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FRAMMENTO DEI FRAMMENTI CHE RISPONDONO ALLA VOCE "COLOMBO

GHERARDO"

•1996
Dice il magistrato Gherardo Colombo: «Forse noi magistrati non siamo riusciti finora a raggiungere la verità sulle stragi anche perché i cittadini attorno a noi erano, alla fine, indifferenti, anzi forse addirittura timorosi di coltivare la memoria e di conoscerla, la verità, per paura di dover mettere in crisi le loro tranquille convinzioni». La verità fa paura, quando è troppo orribile.
Gianni Barbacetto, Diario, 11/12/1996

•2001
La storia dice che il primo indagato di Mani pulite fu il presidente del Pio Albergo Trivulzio, il socialista Mario Chiesa. La data la sanno tutti: 17 febbraio 1992. La storia non può dire qual è stato, o quale sarà, l’ultimo. La storia non è nemmeno in grado di dire, con precisione, quanti complessivamente sono stati gli indagati. Sicuramente più di quattromila, probabilmente più di cinquemila. E’ un dato che si potrà forse ricavare quando il ”fascicolo virtuale” aperto dalla procura di Milano quasi dieci anni fa, sarà finalmente reso pubblico. Ieri un pm di corso di Porta Vittoria, Gherardo Colombo, ha fornito numeri (aggiornatissimi) che ritiene utili per capire se quella cominciata lo scorso decennio fu un’inchiesta oppure guerra civile.
Il Foglio, 15/11/2001 pag. 1

•2004
Visti da Niccolò Ghedini: [...] Gherardo Colombo, «molto più diagonale. Fuori udienza con lui puoi fare una battuta e scherzare».
Rocco Moliterni, ”La Stampa” 16/2/2004, pagina 28.

•2005
Nonostante un certo disincanto, è stato proprio il ”vecchio” Colombo ad affiancare Ilda Boccassini nel’´ultimo - e più duro - impegno affrontato dal pool, l’indagine su Cesare Previti e Silvio Berlusconi per le tangenti che la Fininvest avrebbe distribuito tra i giudici romani.
Annalisa Camorani, ”la Repubblica” 11/2/2005

•2006
I fondi neri dell’Iri nascono prima di Prodi, ma è lui a coprirli. Sono serviti a finanziare partiti, sovvenzionare giornali, costruire chiese, compiacendo questo o quel cardinale, favorire l’Opus Dei. Lo scandalo scoppia sotto la presidenza Prodi. Il maggiore imputato è Ettore Bernabei, uomo di rispetto della Dc, amico di Amintore Fanfani, sospetto Grande Elargitore. Per evitare la gattabuia, l’astuto fanfaniano si fa operare di un calcolo. Il pm Gherardo Colombo, che ha spiccato il mandato, aspetta impaziente la convalescenza per eseguirlo. Ma il chirurgo ha provvidenzialmente dimenticato una garza nella pancia del paziente che torna sotto i ferri. Colombo, depresso per l’interminabile malattia, ritira il provvedimento. Il malato guarisce all’istante e Prodi il giorno stesso, 27 giugno 1985, lo promuove presidente dell’Italstat. Poi dichiara: «Tutti i fondi neri sono rientrati nei bilanci dell’Iri: il danno economico non c’è stato». Non è così, ma sarebbe lungo spiegare il trucco. All’indignato Franco Bassanini, un ex dc, passato ai socialisti, poi ai comunisti, che gli chiede chiarimenti, Romano risponde, leale e coraggioso: «Se tocco Bernabei rischio di saltare io».
Giancarlo Perna, Il Giornale 23/03/2006

•2007
La data simbolica potrebbe essere il 19 dicembre 1992, cinque giorni dopo il primo avviso di garanzia a Craxi, quando i pm Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo si ritrovarono al Circolo della Stampa di Milano per una tavola rotonda coi giornalisti del «Gruppo di Fiesole», e, appunto, perfezionarono quanto il Procuratore Capo Francesco Saverio Borrelli aveva abbozzato in precedenza. Disse Davigo: «Se una cosa la sappiamo in tre, e io come magistrato sono tenuto al segreto, e l’avvocato è tenuto al segreto perché altrimenti commette un illecito disciplinare, e un terzo, l’imputato, invece non è tenuto al segreto, allora una notizia non è più segreta». Aggiunse Colombo: «Quando il progredire di tutti confligge con l’interesse particolare, io penso che il più delle volte vada sacrificato il secondo al primo».
Il Giornale 21/04/2007, pagg.1-10 Filippo Facci

In un capo d’incolpazione del Ministero [ILDA BOCCASSINI, NDR] è stata definita, insieme all’ex collega Gherardo Colombo, «immeritevole della fiducia e della considerazione di cui deve godere un magistrato».
Paolo Colonnello, La Stampa 25/7/2007

Così, negli anni, si è creato un intreccio che Ivan Cicconi, ingegnere bolognese, direttore dell’Istituto per la trasparenza, aggiornamento e certificazione appalti e intellettuale di sinistra, ha definito "rito emiliano" che consiste nell’impossibilità di stabilire una linea di confine tra dove finisce la cooperativa e dove inizia il partito. Uno slogan che ha avuto fortuna tanto da essere "adottato" anche dal pm Gherardo Colombo per definire la sovrapposizione di interessi tra cooperative e partito.
Mario Cobianchi, Panorama 27/9/2007.

E quando gli chiediamo, ricordando magari l’approdo di Francesco Saverio Borrelli al Conservatorio di Milano, quale sia il senso di questa tendenza al trasferimento del Pool sulla scena della cultura, Gherardo Colombo risponde rivendicandola come un percorso naturale. «Sono convinto - dice - che questa decisione sia in linea con quanto ho fatto da magistrato. una possibilità di approfondire il discorso sulle regole del vivere insieme, sul rispetto della persona umana, sugli stessi fondamenti individuati dalla nostra Costituzione». (La Stampa 23/5/2007).

•2008
Nel palazzo di giustizia di Milano, la classifica delle buste paga tra le toghe vip vede in testa Ilda Boccassini, all’epoca sostituto procuratore, con 176.446 euro, 30 mila in più di Gherardo Colombo, che nel 2005 era consigliere alla corte di Cassazione e portava a casa «» 146.756 euro. Stiamo comunque parlando di giudici navigati, avanti nella carriera. Clementina Forleo, oggi 45 anni, nel 2005 ha portato a casa 86.665 euro, meno della metà della Boccassini. E molto meno anche di quanto ha incassato dalla previdenza Francesco Saverio Borrelli: 153.353 euro.
Matthias Pfaender Il Giornale 9/7/08

Gherardo Colombo, ex-pm di Mani pulite, conclude: «Mi sono dimesso dalla magistratura perché era comunque superiore alle mie forze far funzionare la giustizia dall´interno. E non mi pare sia cambiato molto rispetto a 16 anni fa».
Fabrizio Ravelli, la Repubblica 20/12/2008

•2009
In pochi giorni, ad Antonio Di Pietro fu affiancato il duo composto da Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo. La gente tifava, peggio che a una finale dei mondiali, e si radunava sotto il palazzo di giustizia gridando: «Di Pietro, Davigo, Colombo andate fino in fondo».
Stefano Zurlo, il Giornale 1/4/2009

Nel 1996, però, i pm Ilda Boc­cassini e Gherardo Colombo av­viarono inchieste che, come cri­stallizzato dalla Cassazione nel 2007, hanno svelato che la sen­tenza del 1991 della Corte d’Ap­pello di Roma sfavorevole a De Benedetti fu in realtà stata com­prata corrompen­done il giudice estensore Vittorio Metta con 400 mi­lioni Fininvest: sol­di facenti parte dei 3 miliardi di lire che, 20 giorni do­po la sentenza di Metta, i conti este­ri Fininvest «All Iberian» e «Ferri­do » avevano boni­ficato il 14 febbraio 1991 al conto estero «Mercier» dell’avvocato Fi­ninvest Cesare Previti, e che poi erano stati movimentati da altri due avvocati della squadra-Previ­ti (Giovanni Acampora e Attilio Pacifico) per farne appunto arri­vare 400 milioni a Metta. Così nel 2007 condanne definitive so­no state inflitte al giudice (2 anni e 9 mesi in aggiunta ai 6 già rime­diati per l’altra tangente Imi-Sir) e ai legali Previti (1 anno e 6 me­si in continuazione con i 6 anni di Imi-Sir), Pacifico (18 mesi ol­tre i 6 anni) e Acampora (18 mesi oltre i 3 anni e 8 mesi).
Luigi Ferrarella, Corriere della Sera 4/10/2009

Lo stupore cresce quando scopro che la magi­stratura lo seppe subito. Il giudice istruttore Giulia­no Turone, responsabile della perquisizione con Gherardo Colombo, aveva girato il materiale al col­lega milanese incaricato dell’istruttoria sull’omici­dio Tobagi, Giorgio Caimmi: ritrovo la lettera d’ac­compagnamento, controfirmata per ricevuta in da­ta 14 aprile 1981.
dal libro di Benedetta Tobagi, Corriere della Sera 2/11/2009

Poi la morsa della magistratura prenderà a stringersi e dopo un primo tentativo di ingabbiare Marcello Dell’Utri - 9 marzo- ecco il primo Berlusconi antigiudici della sua carriera politica: «La sinistra utilizza i suoi uomini di riferimento nella magistratura », disse riferito a Gherardo Colombo.
Filippo Facci, Libero 16/12/2009

•2010
Viene in mente, più che attuale, l’allarme lanciato il 22 febbraio ”98 dal giudice Gherardo Colombo, in un’intervista a Giuseppe D’Avanzo sul Corriere: il male, disse, era in Italia la diffusa società del ricatto, non affermatasi di recente ma fin da quando gli americani, pur di esser facilitati nello sbarco in Sicilia, chiesero aiuto alla mafia. in quegli anni che «si è stabilito un rapporto di "quieto vivere" con questa organizzazione criminale, che ha caratterizzato decenni della nostra storia.
Barbara Spinelli, La Stampa 9/5/2010, pagina 1

Brancher sostiene di aver agito in proprio. Posizione che mantiene a oltranza anche quando, durante il secondo interrogatorio, davanti al pm Gherardo Colombo, confessa di non ricordare chi lo pagò.
Davide Milosa, il Fatto Quotidiano 22/6/2010;

LIBRI
AMBIGUIT Un quotidiano locale lodò il comportamento di una ragazza che dopo aver subito uno scippo andò a denunciare il fatto. Il giornale disse come si chiamava e dove viveva la ragazza, che il giorno successivo subì il furto della macchina: il giornale aveva davvero lodato il comportamento della ragazza o con l’indirizzo aveva fornito ai ladri il modo di vendicarsi? è un esempio di ambiguità e ricatto, un modello del Sud, o, come diceva Gherardo Colombo in un intervista al Corriere della Sera, la storia italiana si può sintetizzare con la parola ricatto.
Antonio Pascale, Questo è il paese che non amo, minimum fax, 2010, 189 pagine, 12 euro

SENZA DATA:
Tra le persone «molto tristi» per l’imminente entrata in vigore della legge contro le sigarette (10 gennaio) Giuliano Bianucci, presidente dell’associazione "Fumatori cortesi", nel cui comitato d’onore figurano Serena Dandini, Gherardo Colombo, Dario Fo , un tempo anche Giuseppe Ayala, «ora non più. Ha smesso»)
Maria Grazia Ligato, "io donna" pagina 68