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COLOMBO Gherardo Briosco (Milano) 23 giugno 1946. Ex magistrato. Dal settembre 2009 presidente della Garzanti • «[

COLOMBO Gherardo Briosco (Milano) 23 giugno 1946. Ex magistrato. Dal settembre 2009 presidente della Garzanti • «[...] componente del nucleo storico di Mani Pulite [...] brianzolo di Briosco, accompagnato dalla sua fedele pipa, gli occhiali da vista dalla montatura evidente e i capelli ricci sempre spettinati. Prima degli anni Novanta era già stato giudice e poi giudice istruttore, titolare delle inchieste sull’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli (il liquidatore dell’impero bancario di Michele Sindona ucciso da un killer su ordine del banchiere ), sulla P2 e sui fondi neri dell’Iri. Ad affiancarlo a Di Pietro era stato Borrelli in occasione del primo interrogatorio di Mario Chiesa fuori dal carcere: era il 27 aprile 1992, un lungo e duro interrogatorio di cui i cronisti assiepati all’esterno percepivano le urla (’Io quel nome non lo farò mai!”). Era l’inizio di Mani Pulite. Del pool, Colombo sarebbe diventato la coscienza critica, il più attento nel cogliere i rischi cui l’inchiesta andava incontro, il primo a lanciare una proposta di ”soluzione politica» rimasta inascoltata. Il suo bilancio, alla fine, non era trionfale. ” servito investigare sulla corruzione?” gli chiese un giorno un amico giornalista. ”Dal punto di vista giudiziario no - gli rispose - non solo non è servita, ma, paradossalmente, è stata un danno. Certi settori sono rimasti totalmente impuniti. La prescrizione e la lentezza nel ricevere le risposte delle rogatorie internazionali sono stati grossi ostacoli. Invece, dal punto di vista dell’informazione, Mani pulite è stata importantissima perché ha svelato a tutti che la corruzione era un sistema”. Nonostante un certo disincanto, è stato proprio il ”vecchio” Colombo ad affiancare Ilda Boccassini nel’´ultimo - e più duro - impegno affrontato dal pool, l’indagine su Cesare Previti e Silvio Berlusconi per le tangenti che la Fininvest avrebbe distribuito tra i giudici romani. Un impegno che a Colombo è costato anni di lavoro, procedimenti disciplinari, persino una inchiesta per attentato ai poteri dello Stato finita naturalmente in nulla. [...]» (Annalisa Camorani, ”la Repubblica” 11/2/2005) • «Giudice-buono-contro-i-cattivi. Grande vicerè della tribù dei mozzaorecchi. Per gli amici gruppettari, ricciolo. Ha il vizio dei jeans stinti, delle Lacoste e delle scarpe da vela consumate. Ha il vizio della pipa, delle sigarette e delle dita nel naso. Ha il vizio di arrestare ed è più cattivo persino di Pierbirillo Davigo, ma a causa della sua aria ”arresto ma soffro” nessuno lo sa. Ha il vizio di girare per convegni italiani e mondiali per parlare dei cattivi (i buoni sono già tutti al convegno) e ha detto che siamo tutti sotto ricatto. Quando Borrelli gli propose di affiancare Di Pietro in Mani pulite, reagì schifato. Quando Di Pietro si dimise dalla magistratura, fece capire a tutti che non gliene fregava niente. di sinistra. Diffida dei ricchi e ammette l’esistenza di due sole private associazioni: quelle per delinquere e Società Civile, circolo piagnon-giustizialista da lui fondato con Nando Dalla Chiesa nel 1986 e in cui si parla di morti tutte le sere. A tal proposito la morte, anzi, una morte drammatica per la mano di insospettabili cattivi, che lui però stava per scoprire, è quanto per estrema e benedetta fortuna difetta alla perfezione del suo curriculum. In un libro di quelli che si comprano ma non si leggono, ha spiegato che gli uomini delinquono e cercano il potere per esorcizzare la morte, ma ha precisato: ”Tanto muoiono lo stesso”. Giustizia trionfa. Meditabondo e viziato dalla memoria, vive al passato e non coglie il presente, cui riserva l’espressione attonita”» (Pietrangelo Buttafuoco, ”Dizionario dei nuovi italiani illustri e meschini”, 10/10/1998).