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Febbraio 1922
I padroni d'Italia

Il Re è Vittorio Emanuele III

Il Presidente del Senato è Tommaso Tittoni

Il Presidente della Camera è Enrico De Nicola

Il Presidente del Consiglio è Ivanoe Bonomi

Il Ministro degli Interni è Ivanoe Bonomi

Il Ministro degli Esteri è Pietro Tomasi Della Torretta

Il Ministro di Giustizia e affari di culto è Giulio Rodinò

Il Ministro delle Finanze è Marcello Soleri

Il Ministro del Tesoro è Giuseppe De Nava

Il Ministro della Guerra è Luigi Gasparotto

Il Ministro della Marina è Eugenio Bergamasco

Il Ministro dell’ Istruzione pubblica è Orso Maria Corbino

Il Ministro dei Lavori Pubblici è Giuseppe Micheli

Il Ministro dell’ Agricoltura è Angelo Mauri

Il Ministro di Industria e commercio è Bortolo Belotti

Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Alberto Beneduce

Il Ministro di Turismo e spettacolo è Giuseppe Girardini (senza portafoglio)

Il Ministro della Ricostruzione delle terre liberate è Giovanni Raineri (senza portafoglio)

Il Direttore generale della Banca d’Italia è Bonaldo Stringher

Il Presidente della Fiat è Giovanni Agnelli

Il Segretario della Fiat è Giovanni Agnelli

L’ Amministratore delegato della Fiat è Guido Fornaca

Il Segretario Politico del Partito Popolare Italiano è Don Luigi Sturzo

Il Segretario del Partito comunista d’Italia, sezione italiana dell’Internazio è Amadeo Bordiga
I padroni del mondo

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Warren Gamaliel Harding

Il Presidente del Federal Reserve System è William P. G. Harding

Il Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Chen Duxiu

Il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Chen Duxiu

Il Re del Regno Unito è Giorgio V

Il Premier del Regno Unito è David Lloyd George

Il Presidente del Consiglio dei ministri francese è Raymond Poincaré

Il Presidente della Repubblica francese è Alexandre Millerand

Il Presidente del Reich tedesco è Friedrich Ebert

Il Cancelliere del Reich tedesco è Joseph Wirth

Il Re di Spagna è Alfonso XIII
  • L'ANNO
    IN DUE MINUTI
  • MESE
    PER MESE
GENNAIO. Muore il Papa
Muore papa Benedetto XV, in età di 67 anni. Nato Giacomo Dalla Chiesa, genovese, il suo pontificato è durato sette anni e mezzo. Ha mediato per fermare il conflitto mondiale (esploso pochi mesi prima della sua elezione), ha appoggiato la nascita del Partito popolare italiano, ha incoraggiato il rinnovamento dello spirito missionario. Di salute sempre fragile, lo ha ucciso una broncopolmonite. Nato un nuovo mensile. Si chiama Gerarchia. Lo dirige Mussolini, la caporedattore è Margherita Sarfatti, già firma del Popolo d’Italia. Muore lo scrittore Giovanni Verga, 81 anni, colpito da un ictus nella sua casa di Via Sant’Anna, a Catania. Edito a Roma il quotidiano «Il Mondo», diretto da G. Amendola e A. Cianca.  L’anno scorso era stato nominato senatore. I fascisti picchiano il socialista Panebianco che teneva un comizio a Padova, si scontrano con gli anarchici nel carrarese (4 i morti) creano un sindacato. Si chiama Confederazione nazionale delle corporazioni sindacali. All’ospedale di Toronto, Leonard Thompson, 14 anni, diabetico, viene curato con un’iniezione di insulina. È la prima volta che si tenta una terapia simile. Sta malissimo ma è ancora vivo.
FEBBRAIO. Fumata bianca per Pio XI
Achille Ratti, arcivescovo di Milano, è il nuovo papa. Ha scelto di chiamarsi Pio XI. Nato a Desio, 65 anni fa, è stato eletto alla quattordicesima votazione. I cardinali conservatori e quelli progressisti non riuscivano a mettersi d’accordo. Ivanoe Bonomi non è più presidente del consiglio. Si è dimesso dopo che i democratico-sociali hanno fatto passare, alla Camera, una mozione di sfiducia sul fallimento della Banca di sconto. De Nicola rifiuta di fare un nuovo governo. Accetta Luigi Facta, appoggiato da popolari, democratici, giolittiani. È uscito il primo numero de La Rivoluzione liberale, la nuova rivista di cultura politica del giovane giornalista Piero Gobetti. Ghigliottinato a Versailles Henri Désiré Landru, omicida e seduttore: in sei anni ha convinto 10 donne a intestargli tutti i beni, poi le ha uccise e bruciate nel forno. Lo scrittore irlandese James Joyce ha pubblicato un nuovo libro, Ulysses. La critica dice che è illeggibile.
MARZO. Facta ottiene la fiducia
Fiducia al governo Facta, con 275 voti a favore e 89 contrari. Lo hanno votato anche i fascisti. L’on. Mussolini visita la Germania. Nei suoi incontri parla in tedesco, lingua straniera che padroneggia e sia pure con un accento romagnolo. Al congresso del Partito Comunista si esclude ogni possibile collaborazione con i socialisti. Più accettabile, per i delegati, l’idea di fare una rivoluzione. Grande adunata fascista a Milano. Presenti ventimila camicie nere. Qualcuno si scontra con i comunisti. Un morto. Grande successo in Germania per Nosferatu il vampiro, film horror muto di Friedrich Wilhelm Murnau. Gli eredi dello scrittore irlandese Bram Stoker dicono che la storia è copiata da quella del Conte Dracula e lo denunciano. L’Egitto è diventata una nazione indipendente dal Regno Unito. Il sultano Fuad I adesso è il Re. Arrestato a Bombay, in India, Mohandas Gandhi. Gli inglesi sostengono che sta organizzando una rivolta. Lo hanno condannato a 6 anni di prigione.
APRILE. La questione della Russia
I grandi del mondo sono riuniti a Genova: devono decidere come gestire la ricostruzione economica della Russia e della Germania. È la prima volta che vincitori e vinti si ritrovano a discutere in condizioni di parità. I delegati di Russia e Germania si sono anche incontrati privatamente a Rapallo. I russi accetteranno di rinunciare ai soldi che la Germania deve loro per risarcimento di guerra in cambio del riconoscimento del regime bolscevico da parte dei tedeschi. Si diceva che Joseph Stalin, membro del Comitato centrale del Partito comunista russo, fosse malato moribondo. Invece è in salute ed è stato nominato nuovo segretario del partito. A Parma le organizzazioni padronali agrarie e i sindacati fascisti firmano i nuovi Patti Agrari. È morto per un’infezione ai polmoni, nel suo esilio sull’isola di Madera, in Portogallo, Carlo I, imperatore d’Austria. Aveva 35 anni. Cattolico, a corte imponeva che si mangiasse pane nero e che si lasciasse quello bianco ai feriti di guerra. Ha voluto che suo figlio Ottone lo vedesse morire, perché sapesse «in quale modo dovrà diportarsi un giorno, come imperatore e come vero cattolico».
MAGGIO. Proust e gli altri al Majestic
La festa dei lavoratori è stata guastata in tutt’Italia da scontri tra fascisti e socialisti. A Brindisi nei tafferugli sono morte dieci persone. A Ferrara primo sciopero fascista. Quarantamila contadini, guidati da Italo Balbo. Bivacchi in centro, chiedono misure per rilanciare l’occupazione. A Bologna i fascisti pretendono le dimissioni del prefetto Cesare Mori. Ha usato la polizia per reprimere le azioni degli squadristi. Un enorme meteorite, da 20 tonnellate di peso, cade a Blackstone, in Virginia, negli Stati Uniti. Nessuna vittima. Per fortuna non ci sono state vittime. Sidney Schiff, ricco eccentrico inglese, ha fatto incontrare al Majestic Hotel di Parigi le migliori menti artistiche del nostro tempo: James Joyce, Pablo Picasso, Marcel Proust e Igor Stravinskij. I cinque si sono limitati a guardarsi in cagnesco e a scambiarsi qualche grugnito. Joyce e Proust sono poi andati via sullo stesso taxi senza quasi rivolgersi la parola.
GIUGNO. Rathenau assassinato
I comunisti Bordiga, Gramsci e Graziadei sono a Mosca. Rappresenteranno l’Italia all’Internazionale comunista. In Italia scioperano gli operai metallurgici. Nel partito socialista si continua a litigare. Turati sembra ormai in minoranza. A Milano congresso della Confederazione fascista delle corporazioni nazionali. Presenti 2.126 sindacalisti che rappresentano 48.284 iscritti. Si parla di emigrazione, istruzione, contratti agrari. Sembra che il poeta D’Annunzio abbia in mente di preparare una specie di rivoluzione. Ad aprile ha incontrato Gino Baldesi, a capo della Confederazione generale del lavoro, a maggio Ludovico d’Aragona, della CGdL, e adesso Georgij Cicerin, commissario del popolo agli Esteri della Russia. La Pro Vercelli è campione d’Italia. Nella finalissima del campionato Cci ha battuto la Fortitudo Roma 3-0 all’andata e 5-2 al ritorno. Nel campionato Figc, invece, ha vinto a sorpresa la Novese. Per la prima volta si sono giocati due campionati diversi, a causa della lite tra i grandi club (finiti nel torneo Cci) e quelli piccoli (nel Figc). Si sta trattando perché da settembre si torni a un campionato unico. Walther Rathenau, ministro degli Esteri tedesco, assassinato a Berlino. Guidava la sua auto quando un’altra vettura gli si è affiancata. Dal finestrino sono partiti i colpi di mitragliatrice di Erwin Kern e Hermann Fischer, ex ufficiali nazionalisti indignati per il patto con la Russia firmato a Rapallo. È morto Alberto I, Principe di Monaco. Aveva 74 anni. Il trono passa al suo unico figlio, Louis Honoré Charles Antoine Grimaldi. Ha 52 anni e si farà chiamare Luigi II.
LUGLIO. Il Governo senza fascisti
A Cremona i fascisti devastano le sedi di socialisti e popolari, oltre che le case degli onorevoli Miglioli e Garibotti; a Novara occupano il municipio. Il primo ministro Facta invoca la concordia civile e incolpa le autorità cremonesi di non essere state capaci di difendere la città. Poi chiede la fiducia. Non ce l’ha: con 288 no e 103 sì deve dimettersi. Si tratta su un nuovo governo. L’on. Orlando, primo incaricato del Re, non riesce a formarlo. Ivanoe Bonomi, secondo incaricato, nemmeno. Fallisce anche il tentativo dell’on. De Nava. Quindi Orlando ci riprova. Vuole mettere assieme socialisti e fascisti. Mussolini tratta. Italo Balbo, leader delle squadre fasciste romagnole, con il sindacalista Guido Baroncini attraversa le province di Forlì e Ravenna in testa a un corteo di camion carichi di squadristi. Ogni volta che incontrano la sede di un’organizzazione comunista o socialista, o anche solo la casa di un pezzo grosso dei due partiti, sostano per incendiarla. Il progetto di Orlando salta. Alla fine il governo lo farà Facta. Senza fascisti.
AGOSTO. D’Annunzio: «Oggi sono io l’Italia»
I sindacati di sinistra – uniti nell’Alleanza per il Lavoro – hanno organizzato lo “sciopero legalitario” contro le violenze fasciste. A tempo indeterminato . Alla Fiat partecipano 800 lavoratori su 10mila. Negli uffici pubblici i fascisti si sono organizzati per sostituire chi protesta. La gente è perplessa. Tutti si ricordano le violenze e i boicottaggi del biennio rosso, due anni fa. Comunque dopo due giorni di sciopero i fascisti riescono a fare fallire l’iniziativa. Nel frattempo hanno bruciato altre sedi socialiste e comuniste. Editoriale del Popolo d’Italia del 2 agosto, firmato da Mussolini: «Mentre tracciamo queste linee fumano ancora gli incendi delle superstiti Camere del Lavoro, dei circoli comunisti». Occupato dai fascisti Palazzo Marino, municipio di Milano. Dal balcone D’Annunzio arringa i milanesi: «Oggi sento di essere io l’Italia». Giorni dopo il poeta finisce all’ospedale: ha diverse costole rotte, dice di essere caduto dalla finestra. Crolla il valore del marco: ne servono 8.700 per comprare una sterlina, il quadruplo rispetto a un mese fa. Un tifone ha ucciso 50mila cinesi. Michael Collins, presidente dell’Irlanda, ammazzato in uno scontro durante la guerra civile. In Marocco la gente si rivolta contro gli spagnoli. La Turchia attacca le truppe greche ad Afyon.
SETTEMBRE. «La violenza ha un senso»
Sembra che Mussolini stia perdendo il controllo di alcune delle sue squadre. Con un editoriale sul Popolo d’Italia, dal titolo Disciplina assoluta, è stato costretto a richiamarle. A Udine il Duce illustra il programma del partito ai suoi uomini: la violenza ha un senso, bisogna richiamarsi all’antica Roma, serve disciplina, la monarchia va difesa. Bisogna fare una cosa: «Demolire tutta la superstruttura socialistoide-democratica». I turchi hanno conquistato Smirne. La grossa città sulla costa occidentale della Turchia – 250mila abitanti – era diventata greca nel 1920, con la sconfitta dell’impero ottomano in guerra. Il capo dell’esercito turco si chiama Mustafa Kemal Ataturk. L’assedio è durato 4 giorni. Centomila greci sono stati costretti a fuggire in patria. In Libia, nella città di El Aziza, la temperatura ha raggiunto i 57,8 gradi centigradi. Sembra che in nessuna parte del mondo ci sia mai stato tanto caldo.
OTTOBRE. Mussolini presidente del Consiglio
L’on. Benito Mussolini è il nuovo presidente del Consiglio. È riuscito a farsi dare l’incarico dal re con una prova di forza. Ha minacciato di circondare Roma con migliaia di uomini per prendere il potere con la forza, ma le camicie nere sono state bloccate dall'esercito a decine di chilometri dalla capitale. Il governo Facta ha approvato un decreto che introduceva lo stato d'assedio, ma quando il provvedimento era già operativo, il re si è rifiutato di firmarlo: il governo ha dovuto dare il contrordine e subito dopo si è dimesso. Vittorio Emanuele, alla fine, dopo un primo tentativo fallito con Antonio Salandra, ha chiamato Mussolini a Roma. Lui gli si è presentato come “fedele servitore” e il re gli ha dato l’incarico. Poi 42mila uomini armati guidati da Italo Balbo, Emilio De Bono, comandate della Milizia, Cesare Maria De Vecchi, generale dell’esercito, Michele Bianchi, segretario del Pnf, hanno sfilato per le vie di Roma, dove erano potuti entrare con l’autorizzazione dell’esercito. Avevano tutti le camicie nere, hanno camminato per 6 ore e 46 minuti. A 39 anni Mussolini è il più giovane capo del governo della storia d’Italia. Nel primo giorno devastate le sedi dei giornali Il Paese, L’Epoca, Il Comunista. La sede del Partito socialista e la Casa del Popolo sono state assaltate. Nel governo ci sono giolittiani e popolari. Il commissario di polizia di Londra, William Horwood, morto avvelenato da cioccolatini all’arsenico. L’armata rossa ha occupato Vladivostok, era da aprile che in città i Bianchi si ribellavano ai bolscevichi.
NOVEMBRE. Pieni poteri al Duce
Nella sua prima dichiarazione alla Camera, il capo del governo, Mussolini ha avvertito: «Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti. Potevo ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto». Il suo programma: nella politica interna economia, ordine, disciplina; in quella estera dignità e difesa degli interessi nazionali. I parlamentari approvano le sue parole: 306 voti a favore, 116 i contrari, 7 astenuti. Hanno votato sì anche Bonomi, De Gasperi, Orlando e Gronchi. Mussolini chiede anche pieni poteri per un anno. La Camera vota sì, 275 voti favorevoli, 90 i contrari. Grazie alla nuova legge il capo del governo potrà emanare decreti legislativi in piena libertà. Abolito l’Impero Ottomano. Il sultano Mehmed VI Vahdettin ha abdicato ed è partito esule per Malta. In Egitto, nella Valle dei Re, l’archeologo inglese Howard Carter, George Herbert conte di Carnarvon e i loro uomini hanno scoperto una tomba. È intatta, è bellissima. Carter è sicuro: è quella del faraone Tutankhamon. In Inghilterra prime trasmissioni della radio statale. Il servizio si chiama BBC. È morto di bronchite lo scrittore francese Marcel Proust, celebre autore di Alla ricerca del tempo perduto. Aveva 59 anni, viveva senza riscaldamento.
DICEMBRE. Lenin al potere
A Torino, Francesco Prato, anarchico tranviere, amoreggiava con la figlia minorenne di un fornaio della barriera Nizza. Il fornaio ha mandato due suoi amici fascisti, Giuseppe Dresda e Lucio Bazzandi, a picchiarlo. Ma i due sono stati uccisi in una sparatoria. Da lì è iniziata una due giorni di violenza. Pietro Brandimarte ha guidato la vendetta delle squadre fasciste: in tre giorni hanno ucciso 14 persone e ne hanno ferite 26. Bruciati: la Camera del lavoro, il circolo anarchico dei ferrovieri, il circolo Carlo Marx. Devastata la sede del giornale Ordine Nuovo. Il capo del governo, Mussolini, ha appena istituito il Gran Consiglio del Fascismo e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Dopo gli scontri ha anche chiamato il prefetto di Torino: «Come capo del fascismo mi dolgo che non ne abbiano ammazzati di più – ha detto –; come capo del governo debbo ordinare il rilascio dei comunisti arrestati». Edito a Milano il primo numero del settimanale femminile «Alba». Va in scena Il Tamburo di fuoco di Marinetti.  Disputati due campionati di calcio: uno organizzato dalla FIGC (Federazione italiana gioco calcio), vinto dalla Novese, l’altro organizzato dalla CCI (Confederazione calcistica italiana), vinto dalla Pro Vercelli. Prima edizione della Coppa Italia, creata dalla FIGC e vinta dal Vado. La guerra civile in Russia è finita. Ha vinto l’Armata Rossa. Hanno ribattezzato l’Impero Russo "Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche". La guida Lenin, ma il Paese è più piccolo della vecchia Russia perché Polonia, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania sono indipendenti. Anche l’Irlanda ora è indipendente.
Muore papa Benedetto XV
Muore papa Benedetto XV (vedi 22 gennaio) • Si apre a Bologna il Congresso delle organizzazioni sindacali legate al Partito nazionale fascista. Nasce la Confederazione nazionale delle corporazioni sindacali (vedi 24 gennaio) • Mussolini fonda e dirige la rivista mensile di cultura fascista «Gerarchia», supplemento de «Il Popolo d’Italia» (vedi 25 gennaio) • Muore a Catania (dove era nato il 31 agosto 1840) Giovanni Verga (vedi 27 gennaio) • Si conclude la conferenza navale di Washington, con la quale le potenze vincitrici della guerra mondiale definiscono la consistenza delle rispettive flotte (vedi 6 febbraio) • Piero Gobetti fonda a Torino la rivista settimanale di cultura e politica «La rivoluzione liberale» (vedi 12 febbraio) • Va in scena al teatro Costanzi di Roma Giulietta e Romeo di Riccardo Zandonai, su libretto di Arturo Rossato tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare (vedi 14 febbraio) • Al teatro Manzoni di Milano si rappresenta Enrico IV di Luigi Pirandello (vedi 24 febbraio) • Si apre a Roma il II Congresso del Partito comunista d’Italia. Approvate le cosiddette Tesi di Roma, che escludono la possibilità di qualunque alleanza con altri partiti in funzione antifascista (vedi 1 marzo) • Un gruppo di nazionalisti prende d’assalto il palazzo del governo di Fiume e proclama l’annessione della città all’Italia. Per ristabilire l’ordine, il governo italiano affida pieni poteri a un comando militare (vedi 3 marzo) • A Milano grande adunata fascista con la partecipazione di oltre 20.000 camicie nere (vedi 26 marzo) • Si apre a Genova la conferenza economica europea, a cui partecipano anche le nazioni sconfitte dalla guerra (vedi 10 aprile): Russia (che rifiuta di riconoscere il suo debito prebellico e non ottiene quindi crediti) e Germania (a cui è concessa una dilazione nel pagamento dei danni di guerra). • Al teatro Odescalchi di Roma va in scena La bella addormentata nel bosco di Ottorino Respighi, su testo di Gian Bistolfi tratto dalla fiaba di Charles Perrault (vedi 12 aprile) • In margine ai lavori della conferenza economica europea, le delegazioni russa e tedesca siglano il trattato di Rapallo, con cui rinunciano alle rispettive riparazioni belliche e ristabiliscono normali relazioni diplomatiche (vedi 16 aprile) • A Bologna grande adunata fascista per chiedere la rimozione del prefetto Cesare Mori, accusato di avere un atteggiamento repressivo nei confronti del fenomeno squadristico (vedi 26 maggio). La città viene presidiata fino al 1° giugno, quando l’autorità militare a cui il governo affida i pieni poteri garantisce il trasferimento del prefetto • Si apre a Mosca una riunione dell’Internazionale comunista. La delegazione del Pcd’I è composta da Bordiga, Graziadei e Gramsci (vedi 9 giugno) • Le squadre fasciste guidate da Roberto Farinacci danno l’assalto alle sedi delle organizzazioni socialiste e popolari nel Cremonese. Devastata la casa del sindacalista cattolico e deputato del Ppi Guido Miglioli (vedi 13 luglio) • Cade il governo Facta (vedi 19 luglio). Il 1° agosto s’insedia il II governo Facta • L’Alleanza del lavoro (fronte unico delle organizzazioni politiche e sindacali di sinistra) costituito in febbraio per fronteggiare lo squadrismo dichiara lo «sciopero legalitario» (secondo la definizione di Turati) per chiedere l’impegno delle istituzioni contro il dilagare della violenza squadrista (vedi 31luglio). L’iniziativa non trova il sostegno delle altre forze democratiche e dei popolari; i fascisti mobilitano i loro militanti allo scopo di fare fallire la manifestazione: nel corso della settimana si moltiplicano le incursioni delle squadre. Il 3 agosto le squadre fasciste invadono Palazzo Marino (sede del comune di Milano, il cui consiglio è di maggioranza socialista) e presidiano la città per tutta la settimana. Episodi simili in molte città. Il 5 agosto Milano, Genova e Parma sono poste sotto il controllo delle autorità militari. Nel corso di una riunione del consiglio nazionale del Partito fascista si pongono le basi per l’organizzazione di una grande adunata generale di tutte le associazioni dei Fasci di combattimento, da tenersi a Roma per chiedere al re e al governo la fine della fase di instabilità che da tempo caratterizza la scena politica italiana. Mussolini, Michele Bianchi e Cesare Rossi sono indicati come responsabili politici della manifestazione; a Cesare Balbo è affidato il compito di organizzare la mobilitazione «militare» (vedi 13 agosto) • Mussolini annuncia l’accettazione delle istituzioni monarchiche da parte del fascismo, contraddicendo la scelta repubblicana del Partito nazionale fascista (vedi 20 settembre) • Si apre a Roma il XIX Congresso del Psi, durante il quale la corrente riformista di Turati, Treves, Modigliani e Matteotti viene espulsa dal partito e dà vita al Partito socialista unitario (vedi 1 ottobre) Pochi giorni dopo la sinistra viene ulteriormente frammentata dalla rottura del patto di alleanza che legava la Cgdl e il Partito socialista, mentre si inaspriscono le polemiche tra la direzione del Psi e i comunisti • Giolitti, tramite il prefetto di Milano Alfredo Lusignoli, contatta Mussolini per sondare la disponibilità dei fascisti a entrare a far parte di un governo sotto la sua presidenza (vedi 8 ottobre) • Italia e Iugoslavia firmano a Santa Margherita Ligure (Genova) un accordo per normalizzare le relazioni diplomatiche (vedi 23 ottobre) • Al teatro San Carlo di Napoli, al termine di una manifestazione alla quale partecipano 40.000 fascisti, Mussolini annuncia l’intenzione di «marciare su Roma» (vedi 24 ottobre) • Il 26 ottobre inizia la marcia su Roma. Colonne fasciste provenienti da tutta Italia convergono sulla capitale, occupando le prefetture e le stazioni ferroviarie. Il centro organizzativo, a Perugia, è diretto da Italo Balbo, Michele Bianchi, Emilio De Bono e Cesare Maria De Vecchi. Mussolini segue gli eventi dalla sede de «Il Popolo d’Italia», a Milano. Il 27 ottobre, Facta predispone un decreto per la proclamazione dello stato d’assedio e presenta le dimissioni del suo governo. Giolitti, convocato al Quirinale per conferire con il sovrano, non riesce a raggiungere la capitale a causa dell’interruzione delle linee ferroviarie. Vittorio Emanuele III non firma lo stato d’assedio e il 29 invita Mussolini a Roma per affidargli l’incarico di costituire il governo; il giorno seguente il capo del fascismo si presenta al Quirinale con la lista dei ministri (che comprende, oltre a 4 fascisti, nazionalisti, popolari, liberali e militari). Il 31 ottobre si insedia il governo presieduto da Benito Mussolini, che il 16 novembre si presenta alla Camera per ottenere la fiducia e chiede che vengano accordati all’esecutivo i pieni poteri per procedere alla riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato • In seguito alla guerra scoppiata tra Grecia e Turchia si apre a Losanna una conferenza internazionale per la revisione del trattato di Sèvres. Mussolini fa il suo esordio sulla scena internazionale nella doppia veste di presidente del consiglio e di ministro degli Esteri (vedi 20 novembre) • La Camera accorda a Mussolini poteri eccezionali con il mandato di «ristabilire l’ordine nel paese» (vedi 25 novembre). Il 3 dicembre entra in vigore la legge che delega al governo i pieni poteri per procedere al riordino del sistema tributario e della pubblica amministrazione • A Mosca, nel corso dei lavori del IV Congresso dell’Internazionale si valuta la situazione italiana e si dispone la costituzione del Partito comunista unificato d’Italia, che prevede la fusione del Psi e del Pcd’I (vedi 4 dicembre). • Istituito il Gran consiglio del fascismo. Nel corso della prima riunione si avanza la proposta di dare vita a uno speciale corpo di polizia, la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (vedi 11 dicembre) • A Torino, in seguito al ferimento di due fascisti, gli squadristi devastano la Camera del lavoro, alcune sedi di circoli di sinistra e la sede di «L’Ordine nuovo» (vedi 18 dicembre). Dopo due giorni di violenze si contano in città 22 morti • Emanato il decreto Oviglio (dal nome del ministro di Grazia e giustizia), con il quale sono amnistiati i reati legati alle violenze squadristiche (vedi 22 dicembre) • Nonostante le condizioni in cui versa l’economia tedesca, la Commissione interalleata per le riparazioni, su richiesta della Francia e contro il parere della delegazione inglese, riconosce la Germania colpevole di inadempienze nel pagamento delle sanzioni di guerra. L’Italia vota a favore della proposta francese (vedi 26 dicembre) • Giovanni Giolitti pubblica le Memorie della mia vita, Grazia Deledda Il Dio dei viventi. • Campionato di calcio vinto dalla Pro Vercelli.

Mercoledì 18 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI