stiamo parlando dell’inchiesta Fastweb-Telecom, quella che ha portato in carcere la banda di truffatori capeggiata da Gennaro Mokbel e dall’avvocato Nicola Di Girolamo, l’ex senatore del Pdl eletto a palazzo Madama con i brogli elettorali e il sostegno della ”ndrangheta. Tra gli atti della inchiesta del Ros dei carabinieri e della Guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, anche delle intercettazioni che avevano per oggetto gli affari con Finmeccanica.
La banda di riciclatori aveva quote per otto milioni di euro nella società «Digint», partecipata dalla lussemburghese Financial Lincoln e per il 49% da Finmeccanica. In una conversazione Mokbel afferma: «Io ieri sera sono stato a cena con uno dei capoccioni di Finmeccanica, uno dei tre che comandano. Lui vive a Washington, ha firmato l’accordo da sei miliardi... sugli aerei... Tramite l’avvocato Nicola (il senatore Di Girolamo?, ndr) ci hanno offerto di aprire un’agenzia per tutto il centro Asia, per la vendita di prodotti di sicurezza... e prodotti militari... elicotteri Agusta. Ci abbiamo una riunione lunedì».
Quando queste intercettazioni sono diventate pubbliche, Finmeccanica ha smentito che Mokbel o comunque qualcuno della sua banda sia mai stato ricevuto dai vertici della holding. (GUIDO RUOTOLO, La Stampa 28/5/2010)

In Germania la ndrangheta di Crotone aveva «collaborato» a taroccare le schede che servivano per eleggere al Senato Nicola Di Girolamo, l’esponente politico del Pdl oggi in carcere (GUIDO RUOTOLO, La Stampa 10/4/2010)

Nella dichiarazione dei redditi 2009 (relativa al 2008) Nicola Di Girolamo, che si è dimesso dal Senato dopo lo scandalo riciclaggio, aveva denunciato 187 mila euro. (Alberto D’Argenio, la Repubblica 16/3/2010)

Nicola Di Girolamo, detto «Er Fattura» (Simone Filippetti, Il Sole-24 Ore 9/3/2010)

Altro detenuto eccellente da pochi giorni a Rebibbia è l’ex senatore Nicola Di Girolamo, accusato di essere stato eletto illegalmente con i voti degli italiani all’estero grazie alla complicità dell ”ndrangheta. La deputata del Pdl Melania Rizzoli che l’ha visitato in carcere: «E’ in evidente stato di choc. E´scoppiato a piangere quando l’ho chiamato "senatore". "Mi chiama senatore? Grazie, grazie...", mi ha detto in lacrime». (MARINO BISSO, la Repubblica 5/3/2010)

Al telefono Gennaro Mokbel, parlando dei compensi da destinare a vari protagonisti della maxi-frode fiscale, si riferiva a Di Girolamo chiamandolo Nic (Moyra Longo, Il Sole-24 Ore 28/2/2010)

Parla abbastanza chiaro un’ intercettazione dell’ 8 maggio 2007 tra lo stesso Mokbel e Nicola Di Girolamo, il senatore di cui è stato chiesto l’ arresto. Mokbel - si legge nell’ ordinanza - «invita Di Girolamo ad andare lunedì mattina, a via del Babuino presso la Fondazione dell’ Archivio della Scuola Romana... dell’ Arte..., per contattare la vedova dell’ artista Renzo Vespignani (Nietta Vespignani, ndr)» in quanto intenzionato a «fare un’ operazione che la prendiamo noi... una mega operazione... so’ ottanta quadri». Dalla conversazione, però, più che amore per l’ arte, sembra solo bieca bramosia. (Fabrizio Caccia, Corriere della Sera 27/02/2010).

... nel FarWest di Crotone, città avvelenata dalle fabbriche della speculazione e uccisa dalle guerre di ’Ndrangheta. Qui comandano anche loro, gli Arena, la famiglia che ha dato i voti al senatore Nicola Di Girolamo. Per lui, per Nic, che si era fatto fotografare sorridente accanto a Franco Pugliese, il ”r iciclatore dei beni e delle ricchezze degli A re n a ”, erano andati fino in Germania. A chiedere i voti a Stoccarda, nel quartiere dei turchi, dove vivono gli italiani e i calabresi che non ce l’hanno fatta. ”Votate ’u senaturi, sta con Berlusconi”. (Enrico Fierro, Il Fatto Quotidiano 27/2/2010).

Mokbel tiene le fila dell’organizzazione e impone la sua legge. «Lui è legato a me, no a doppio filo... a cento fili... per me senza de me qua annava a prende lo stipendio ed è finito, non po’ fa niente altro...», dice del senatore del Pdl Nicola Di Girolamo. In una conversazione con Franco Capaldo racconta di una discussione in cui avrebbe richiamato all’ordine il parlamentare: «Da ’sto momento la tua vita è questa... Senato, viale Parioli (dove si trova l’ufficio di Mokbel, ndr), viale Parioli, Senato e a casa. Poi da viale Parioli si decide co chi devi sta a pranzo, co chi devi sta a cena, chi devi incontrà, chi dobbiamo vedè, i viaggi che se demo fa... Se lo capisci, bene sennò vattene pè i c... tua, prendi un milione e cento, mettemo un altro..., non c’ho tempo da perde». (Flavio Haver, Corriere della Sera 26/02/2010)

Nicola Di Girolamo, il senatore Pdl che si faceva fotografare abbracciato ai boss e si metteva sull’attenti quando gli dicevano ”tu sei uno schiavo e conti quanto un portiere” (Peter Gomez, il Fatto Quotidiano 25/2/2010).