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FRAMMENTO DEI FRAMMENTI CHE RISPONDONO ALLA VOCE "BINDI

ROSY"

’Rosy Bindi è un travestito” (Bossi).
Fonte: Villaggio globale n. 26, Sette 05/01/1994

Ciriaco De Mita. Sostituì il rimpianto Vittorio Bachelet, di cui si ritiene l’erede, ma è un’eredità contestatissima, innanzitutto da Rosy Bindi che di Bachelet fu assistente universitaria, e di Agnes fu avversaria dentro l’ufficio di presidenza dell’Azione Cattolica. E infatti lì, sia per la sua andatura a scatti e sia per la fedeltà alle gerarchie, l’appassionata Rosy della sinistra lo chiamava affettuosamente ”pulcinella”.
Fonte: Francesco Merlo, Corriere della Sera, 05/01/1997

La clonazione di Dolly ha scatenato politici e teologi. Anche Rosy Bindi vuole la commissione di esperti, il Vaticano, attraverso l’”Osservatore romano”, chiede all’Europa e ai singoli Stati di vietare clonazioni umane.
Fonte: Fabio Squillante - Marco Tosatti, La Stampa, 27/02/1996; Anna Di Lellio, L’Unità, 28/02/1997

«Ancora oggi il ministro Rosy Bindi ci spiega che bisogna abbassare il prezzo dei farmaci (Benito Benedini, presidente dell’Assolombarda, a Enzo D’Antona).
Fonte: Enzo D’Antona, Il Mondo, n.25, 1997.

8 italiane su dieci vorrebbero un presidente della Republica donna: possibili candidate Susanna Agnelli con il 22% delle preferenze «perché coi suoi modi si presenta come una persona preparata e di cultura», Irene Pivetti il 12%, Anna Bonino il 9%, Nilde Iotti e Tiziana Parenti il 7%, Rosy Bindi il 3%, mentre il 26 % non saprebbe quale personaggio politico femminile eleggere (da un Intervista di ”Donna Moderna” su un campione di 300 di un’età compresa trai 18 e i 64). (1998)

"Dipingerci come l’agenzia di collocamento delle classe dirigente della sinistra Dc è falso" (Rosy Bindi).
Fonte: Corriere della Sera di martedì 17 novembre 1998

"Se avessimo seguito la politica dei sondaggi, il Ppi non ci sarebbe più da un pezzo" (Rosi Bindi)
Fonte: Corriere della Sera di domenica 7 febbraio 1999.

"Preparare le liste per le prossime amministrative è stato molto difficile, è solo un rivendicare i posti, i ruoli, la forza delle componenti politiche. Questo stile va abbandonato" (Rosi Bindi)
Fonte: l’Unità di sabato 15 maggio 1999.

"Prima capiamo cosa sono i democratici. Poi capiamo chi sono" (Rosy Bindi)
Fonte: Repubblica di martedì 18 maggio 1999

"Io sono già leader del Ppi. Faccia un giro per la Penisola, e chieda un po’: chi sono i popolari? Le risponderanno: Rosy Bindi" (Rosy Bindi).
Fonte: Repubblica di sabato 19 giugno 1999

Per Rosi Bindi il principio ispiratore della riforma è questo: il cittadino non compra la sua salute ma finanzia la salute di tutti. «Io ho un grande rispetto
Fonte: Luca Fraioli, Panorama 01/07/1999

"Le appartenenze saranno anche finite, ma non è normale che gli strati poveri della popolazione, quelli che vivono con due milioni al mese, votino chi i due milioni li guadagna ogni minuto" (Rosy Bindi)
Fonte: l’Unità di lunedì 12 luglio 1999

"Chiarire il rapporto con i Democratici. I nostri problemi cominciano lì. Il Ppi deve stanarli e capire se davvero hanno una sola idea e che cosa vogliono" (Rosy Bindi)
Fonte: Messaggero di lunedì 23 agosto 1999

"Il Ppi ha ancora al suo interno la dialettica di un partito del 40 per cento, ma non se la può più permettere" (Rosy Bindi)
Fonte: Repubblica di sabato 4 settembre 1999

"Vorrei aver avuto, o quanto meno avere in futuro, un miglior rapporto con la comunicazione" (Rosy Bindi)
Fonte: Il Giorno di martedì 14 settembre 1999.

Il vaccino anti-Aids sperimentato a gennaio su soggetti sani e malati. Lo promette Rosy Bindi.
Fonte: Il Foglio 2 dicembre 1999

In Italia Rosy Bindi (ministro della sanità) ha prorogato fino al 30 giugno 2000 le ordinanze che vietano la clonazione umana ed animale.
Fonte: ”Il Mattino” 07/01/2000

Secondo un sondaggio della Cirm, il 76 per cento degli uomini (551 intervistati tra i 18 e i 45 anni) preferisce una donna «forte, indipendente e trasgressiva». Tra le ”bad girls” più quotate, primo posto all’attrice Francesca Neri (28 per cento) seguita, a pari merito, da Simona Ventura e Rosy Bindi.
Fonte: Il Tempo 13/4/2000

La candidatura di Dario Fo a sindaco di Milano ha suscitato molteplici reazioni. Il capogruppo dei popolari Antonello Soru ironizza: "Davvero un colpo di teatro. Ma qui si tratta di amministrare una città, non un’équipe di commedianti". Ironia condivisa da Rosy Bindi: "Una mossa azzeccata: così andiamo a perdere tutti i voti dei moderati. Con questi qui non ci si capisce più niente".
Fonte: Il Mattino a pagina 7; Roberto Zuccolini sul Corriere della Sera del 17/11/2000 a pagina 9; Corriere della Sera del 19/11/2000 a pagina 9

Rosy Bindi ha recentemente dato dell’ingrato ad Andreotti per aver scelto di formare un partito con D’Antoni invece di unirsi al Ppi, dimenticandosi «dei tanti manifesti che il Ppi, nonostante la penuria economica, affisse quando lui fu assolto a Palermo».
Fonte: Francesco Alberti sul Corriere della sera del 14/2/2001 a pagina 10

La Madonna del Rifugio (nello scorso aprile un suo santino fu trovato nella borsetta dell’onorevole Rosy Bindi),
Fonte: Amica, n. 29 18/07/2001 pag. 51

Iniziati i lavori per realizzare una palestra in Parlamento. Perplessa Rosy Bindi: «Figurarsi se un ex ministro della Sanità può essere contrario a un po’ di moto. Ma non penso proprio che fare ginnastica rientri nei compiti del parlamento. O sbaglio?».
Fonte: Barbara Jerkov su la Repubblica del 03/01/02 a pagina 24.

BUTTIGLIONE Rocco. Mago delle scissioni, per forza d’abitudine specializzatosi in ricadute condominiali, telefoni staccati, serrature da cambiare, dipendenti da sistemare, frasi offensive rivolte al povero Gerardo Bianco, tipo ”dopo tre giorni l’ospite puzza”, altrettanto spiacevoli quelle ricevute in cambio da Rosy Bindi, che una volta disse che era matto, però visto che la moglie era psichiatra, beh, insomma, era una fortuna. La signora Buttiglione, effettivamente, si occupa di cervelli.
Fonte: SCH. 14828 (BUTTIGLIONE Rocco)

DI BELLA LUIGI. Gli oncologi allarmati, gli scienziati indignati contro ”il mercato delle illusioni”, e il ministro della Sanità Rosy Bindi che li convoca tutti dicendo più o meno: questa è un´emergenza morale e di ordine pubblico, non sanitaria, c´è una mina da disinnescare, per cui fate uno strappo alle regole. Nasce così la sperimentazione più anomala che la farmacologia italiana ricordi.
Fonte: SCH. 13803 (DI BELLA Luigi)

FORMIGONI Roberto. Epici duelli ingaggiati con l’ex ministro Rosy Bindi sulla riforma sanitaria lombarda (’Non giurerei sulla sua verginità” lo mordeva lei. E lui: ”Io sulla sua, invece, ci giuro: l’avete vista bene?”).
Fonte: SCH. 13346 (FORMIGONI Roberto)

SIRCHIA Girolamo. Da quando è lì, non perde occasione per dichiarare la missione che si è data: ”Sbindizzare il ministero della Salute”. Vale a dire buttar via tutto il lavoro fatto da Rosy Bindi, che detesta almeno quanto detesta le bevande gassate che, come spiegò in una mitica intervista, avrebbe voluto abolire dagli scaffali del bar interno del ministero.
Fonte: SCH. 10769 SIRCHIA Girolamo

E i politici che ti sono antipatici? Antonio Ghirelli, ex portavoce di Craxi e Pertini: ”Umberto Bossi e Rosy Bindi. Bossi è pericoloso. Ha un grande talento politico e nessuna cultura politica. Rosy Bindi è intollerante e fondamentalista.”
Fonte: Claudio Sabelli Fioretti Sette, 4/04/2002

Rosy Bindi sul testo scritto da Marini, Bianco e Mattarella si astiene. Poi esce e dice: ”Bel risultato”, da leggere in senese, intonazione ironica.
Fonte: Concita De Gregorio, la Repubblica, 4/10/2002

Rosy Bindi: «Ogni Regione potrà scegliere il modello sanitario, se vorrà abbandonerà quello universalistico e passare alle assicurazioni private. Sparirà il Fondo sanitario nazionale che ha una funzione perequativa nei confronti delle Regioni più povere. Scomparirà il diritto dell’accesso ai servizi uguale per tutti, la gratuità delle prestazioni, la globalità della copertura delle forme di assistenza. Tutti principi garantiti dalla ”legislazione concorrente” tra Stato e Regioni».
Fonte: Mario Reggio, la Repubblica 27/11/2002

Biglietti inviati per Natale. Rosy Bindi ha citato Giorgio La Pira: «Siamo entrati nel tempo dell’unica guerra legittima, dell’unica strategia legittima. La guerra e la strategia contro la fame, la miseria e la depressione economica, sociale, culturale e politica dei popoli di tutto il mondo».
Fonte: Concita De Gregorio, "Il VenerdÏ" 17/1/2003, pagina 22.

Il sito www.rosybindi.it, un’immagine bucolica accompagnata dalla scritta «una scelta di camper», mai aggiornato dalla campagna elettorale del 2001, quando la candidata girava l’Italia a bordo di un furgoncino. Rosy Bindi non è contenta: «Stendiamo un velo. Me ne vergogno. E’ carino, un po’ country con prati e colline, ma è rimasto fermo alle politiche del 2001. Ci dovremmo rimettere le mani».
Fonte: Marco Cicala, "Il Venerdì" 14/2/2003, pagina 43.

Striscione a San Siro: ’Meglio Rosi Bindi amante che Galliani dirigente’.
Fonte: Antonello Capone, ”La Gazzetta dello Sport” 6/12/2003;

Auguri di Natale Due citazioni in quello di Rosi Bindi: in alto Isaia, in basso Santa Caterina da Siena, in mezzo un autografo.
Fonte: a.cap., "la Repubblica" 24/12/2003, pagina 19.

Cosa pensano di euro e lira alcuni personaggi. Rosy Bindi: «Faccio ancora la controprova traducendo gli euro in lire. Me lo sono imposto, serve a spendere meno. Quando parlo di denaro pubblico, mi esprimo in euro, quando invece mi riferisco alla spesa delle famiglie preferisco usare le lire. "Non ho una lira" non si può più dire, però per sottolineare una situazione veramente in rosso dico: "Non solo non abbiamo un euro, ma neppure una lira"».
Fonte: "Vanity Fair" 4/3/2004, pagina 90.

Un sondaggio di ”Giustizia a Libertà” indica Serena Dandini tra i primi dieci candidati che la gente vorrebbe per l’Ulivo. "Mi ha fatto piacere perché lì siamo solo tre donne: io, la Melandri e Rosy Bindi, con la quale mi sono trovata a cantare al concerto di Paul McCartney".
Fonte: Maria Pia Fusco, "la Repubblica" 17/3/2004, pagina 48.

VERZ Luigi. Rosy Bindi che faceva il ministro. Ancora non posso credere che una donna possa essere così cattiva, cattiva proprio dentro, nelle viscere. Mi disse: ’Lo so bene che questo è l’ospedale più bello d’Europa, ma lei lo deve vendere’ [...]
Fonte: SCH. 89742 VERZ Luigi

Per questo Natale Rosy Bindi regalerà i cd di Francesco De Gregori.
Fonte: C.B. ”Panorama” 16/12/2004. pag.30
Francesca Archibugi: ”Mah, forse la politica non fa per me: mi appassiona tanto, ma non saprei farla. Se dovessi scegliere, affiderei tutto a Tina Anselmi, il mio idolo, e a Rosy Bindi”
Fonte: Corriere della Sera 13/08/2005, pag. 29 Barbara Palombelli

Commento del governatore del Lazio Francesco Storace, candidato della Casa delle Libertà alle regionali, durante un incontro con una rappresentanza femminile di An: «Non possiamo aspettare che sia una donna come Livia Turco a dire cosa fare alle donne di An. Non parliamo poi di Rosy Bindi che non è neppure una donna».
Fonte: "Il Messaggero" 22/2/2005, pagina 37.

Pare che Prodi abbia tentato una mediazione tra posizioni politiche anche molto difformi, che vanno dall’occupazione delle banche con distribuzione dei contanti ai passanti (Casarini) alla privatizzazione della presidenza della Repubblica (riformisti dei diesse), dalla presa in armi del Vaticano (Vattimo) alla concessione del codice fiscale anche alle cellule staminali (Rosy Bindi).
Fonte: L’Espresso 02/06/2005, Michele Serra

Archibugi: con Berlusconi la sinistra è troppo cattiva. Corriere della Sera 13/08/2005. Se dovessi scegliere, affiderei tutto a Tina Anselmi, il mio idolo, e a Rosy Bindi: la incontrai, quando era ministro della Sanità, a piedi, per strada, come una donna qualunque, mi fece un grande sorriso.
Fonte: Corriere della Sera 13/08/2005, pag.29 Barbara Palombelli

Rosy Bindi, cattolica ma del centro-sinistra, ha detto: ”La sperimentazione non deve diventare una scorciatoia per l’aborto. Non è un anticoncezionale, deve essere data d’accordo con la 194. Coloro che la negano in qualche modo possono non rispettare la donna. Se è una pratica meno invasiva dell’intervento chirurgico deve essere sperimentata”.
Fonte: Anno II, Novantacinquesima settimana Dal 7 al 14 novembre 2005

SAIA Maurizio. Nel 2001 eletto alla Camera, nel 2006 e 2008 al Senato (An, Pdl) • Nel 2006 dette della «lesbica» al ministro della Famiglia Rosi Bindi: «Farebbe quasi tenerezza, il senatore di An Maurizio Saia, per la raffica di sdegno bipartisan che a momenti lo ha fatto secco, per avere detto, in una trasmissione televisiva periferica, che ”Rosy Bindi è lesbica e dunque non può fare il ministro della Famiglia”.
Fonte: Michele Serra, ”la Repubblica” 24/5/2006

Per non dire di Rosy Bindi, che a chi chiedeva cosa avesse in comune con Bobo Formigoni oltre alla verginità, rispondeva: «Rispondo solo della mia». Beccandosi una risposta al vetriolo: «Può darsi, ma io sono sottoposto a più tentazioni».
Fonte: Corriere della Sera 22/11/2006, pag. 42 Gian Antonio Stella

Durante incontri e convegni i nostri ministri riempiono i fogli bianchi di appunti ma anche disegni, caricature, scarabocchi. Rosy Bindi scribacchia tracce di suoi commenti a quel che ascolta.
Fonte: La Stampa 5/12/06 pagina 16

Le due parlamentari che hanno preparato il testo dei Dico- la diessina Barbara Pollastrini e la cattolica Rosy Bindi - sono state attentissime a non codificare un qualcosa che assomigliasse a un matrimonio.
Fonte: La Gazzetta dello Sport Anno I, numero 14. 12 febbraio 2007

Emilio Colombo. Perché? «Devo riconoscere che queste due signore, la Bindi e la Pollastrini, hanno lavorato bene. Ho apprezzato in particolare l’assunzione di responsabilità e la capacità di mediazione di Rosy Bindi, che ha prodotto risultati positivi, soprattutto per quanto riguarda la definizione del fondamenti dei diritti che derivano ai singoli dalla convivenza. Mi sembra però che il ministro della Famiglia abbia risentito di un’impostazione, come dire, romantica. Un conto sono il significato e il valore dell’innamoramento: due persone si incontrano, si amano, costituiscono una coppia di fatto. Ma l’innamoramento non è la vita. La vita è fatta di consuetudine, di durata nel tempo; e con il tempo arrivano i figli, la maturità; qui non servono i Dico, serve il vincolo, per garantire l’educazione dei bambini e la continuità del rapporto. Tra la legittima richiesta di diritti che nasce dalla forza dell’innamoramento e i diritti della famiglia, la politica deve alzare lo sguardo e scegliere i secondi. Mi diranno che sono una persona d’altri tempi. Ma anche in altri tempi ci si innamorava. Temo che ora la nuova legge istituisca un matrimonio di seconda classe. Che non risolve i problemi dell’educazione dei figli e dell’assistenza reciproca». Rosy Bindi dice che la legge è rivolta alle persone deboli e discriminate. «Prima di occuparsi di chi non vuole o non può sposarsi, la Bindi e Prodi avrebbero fatto meglio a varare una grande legge per la famiglia, che garantisse un sostegno economico e affrontasse il tema dell’educazione dei figli».
Fonte: Aldo Cazzullo, Corriere della Sera 17/2/2007

Il ministro Rosy Bindi ha risposto soddisfatta con una nota a quella dei vescovi («è un apporto a un clima di dialogo») difendendo il «suo» Ddl, che «non crea alcuna nuova figura giuridica alternativa... e non dà alcun rilievo a patti o accordi tra le persone conviventi, ma esclusivamente al fatto della convivenza stabile, proprio al fine di non istituire, neanche alla lontana, paralleli con la disciplina matrimoniale». Rosy Bindi rivendica l’autonomia dei credenti: «Con una coscienza limpida, il cattolico è chiamato a muoversi con discernimento di fronte alle sue responsabilità pubbliche».
Fonte: Gian Enrico Rusconi, La Stampa 29/3/2007

SALEMI Silvia. E bacchetta il ministro Rosy Bindi che non ha invitato gli omosessuali alla conferenza di Firenze sulla Famiglia (’Bisognava farlo”)»
Fonte: Sandra Cesarale, ”Corriere della Sera” 9/5/2007 SCH. 135002 SALEMI Silvia

Rosy Bindi e Barbara Pollastrini (Margherita e Ds) fecero approvare dal governo il famoso disegno di legge sui Dico...
Fonte: La Gazzetta dello Sport Anno I, numero 100. 11 maggio 2007

il premier, colpito dalle polemiche sui costi della politica, dice di volere un governo come quello di Sarkozy. Quindici ministri, quindici sottosegretari; un bel taglio partendo da un governo di 102 persone. Il giornale di un partito di governo ("Europa", della Margherita). «Rosi Bindi» è più pacata ma avverte «Passi indietro ne ho fatti tanti, sono disposta a fare solo passi avanti». Il tutto alla vigilia di un voto in cui il governo rischiava di essere tagliato al cento per cento. No, non è un gioco, ma un
Fonte: Corriere della Sera 07/06/2007, pag.6 MARIA LAURA RODOTA’

Alla fine vince chi quasi certamente vincerà anche le primarie del prossimo 14 ottobre. E cioè Walter Veltroni. Perché alla fine di una riunione più che animata, il Comitato dei 45 del Partito Democratico quasi blinda il suo nome ammettendo più liste collegate ad una sola candidatura e vietando il voto disgiunto. Rosy Bindi si astiene. la ugualmente scontenta Rosy Bindi sembra ancor più motivata a correre per la segreteria.
Fonte: Roberto Zuccolini, Corriere della Sera 11/7/2007

I Dico. Un mostro giuridico che avrebbe dato luogo a contenziosi infiniti e che era stato escogitato da Rosy Bindi per evitare una qualunque cerimonia che facesse assomigliare i Dico a un matrimonio. L’incontro dal notaio o dal giudice di pace potrebbe trasformarsi in una cerimonia vera e propria, in un simil-matrimonio? Rosy Bindi ha rilasciato una dichiarazione sibillina in cui fa capire che proprio questo non le piace.
Fonte: La Gazzetta dello Sport Anno I, numero 162 13 luglio 2007

Non si tratta di un plagio rispetto al San Raffaele di Milano, l’istituto di Don Luigi Verzè. Anzi, questi a metà ”99 s’impegna nella creazione di una struttura gemella nella capitale. L’allora ministro, Rosy Bindi, ostacola l’operazione fino a costringere il sacerdote a vendere. Pur di non cedere al ministero, che si fa avanti con gli Istituti fisioterapici ospedalieri (Ifo) e offre 181 miliardi di lire non sufficienti a coprire i debiti, Don Verzè firma con gli Angelucci che la comprano versando 270 miliardi. Per rivenderla a 318 miliardi, giusto un anno dopo, alla stessa Bindi. E nell’ambito degli accordi presi con Don Verzè a Tosinvest resta l’utilizzo del marchio San Raffaele.
Fonte: Il Foglio 28/07/2007, pag.II Fabio Dal Boni

La vigilia di Walter Veltroni, come quella di ogni favorito che si rispetti, comincia sulla difensiva. La parola d’ordine è mettere le mani avanti, E’ chiaro che le candidature di Enrico Letta e Rosy Bindi, che faranno da traino alle rispettive liste, costringono tutti i molteplici sostenitori di Veltroni a convergere.
Fonte: Il Foglio 31/07/2007, pag.3

Walter Veltroni? «Non ha visione politica per far uscire l´Italia da questo stato di transizione». Enrico Letta? «I suoi sono slogan artefatti e rappresenta la continuità con la politica di questi anni». Rosy Bindi? «Non è mai stata incisiva e non è in grado di battere il centrodestra alle elezioni». PierGiorgio Gawronski si presenta così, come candidato della società civile alla segreteria del Partito democratico, e alla prima uscita pubblica dimostra di non avere peli sulla lingua. Sottolinea di stimare tutti i suoi concorrenti, ma rimarca che «al Pd occorre un candidato più radicale».
Fonte: VLM, la Repubblica 8/8/2007

Francesco Rutelli sta giocando la partita più difficile nel duro scontro delle primarie per eleggere il segretario del Pd. Non si è candidato alla leadership, ha preferito sostenere Veltroni e ora ha poco spazio di manovra in quella ripartizione dei segretari regionali (12 ai Ds e 8 alla Margherita) che Rosy Bindi denuncia ogni giorno con accuse spigolose agli apparati di partito. Una ripartizione, sostiene il ministro della Famiglia, che parte da Roma e a cascata arriva fino all’ultima provincia dove scaldano i muscoli i candidati che formeranno l’Assemblea costituente. E anche nella composizione di queste liste I rutelliani sono rimasti colpiti anche dal reportage della Stampa nel collegio della Bindi: nelle sezioni Ds i militanti in sostanza dicono «la Bindi piace tanto, ma scusate non possiamo non votare Veltroni, ordine di partito».
Fonte: Amedeo La Mattina, La Stampa 8/8/2007

Nel frattempo, se Giulio Andreotti considera l´ipotesi «non stravagante», c´è chi di grande centro non vuole proprio sentirne parlare. «Il nostro sistema politico è bipolare», ricorda il ministro Rosy Bindi, che sottolinea: «Non c´è posto né per un grande centro, né per un piccolo centro». «Il tentativo che cerca di fare ancora una volta Mastella, come ogni estate - aggiunge la candidata alla segreteria del Partito democratico - è quello di fare il "centro balneare". Una volta c´era il "governo balneare"... «.
Fonte: Vincenzo La Manna, la Repubblica 9/8/2007

Ma c’è anche la reazione quasi stizzita di Rosy Bindi, che alla segreteria del Pd è candidata: «Non c’è spazio per operazioni ambigue. Se c’è qualcuno interessato ad entrare nel centrosinistra si faccia avanti e noi valuteremo. Ma è chiaro che il centrosinistra resta quello che sta governando il Paese ».
Fonte: L.Sal., Corriere della Sera 10/8/2007

Partito democratico Correranno per diventare segretari del Partito democratico, oltre a Walter Veltroni, Rosy Bindi, Enrico Letta, Mario Adinolfi, Piergiorgio Gawronski, Jacopo Gavazzoli Schettini.
Fonte: Anno IV - Centottantesima settimana Dal 30 luglio al 6 agosto 2007

Siamo sicuri che Veltroni vincera? La vittoria di Veltroni alle primarie è talmente scontata che, se non sarà abbastanza larga, rischia di trasformarsi in una mezza sconfitta. I sondaggi di adesso dicono che prenderà il 60-65 per cento dei voti e che al suo avversario più forte, la cattolica Rosy Bindi, non andrà che il 10 per cento. Se il risultato finale sarà questo, sarà giusto parlare di trionfo. Ma mancano poco più di due mesi e possono succedere tante cose. Si dice che i dalemiani concentreranno i loro voti su Rosy e questo dovrebbe portarle un consenso piuttosto largo.
Fonte: La Gazzetta dello Sport Anno I, numero 180 31 luglio 2007

E si assiste a numerosi paradossi, tipo Anna Maria Carloni, moglie di Bassolino, che sostiene Rosy Bindi.
Fonte: Jacopo Iacoboni, La Stampa13/8/2007

Ne avrebbe di cose da dire (contro il finanziamento) anche Rosy Bindi e lo farà presto, ma intanto l’aspirante leader del Pd incassa «onorata e commossa» il sostegno di Francesco De Gregori, il già testimone di nozze di Veltroni che voterà per lei alle primarie del 14 ottobre: «Lo ringrazio per le parole di apprezzamento e stima, è il mio cantautore preferito...».

Fonte: Corriere della Sera 20/08/2007, pag.10 M.Gu.

Pansa. C’ è una faccia alternativa: Rosy Bindi. «Nome da spogliarellista, carattere da sceriffa». Spogliarellista? « una definizione che scrissi quando tentava di salvare la Dc veneta, forse per l’ assonanza con Rosa Fumetto. Qualche giorno dopo, mi intravide in treno. Aprì la porta dello scompartimento, mi puntò il dito e disse sorridendo: "Pansa, io avrò anche un nome da spogliarellista, ma di sceriffi ne valgo tre"». La Bindi le piace. «Sono un vecchio laico, non amo le sue punte di integralismo. Ma se Rosy arriva seconda, e per me arriverà seconda anche grazie alle donne, Veltroni deve fare il ticket con lei». E la faccia rosea di Fioroni? «Non lo conosco e non me ne importa molto. Non mi è piaciuto però il modo in cui ha tentato di zittire la Bindi. Che fa Fioroni? Il ministro dell’ Istruzione? Ma si occupi allora della scuola italiana, che è un disastro! Veltroni non ha bisogno della sua difesa; di difensori ne troverà mille».
Fonte: Aldo Cazzullo, Corriere della Sera 17/8/2007

Walter Veltroni. Nella campagna per le primarie accade una cosa strana: coloro che fino a poco fa difendevano i vecchi partiti sostengono lei, e gli ulivisti che la pensavano come lei la avversano. Rosy Bindi aveva detto: se Veltroni si candida, lo voto. Poi...«Ricordo. Avevo ascoltato autentici peana, prima che decidessi di candidarmi. Ma per Rosy ed Enrico continuo a non provare altro che stima e affetto. So che talora si possono dire cose che non si pensano, perché le si considerano opportune. So che dopo il 14 ottobre torneremo a lavorare insieme. Ora però sento usare argomenti e stilemi come se io fossi il loro avversario nella campagna elettorale per le politiche. La nostra gente apprezza l’unità. E mi lasci dire, a me che com’è noto non sono un beniamino degli "apparati", che trovo straordinaria la generosità con cui militanti e dirigenti hanno accettato di sciogliersi in un partito nuovo ».
Fonte: Aldo Cazzullo, Corriere della Sera 28/8/2007

Da Rosy Bindi a Walter Veltroni (per mezzo della legittima consorte), da Fassino a Massimo D’Alema, da Lorenzo Cesa a Fausto Bertinotti (anche lui tramite la legittima consorte, Gabriella Fagno) si sono tutti indebitati fino al collo e per lunghi anni pur di avere prima, seconda e talvolta terza casa. Infine, il ministro della famiglia, Rosy Bindi, che l’anno scorso ha chiesto al Banco di Napoli un prestito di 200 mila euro per aggiudicarsi un appartamento a Roma, a due passi da Piazza del Popolo. Il mutuo è stato contratto per la durata di 20 anni a un tasso annuo del 5,500% (con spread allo 0,8 annuo).
Fonte: Franco Bechis, ItaliaOggi 4/9/2007

Francesco Cossiga. Però il ministro della Famiglia Rosy Bindi ha esortato i colleghi a riflettere su quanto successo a Bologna e Bertinotti ha detto che Grillo "riempie i vuoti che la politica lascia". "Rosy Bindi è una bella donna e se capisse di politica sarebbe ancora più bella. Anche Bertinotti non è che ne capisca tanto. Sa come l’ha definito un grande leader comunista? Un militante del socialismo confusionario".
Fonte: Dagospia 12/9/2007 (Facci sul Giornale)

Il candidato che fin qui ha posto la questione con maggiore scrupolosità è Rosy Bindi. Volutamente, ha sottolineato la propria lealtà al governo Prodi: senza dargli lezioni, senza confondere la corsa alla leadership partitica con la corsa a Palazzo Chigi. La sua formazione cattolica è inoltre all’origine di una sua vigile cura della laicità: e non solo quella che distingue tra politica e religione, ma anche quella che traversa la politica e implica separazione nitida fra programma di partito e azione di governo, funzione profetica del primo e funzione operativa del secondo, tempi dell’uno e dell’altro, cultura e azione. Tale separazione sembra in lei istintiva. I suoi simpatizzanti forse la voteranno anche per questo.
Fonte: Barbara Spinelli, La Stampa 7/10/2007 – Lettere

Se la decisione del prefetto di Treviso, Vittorio Capocelli, di legittimare il burqa dovesse accreditarsi come riferimento giuridico e amministrativo a livello nazionale, prossimamente le donne islamiche completamente velate potrebbero frequentare le scuole, essere assunte nei luoghi di lavoro e circolare liberamente ovunque in Italia. Si tratta di un’ipotesi tutt’altro che remota, visto che ha subito incassato l’approvazione del ministro per la Famiglia, Rosy Bindi. Il caso è stato sollevato. «Il burqa? Va tollerato. Il vero rischio è Gentilini». «Allo stesso modo con il quale vogliamo vedere i crocifissi appesi nelle nostre aule siamo tenuti a essere rispettosi del velo con cui le donne islamiche si coprono il volto. Se viene liberamente portato è un segno della propria civiltà». Da notare che la Bindi difende il velo che copre il volto, non semplicemente i capelli, quindi appunto il burqa.
Fonte: Magdi Allam, Corriere della Sera 9/10/2007

Umberto Veronesi, è la stella più luminosa. E non ha mai smesso di brillare. Accettò invece, molti anni dopo, la proposta del suo grande sostenitore Giuliano Amato, «sempre attento, sempre presente e sempre aperto a ogni discussione», che lo designò ministro della Sanità, dopo Rosy Bindi, nel 2000. Era il 1998. Veronesi venne chiamato a presiedere la commissione di esperti incaricati di valutare la terapia Di Bella. E nessuno avrebbe immaginato che sarebbe diventato due anni dopo dominus della riforma sanitaria, voluta da Bindi, che prevede il tempo pieno per i medici.
Fonte: Gianna Milano, Panorama 12/10/2007

segretario Walter Veltroni, 52 anni, è stato eletto col 75,6% dei voti. Dietro di lui: Rosy Bindi (14,4), Enrico Letta (10,1), Mario Adinolfi e Piergiorgo Gawronski (0,1%). Anche se in campagna elettorale la Bindi aveva parecchio pizzicato Veltroni, subito dopo il voto ha dichiarato: «Se non fossi stata candidata, avrei votato per lui». Fonte: Anno IV - Centonovantesima settimana Dall’8 al 15 ottobre 2007

ROMA - Contenta, Rosy Bindi, per "il risultato di afflusso straordinario", per la sfida che è stata "meravigliosa". Le proiezioni al 14,6% la soddisfano. E il futuro? "Chi corre per vincere non fa mai il secondo, chiarisce subito" mentre i suoi collaboratori le danno la prima buona notizia: nel suo seggio a Sinalunga ha battuto super Walter per 167 a 156. A cascata, le altre come il 27% a Brescia, a Mineo in provincia di Catania è in testa. "Quelle cattive me le date dopo?". Ironica. Bindi ha chiamato Prodi dopo la prima proiezione sull´affluenza: "Hai visto Romano, chi aveva ragione?". Lei, appunto. Se fossero stati solo un milione gli elettori delle primarie sarebbe stato un flop, aveva detto, e tutti a criticarla. "Ero stata rimproverata - si sfoga - perché aveva dichiarato che era un dato pessimistico avere solo un milione di elettori". Tutto è andato al di là delle più rosee aspettative. la prima sfidante a parlare con il Professore quando arriva in Piazza Santi Apostoli; lei gli scocca un bacio sulla guancia, poi un colloquio a quattr´occhi. Si accalora la "signorina Margherita" - l´ultimo dei soprannomi che le sono stati dati. Ma ne ha dovuti ingoiare di ben peggiori, tipo "l´ex ragazza della Valdichiana" (da Dario Franceschini che lei ribattezza "il ragazzo di Ferrara") o le bordate dell´amico-avversario Beppe Fioroni. Duelli da campagna elettorale che restituisce con gli interessi. "E´ stata una campagna bellissima, ho fatto 133 incontri e girato in lungo e in largo l´Italia due volte". E´ stata accusata di essere stata troppo dura, quasi feroce, nei confronti di Veltroni, al quale non gliele ha mandate a dire: un "candidato da Prima Repubblica" visto che vuole decidere lui il dimagrimento del governo Prodi. L´ultima ieri sera: "Non consegneremo il partito al segretario. Lo faremo tutti insieme, sarà un partito di popolo non vogliamo un partito del leader. Ora comincia il lavoro vero, dopo il leader bisogna fare il partito, dobbiamo tenere aperti i cantieri democratici, non ci possiamo accontentare di avere chiamato gli elettori del Pd una volta sola". La sua "poca pacatezza", era stata il leit motiv dei supporter di Veltroni con cui avrebbe demotivato gli elettori delle primarie. Niente di vero, se la ride ora. In piazza Santi Apostoli, nella sede dell´Ulivo dove ha impiantato il suo improvvisato quartier generale arriva poco dopo le 21 con il nipote Andrea, dopo una giornata trascorsa in famiglia a Sinalunga, sosta al seggio allestito nel settecentesco teatro e pranzo di gnocchi e "chianina!".
Fonte: LA REPUBBLICA GIOVANNA CASADIO TRA I VARI 15/10/2007

Tra i diversi candidati, Rosy Bindi pare avere raccolto in misura relativamente maggiore sia il pubblico degli «esterni» alla politica (soprattutto donne e giovani), sia l’ampia partecipazione proveniente da votanti per forze diverse da Ds e Margherita.
Fonte: Renato Mannheimer, Corriere della Sera 16/10/2007

Anche Rosy Bindi, l’altra sfidante di Veltroni, pur non condividendo con Ferrara l’idea di un partito che trae forze e finanziamenti dalle lobby, perché il Pd dovrà invece essere «aperto, plurale e radicato nel territorio», rivendica di aver indicato per prima la necessità di un soggetto in cui i cittadini sono «chiamati a dire la loro come partecipanti, e non come aderenti»; un spartito che usi lo strumento delle primarie «per ogni scelta che preveda incarichi, ruoli amministrativi e istituzionali».
Fonte: Il Foglio 19/10/2007

Domenica sera è nato il Partito democratico...Questo ce lo aveva già annunciato l’altro giorno. Già, ma adesso hanno votato, e molti di più del milione auspicato da Veltroni: 3 milioni e 400 mila italiani. Veltroni ha avuto il 74 per cento dei voti, Rosy Bindi il 14, Enrico Letta il 10, Adinolfi l’uno e qualcosa, Gawronski lo zero e qualcosa.
Fonte: La Gazzetta dello Sport Anno I, numero 255 15 ottobre 2007

Rosy Bindi manifesta con chiarezza il timore che ci siano «norme antirom».
Fonte: Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera 24/10/2007

ROSY BINDI – Il punto di vista femminile, si diceva. Quando Vespa le chiede della candidatura di Rosy Bindi, Flavia Veltroni risponde: «Le donne portano anche in politica le loro caratteristiche di maggiore attenzione verso gli altri, rispetto agli uomini molto impegnati nella carriera. Naturalmente, ci sono delle eccezioni. Mi dispiace che certe donne si mascolinizzino e tirino fuori un’aggressività che non mi piace. Perdono, in questo caso, tutta la loro peculiarità». Parla della Bindi? «Parlavo in generale».
Fonte: R.P., Corriere della Sera 25/10/2007
CANINO FABIO. «Walter Veltroni è ”er Kennedy de noantri”, Rosy Bindi ”la Evita dei poveri”. Io non voto» (nell’imminenza delle primarie del partito democratico).
Fonte: SCH. 147690 CANINO FABIO

La foto di Nicolas Sarkozy che porge la guancia alle labbra di Angela Merkel dimostra come la tendenza, considerata in effetti molto francese, sta varcando i confini. Le differenze d’Oltralpe. Per fortuna, alla voga baciaiola resiste almeno Rosy Bindi che scoraggia subito il primo pretendente della fila. Poco evangelicamente, non porge l’altra guancia. A quel punto, il secondo batte in ritirata.
Fonte: Roselina Salemi, La Stampa 2/12/2007

Rosy Bindi, che ospita l’anchorman nelle sue liste per le primarie del Pd: «A lui lascio i suoi sedicenti buoni. E sono certa di averci guadagnato».
Fonte: SCH. 148200 LERNER GAD

Si è accucciata all’istante. Non un pugno sul tavolo né uno a D’Alema. L’opposto di quanto nelle stesse ore stava facendo la margheritina Rosy Bindi. Anche lei aveva pressioni per ritirarsi, ma se n’è infischiata, si è candidata alla segreteria Pd e al voto, in ottobre, ha acciuffato il 15 per cento dei voti. In conclusione, non è questione di soffitti di cristallo. Ci sono donne con gli artigli, tipo Bindi. Altre come Finocchiaro, atavicamente prone o, se volete, col comunistico riflesso di soggezione al capo.
Fonte: Panorama 19/12/2007, pag.67 GIANCARLO PERNA

A Fiumicino Ferrara incontra Rosy Bindi, la saluta con affetto, poi sussurra: «Ha visto come mi guarda? Come un angelo, un santo. Matto, certo. Un pazzo di Dio. Sull’aborto la Rosy la pensa come me.
Fonte: Corriere della Sera 3 aprile 2008, Aldo Cazzullo

Allarmismi e polemiche «fuori luogo», invece, per il ministro uscente della Famiglia, Rosy Bindi, che ricorda come «l’aggiornamento periodico è atto dovuto e non c’è nessun via libera a indagini pre-impianto a fini eugenetici».
Fonte: La Stampa 1/5/2008
Loft addio. Non si potrà più usarlo come metafora del Pd, e persino del suo segretario, per il semplice fatto che il quartier generale si è trasferito. Non è più a piazza Santa Anastasia, in quello spazio simbolo di novità, leggerezza e trasparenza che funzionava sotto elezioni ma, e lo si sapeva, non avrebbe potuto contenere le truppe. Adesso il partito occupa due piani dell’ex collegio del Nazareno dei padri Scolopi in piazza Sant’Andrea delle Fratte, a due passi da Montecitorio. Resta fuori Massimo D’Alema ed era scontato. «Non ho nulla, non ho diritto a nulla, non ho incarichi e non ne voglio», va ripetendo da un pezzo, appagato dalla sua Fondazione Italianeuropei in grande espansione. Va da sè che non abbiano un posto Rosy Bindi, diventata vicepresidente della Camera, e Franco Marini gratificato, in quanto ex presidente del Senato, da uno studio-suite a palazzo Giustiniani.
Fonte: La Stampa 15 giugno 2008, MARIA GRAZIA BRUZZONE

BACHELET Giovanni • «[...] Alle 11 e 50 del 12 febbraio 1980 il professor Vittorio Bachelet, vicepresidente del Csm di Sandro Pertini, era stato spinto in un angolo da una studentessa agitata, nell’atrio desertificato ”da una telefonata con la quale i brigatisti avevano lanciato l’allarme per una bomba, per questo eravamo lì soli”, racconterà poi Rosy Bindi, testimone oculare dell’assassinio. Quella ragazza agitata e con la pistola in mano si chiamava Laura Braghetti. Strattonò il professore perché si girasse verso di lei, e gli esplose tre colpi di pistola nella pancia.
Fonte: SCH. 158222 BACHELET Giovanni

ORGANI. In compenso si sono visti un illegale tesserino blu inventato da Rosy Bindi; moduli prestampati con i quali Asl e ospedali inducono i cittadini a barrare il "sì" o il "no"; tessere sanitarie regionali che comprendono una sezione per la manifestazione di volontà all’espianto-trapianto; persino tessere comunali di donazione diffuse con la carta d’identità.
Fonte: Il Giornale, 4 settembre 2008, Stefano Lorenzetto

Ero rimasta esterrefatta, in occasione del caso Welby, di leggere o udire sulla bocca dei politici frasi di questo genere: ”la legge deve garantire la libertà di scegliere la vita, e non di scegliere la morte” (la frase è stata pronunciata da Rosy Bindi, che pure è una persona di grande onestà e buona volontà, nel corso della trasmissione Otto e mezzo) seguita alla morte di Welby.
Fonte: Emilio Carnevali, micromega online 13/10/2008

Il professor Silvio Garattini. La ministra Rosy Bindi? Ha garantito il sopravvento della scienza sulla ciarlataneria.
Fonte: Il Messaggero 9 novembre 2008

[15] Una vittoria di Franceschini cambierebbe poco. Rosi Bindi: «Se lui e Veltroni fossero riusciti a fare del Pd un interlocutore della Chiesa non saremmo qui a leggere scenari sul Grande Centro». [16] Secondo alcune voci, Bertone avrebbe usato il caso Boffo per rimettere in riga l’episcopato ma sarebbe pronto a sostenere la Cosa Bianca di Casini e Montezemolo. [17] Bindi: « il solito paracadute che qualcuno cerca di aprire nei passaggi difficili dal 1994 in poi. Non nego che qualcuno lo vagheggi, ma è solo un mito. E credo che i vertici della Chiesa siano tanto realisti da sapere che non c’è uno spazio politico per operazioni di questo tipo, il bipolarismo è molto radicato negli elettori». [16]
Fonte: [16] Andrea Carugati, l’Unità 5/9; [17] Massimo Giannini, la Repubblica 4/9; 2009

Nei primi anni Ottanta, il vispo Boffo ricopriva, insieme a Rosi Bindi, il ruolo di vice presidente dell’Azione Cattolica.
Fonte: Dagospia, 30/08/2009

Arturo Parisi. Rosy Bindi ha detto che nessuno può parlare a nome di Prodi. Le sono fischiate le orecchie? «La Bindi ha ragione. Prodi è sempre stato Prodi, Parisi è sempre stato Parisi. Non ho mai parlato a nome di Prodi». La Bindi ha anche criticato il suo atteggiamento dicendo che lei, «limitandosi alla polemica e chiamandosi fuori dai momenti decisionali nella vita del partito, si preclude la possibilità di incidere». «Pur avendo condiviso con la Bindi un passaggio che mi ha indotto a sostenere la sua candidatura alle primarie del Pd contro la linea di Veltroni, nel momento in cui lei non ha più sostenuto quella posizione, non ho potuto che prenderne atto». Lei si considera un ”cattolico adulto” come Prodi e la Bindi? «Adulto, ahimé, lo sono anche troppo. Mi considero un laico che proprio dalla sua formazione cattolica si sente chiamato ad assumersi personalmente le sue responsabilità».
Fonte: Barbara Romano, Libero 1/2/2009

«Abbiamo delle evidenze di traffici di organi di minori che sono presenti e sono stati rintracciati in Italia». Lo ho affermato Maroni all´assemblea dell´Unicef. Scende in campo anche Rosy Bindi che chiede al governo, a cominciare dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, competente anche per la Sanità, di fare chiarezza subito. «Le parole del ministro Maroni sono gravissime, il governo deve intervenire subito in Parlamento e spiegare su quali fatti si basano le affermazioni del responsabile dell´Interno, perché sarebbe da irresponsabili, nei confronti dei malati e dei professionisti della salute, gettare sospetti sulla sicurezza e l´affidabilità della rete di trapianti italiana».
Fonte: Carlo Bonini, la Repubblica 31/1/2009

Pippo Franco. Tra le donne? «La Iervolino, mannaggia, è uscita di scena. Rosy Bindi è usurata sotto il profilo caricaturale. Le ultime che abbiamo preso di mira sono Gelmini e Carfagna”.
Fonte: Giancarlo Perna, il Giornale 4/5/2009

La «proposta», Prodi, l’ha ricevuta una decina di giorni fa. In un incontro riservato con Bersani che si è tenuto a Bologna, l’ex ministro dello Sviluppo economico ha chiesto al Professore «una scelta di campo» in vista del congresso. Prodi, convinto che da Bersani leader possa arrivare quell’impulso in grado di invertire la rotta dei democrat, sta seriamente pensando a un endorsement pubblico, che probabilmente arriverà dopo i ballottaggi. La cautela del Professore non è legata al giudizio sulle potenzialità della candidatura del suo ex ministro, anzi. Più che altro, come lui stesso ha chiarito nel faccia a faccia bolognese, Romano vuole prima capire «come si metteranno a posto tutti i tasselli». Su tutti quelli di Massimo D’Alema. I segnali della matrice anche "prodiana" della corsa di Bersani già s’intravedono. Mister Liberalizzazioni ha chiesto a Enrico Letta e Rosy Bindi di accompagnarlo, entrambi nel ruolo di «vice», nella grande avventura congressuale. Il primo scioglierà la riserva entro il fine settimana mentre la seconda ha già deciso che sarà della partita.
Fonte: TOMMASO LABATE, IL RIFORMISTA 11/6/2009

L’ endorsement veltroniano arriva a metà pomeriggio, con l’annuncio di una grande iniziativa pubblica a sostegno della ricandidatura di Dario Franceschini alla guida del Pd. Il problema è che su questa linea Veltroni rischia però di restringere, più che allargare, la capacità espansiva della futura mozione Franceschini. Innanzi tutto rispetto alla componente ulivista, che quella linea ha sempre duramente criticato. ”E’ davvero sorprendente – reagisce Rosy Bindi – Siamo stati convocati con urgenza dal segretario a urne ancora aperte per prendere tutti l’impegno a non aprire il dibattito congressuale prima dei ballottaggi. E invece vedo che ci sono due pesi e due misure”.
Fonte: Francesco Cundari, Il foglio 16/06/2009

Immaginiamo già un congresso favoloso. Rosy Bindi ha scelto Bersani «perché lo confesso, ho sempre avuto un debole per i calvi».
Fonte: Jacopo Iacoboni, La stampa 02/07/2009

La Balena bianca fu una necessità storica: clericali e cattocomunisti, Andreotti (con cui Fini condivide l’avvocato, Giulia Bongiorno) e Rosy Bindi restavano sotto la stessa bandiera perché bisognava difendere la democrazia nell’era della guerra fredda.
Fonte: Marco Damilano, L’Espresso, 3 settembre 2009

Si è arrivati al punto che un esponente di primo piano dell’Ulivo, Rosy Bindi, ha invocato per il burqa - uno degli strumenti più vergognosi di umiliazione e oppressione della donna utilizzati dal fondamentalismo islamico - lo stesso riconoscimento di devozione religiosa che si deve al Crocefisso.
Fonte: Daniela Santanchè, il Giornale 17/09/2009

Il deputato Salvatore Vassallo ha fatto di più: ha chiesto a Rosy Bindi di dichiarare chi ha pagato il conto di una cena offerta a 300 militanti del Pd a Viterbo (risposta: l’associazione TusciaEuropa dell’ex tesoriere Ds Ugo Sposetti).
Fonte: Marco Damilano, L’Espresso, 1 ottobre 2009
Serena Dandini. Al donnismo è rimasta a lungo fedele. Con Corrado e Sabina Guzzanti fece la Tv delle ragazze su Rai 3, lanciando Angela Finocchiaro e Cinzia Leone. Anche le sue preferenze politiche sono per il gentil sesso. Tra le prescelte, Prestigiacomo e Rosy Bindi.
Fonte: Giancarlo Perna, il Giornale 30/09/2009

BERSANI VOLA OLTRE IL 56%. IN PARLAMENTO PRIMO TEST – Pier Luigi Bersani vince il round tra gli iscritti. Ha votato ormai più dell’80%degli aventi diritti e il risultato è schiacciante: 56,9% per l’ex ministro; 35,8% per Dario Franceschini; 7,6% per Ignazio Marino. Il secondo round, quello definitivo, è alle primarie del 25 ottobre dove si sfideranno in tre. per questo che sarà cruciale l’elezione dei nuovi capigruppo e già circolano dei nomi per l’eventuale era bersaniana. Rosy Bindi è uno: ha la stima di molti (che raccontano anche di un suo interesse) ma le perplessità di alcuni che la vedono più divisiva che mediatrice. L’altro nome è Enrico Letta.
Fonte: Lina Palmerini, Il Sole-24 Ore 1/10/2009

Cosa hanno mangiato i dirigenti del PD per festeggiare le primarie? Rosy Bindi e Ignazio Marino pizza alla pizzeria napoletana Ciro (Via della Mercede, Roma).
Fonte: Valentina Colosimo, Vanity Fair 11/11/09

Bersani nella riunione dell’Assemblea nazionale del Pd è stato eletto segretario formalizzando il voto delle primarie (Rosy Bindi presidente, Enrico Letta vicesegreta­rio, Ivan Scalfarotto e Marina Sereni vicepresidenti).
Fonte: La Gazzetta dello Sport Anno III, numero 997 08 novembre 2009

Con Fini, si schiera Rosy Bindi, presidente del Pd, che chiede però «un cambiamento in profondità della Bossi-Fini per cancellare l´impianto di una legge che alimenta la clandestinità».
Fonte: Vladimiro Polchi, la Repubblica 22/11/2009

Intervista a Confalonieri. Con Rosi Bindi è stato un po’ inelegante... «Berlusconi ha questa cadute. Probabilmente in quel momento aveva vicino qualcuno con cui doveva fare il teatro. Ghe pensi mi, ogni tanto lui ha quest’esibizionismo. Mostra i muscoli».
Fonte: Claudio Sabelli Fioretti, La Stampa 2/11/2009

Il mensile patinato «Infly», distribuito gratis in tutti gli aeroporti d´Italia, fa un altro scoop. Dopo l´elegante servizio dell´agosto scorso dedicato a Rosy Bindi, messa a confronto estetico con la prorompente eurodeputata Barbara Matera (Titolo: «Con chi delle due andreste in vacanza?»).
Fonte: Alessandra Longo, la Repubblica 1/12/2009

Il gesto di Tartaglia. Rosy Bindi, intervistata dalla Stampa, ha sostenuto che «tra gli artefici di questo clima c’è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima. Questi gesti vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta però sono spiegabili. Certo, se si continua a dividere questo paese, alla fine...».
Fonte: Anno VI - Trecentunesima settimana Dal 7 al 14 dicembre 2009

Ai tempi d’oro, tra duchesse e contesse e le prime love-story con gli acerbi maestri di sci, arrivavano a Cortina Orson Welles e Rita Hawyworth, oggi, il programma degli eventi di gennaio 2010 ha portato qui tutta la mondanità-engagé d’Italia: Gianni Alemanno, Rosy Bindi e Gian Antonio Stella. I tre dibattevano al Palainfinity di immigrazione e tolleranza quando la Bindi è stata coperta dai fischi del pubblico e da poco alpini «buuuuu».
Fonte: Francesco Longo, Il riformista 15/1/2010

Molti condizionali usa un ex ministro storico, Rosy Bindi (Pd): «La salute potrebbe essere bipartisan. Ma è fuor di dubbio la differenza tra i due schieramenti. E le differenze su welfare e politiche sanitarie sono tra le più forti. Spesso troppe per poter sperare sempre in scelte bipartisan. Prendiamo i temi bioetici: il bio-giacobinismo etico è una sciagura per il Paese». E attenzione, aggiunge la Bindi: «C’è la tendenza della destra a normare materie che non sono più di sua competenza. Altro che federalismo».
Fonte: R. Tu. Il Sole-24 Ore 22/3/2010