1916
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I padroni d'Italia

Il re d’ Italia è Vittorio Emanuele III

Il presidente del Senato è Giuseppe Manfredi

Il presidente della Camera è Giuseppe Marcora

Il presidente del Consiglio è Antonio Salandra

Il ministro degli Esteri è Giorgio Sidney Sonnino

Il ministro degli Interni è Antonio Salandra

Il ministro di Grazia e giustizia è Vittorio Emanuele Orlando

Il ministro della Marina è Amm. Camillo Corsi

Il ministro della Guerra è Gen. Vittorio Zupelli

Il ministro delle Finanze è Edoardo Daneo

Il ministro del Tesoro è Paolo Carcano

Il ministro dell’ Agricoltura è Giannetto Cavasola

Il ministro della Pubblica istruzione è Pasquale Grippo

Il ministro dei Lavori pubblici è Augusto Ciuffelli

Il ministro delle Poste e telecomunicazioni è Vincenzo Riccio

Il presidente di Confindustria è Ferdinando Bocca

L’ amministratore delegato della Fiat è Giovanni Agnelli

Il presidente del Coni è Carlo Compans de Brichanteau

Il sindaco di Roma è Prospero Colonna

Il sindaco di Milano è Emilio Caldara

Il sindaco di Torino è Secondo Frola

Il sindaco di Torino è Teofilo Rossi

Il sindaco di Firenze è Orazio Bacci

Il sindaco di Napoli è Pasquale del Pezzo (Duca di Caianiello)

Il sindaco di Bologna è Francesco Zanardi

Il sindaco di Palermo è Salvatore Tagliavia

Il sindaco di Genova è Emilio Massone

Il direttore del Corriere della Sera è Luigi Albertini
I padroni del mondo

Il presidente degli Stati Uniti è Thomas Woodrow Wilson

Lo zar di Russia è Nicola II

Il papa è Benedetto XV

Il segretario di stato Vaticano è Pietro Gasparri

Il presidente della Repubblica popolare cinese è Yuan Shikai

Il re di Inghilterra è Giorgio V

Il primo ministro inglese è Herbert Henry Asquith

L’ imperatore austroungarico è Francesco Giuseppe

L’ imperatore della Germania è Guglielmo II

Il primo ministro austroungarico è Karlvon Stürgkh

Il cancelliere tedesco è Theobald von Bethmann Hollweg

Il presidente della Repubblica francese è Raymond Poncaré
  • L'ANNO
    IN DUE MINUTI
  • MESE
    PER MESE
GENNAIO. L’occhio destro di D’Annunzio
È duro il primo inverno di guerra dei soldati italiani trincerati sulle montagne. Fortunatamente gli alpini hanno parecchi muli che, resistentissimi, portano sulle montagne il grosso dei carichi. Quattro velivoli austriaci bombardano Rimini. I danni sono limitati, non ci sono vittime. La nostra contraerea colpisce e affonda un aereo. Il generale Cadorna è contrario alla spedizione in Albania, una posizione che gli ha portato molti nemici nel governo. Gli austriaci, che hanno occupato il Montenegro, sfondano ed entrano nell’Albania settentrionale. D’Annunzio ha perso un occhio. Colpa di un infelice ammaraggio nelle acque di Grado dell’idrovolante su cui volava per una ricognizione, pilotato da Luigi Bologna. Il poeta ha sbattuto la testa contro la mitragliatrice e gli si è staccata la retina dell’occhio destro. Le forze dell’Intesa non riescono a prendere i Dardanelli e lasciano l’area. I russi attaccano in Galizia. Incursione di uno Zeppelin su Parigi. Il conte Mario di Carpegna, Guardia nobile del Papa, fonda l’Associazione Scouts Cattolici Italiani, col permesso del Pontefice. A Milano muore lo scrittore e giornalista Emilio Treves. Aveva 82 anni.
FEBBRAIO. Durazzo addio
• Due aeroplani austriaci bombardano Milano. Hanno fatto alcune vittime. L’Italia risponde subito con un’incursione su Lubiana nella quale si distingue per eroismo il capitano pilota Oreste Salomone che riesce a riportare in Italia il suo velivolo con a bordo le salme di due commilitoni rimasti uccisi durante la battaglia aerea. Le nostre truppe abbandonano Durazzo, che viene occupata dagli austriaci. Un esploratore e cinque cacciatorpediniere austriache arrivate davanti alla costa di Durazzo per bombardarla vengono sorprese dalle navi italiane. Nel giro di pochi minuti i cacciatorpediniere austriaci Triglav e Lika vengono affondati, mentre le altre unità battono in ritirata. Dopo i rovesciamenti di fronte in Albania, Cadorna avvia una campagna di stampa a proprio favore e chiede le dimissioni del ministro della Guerra, Vittorio Zuppelli. A Cortona deraglia un treno che portava a Roma dal Nord i soldati che avevano ottenuto un periodo di licenza. Ventiquattro morti e 80 feriti. La Germania dichiara guerra al Portogallo dopo che nel porto di Lisbona vengono catturate alcune navi tedesche. Le forze tedesche capitolano nel Camerun mentre iniziano la battaglia con i francesi nel Verdun. L’Inghilterra chiama alle armi tutti i celibi. I russi conquistano la città fortificata di Erzurum, in Turchia. A Londra muore il grande scrittore Henry James, aveva 73 anni. Nella neutrale Svizzera, a Zurigo, lo scrittore e regista Hugo Ball ha avviato in una saletta concessa da un oste un cabaret letterario da subito di gran successo. Lo chiamano il Cabaret Voltaire.
MARZO. Vittorio Zuppelli Lascia
• Dopo tre settimane di pressione della stampa, corsa in appoggio del generale Cadorna dopo le delusioni albanesi, Vittorio Zuppelli, il ministro della Guerra, si è dimesso. Il governo ottiene comunque la fiducia alla Camera, con 394 favorevoli e 61 contrari (solo i socialisti e i nazionalisti). Nel Verdun i tedeschi conquistano il forte francese di Douaumont. Gli italiani vanno in aiuto avviando la quinta battaglia dell’Isonzo. Nel conflitto usiamo le automobili blindate preparate dalla Fiat, che però non possono superare i fossati e quindi sono del tutto inutili negli attacchi alle trincee. Più utili le slitte caricate di barili esplosivi e fatte scendere nei fronti alpini per fare esplodere le trincee austriache. Conferenza degli alleati a Parigi per definire una strategia comune. Il Milan batte il Modena 2 a 0 e vince la Coppa Federale, il torneo sostitutivo del campionato. In Cina muore per insufficienza renale Yuan Shih-k’ai, il presidente della Repubblica. Aveva 58 anni.
APRILE. Bombe su Riva del Garda
Un nostro dirigibile bombarda con 40 granate-torpedini le opere, gli impianti ferroviari e gli edifici militari nemici di Riva del Garda. Il governo chiede alla Camera la fiducia sulla politica estera: la ottiene, con 352 favorevoli e 36 contrari (solo i socialisti). Paolo Morrone, generale di Torre Annunziata, 62 anni, è il nuovo ministro della Guerra. La Banca commerciale italiana dona allo Stato la statua della Niobide, del quinto secolo avanti Cristo, che aveva ritrovato nel 1909 durante dei lavori in un terreno di proprietà della banca negli Orti sallustiani. Il conflitto prosegue. Successo dei turchi in Mesopotamia, dove hanno sconfitto le truppe inglesi guidate dal generale Townshend e hanno occupato Kut al-’Amara, a sud di Baghdad. Rivolta di Pasqua in Irlanda: i repubblicani irlandesi puntano ad ottenere l’indipendenza dal Regno Unito con la forza. Il governo risponde istituendo la legge marziale. Dopo sei giorni la rivolta è sedata.
MAGGIO. La punizione austriaca
• Gli austriaci avviano la Strafexpedition, la spedizione punitiva contro gli italiani in Trentino. Il maresciallo Franz Conrad von Hötzendorf avanza con 14 armate per oltre 20 km oltre il confine italiano. Le truppe occupano Asiago. L’irredentista trentino Damiano Chiesa, caduto prigioniero degli austriaci, viene fucilato a Trento come disertore. Per evitare la stessa sorte il sottotenente triestino Carlo Stuparich si uccide. Cadorna decide la formazione di un’armata di riserva e richiama in Italia due divisioni da Albania e Libia per impedire che all’esercito austriaco riesca lo sfondamento delle linee italiane in Trentino e l’aggiramento del fronte dell’Isonzo. La fase è drammatica. Il ministro della Guerra, Paolo Morrone, informa il governo che nel caso di un attacco austriaco sull’Isonzo l’esercito sarebbe costretto a ritirarsi fin sulla linea del Piave. Alcuni ministri chiedono le dimissioni di Cadorna. Salandra propone la costituzione di un governo di unità nazionale; il socialista riformista Leonida Bissolati è invitato a far parte del ministero. In Val Camonica una valanga travolge una caserma. Muoiono settanta soldati. A Berlino grandi proteste contro la guerra. Arrestato tra i manifestanti anche il deputato Karl Liebknecht. L’Inghilterra approva il progetto di legge sulla coscrizione obbligatoria. Accordo tra Francia e Gran Bretagna per la spartizione del Medio Oriente: lo hanno firmato, in gran segreto, l’inglese Sir Mark Sykes e il francese François Georges-Picot. I francesi potranno gestire la Siria, Londra l’Iraq.
GIUGNO. Il governo Boselli
• Il primo ministro Salandra si dimette, rovesciato da deputati interventisti, liberali giolittiani e opposizioni socialiste. Al voto di fiducia i contrari sono 197, i favorevoli 158. Il Re incarica di costituire un nuovo governo Paolo Boselli, che mantiene Morrone come ministro della Guerra, Sonnino agli Esteri, Corsi alla Marina, mentre agli interni Vito Emanuele Orlando prende il posto di Salandra. Nel nuovo governo sono coinvolti liberali conservatori e moderati, la sinistra costituzionale, i radicali, i socialriformisti, i repubblicani e il cattolico Filippo Meda, che partecipa a titolo personale. Intanto le nostre truppe contrattaccano sugli Altipiani. Gli austriaci contavano di riuscire a dilagare nella pianura arrivando a Vicenza e Verona, ma si sono fermati sull’Altopiano dei Sette Comuni. Il bilancio degli scontri sono 140 mila tra morti e feriti sul fronte italiano, 80 mila su quello austriaco. Il barone Franchetti dona la Ca’ D’Oro di Venezia allo Stato. Per la prima volta viene adottata l’ora legale. Gli italiani regolano gli orologi un’ora avanti. Questo orario resterà in vigore fino al 30 settembre. Finisce la battaglia dello Jutland: la flotta inglese riconferma la sua superiorità su quella tedesca. Seconda battaglia di Ypres. Offensiva degli austriaci in Galizia. Lord Kitchener, ministro della Guerra inglese, muore nell’affondamento dell’incrociatore Hampshire, finito su una mina. Lo sceriffo della Mecca proclama l’indipendenza degli arabi dalla dominazione ottomana.
LUGLIO. Impiccato Battisti
• Seppure con difficoltà, la difesa italiana regge l’urto dell’offensiva austriaca e, riorganizzate le forze, passa al contrattacco riconquistando quasi tutte le posizioni perse in precedenza. Inizia la battaglia delle Somme. Nel castello del Buonconsiglio di Trento vengono impiccati Cesare Battisti e Fabio Filzi. Battisti è stato deputato del Trentino al Parlamento di Vienna ed è stato un grande assertore dell’italianità degli irredenti. Allo scoppio del conflitto era venuto in Italia arruolandosi da volontario per battersi per l’italianità. Lo hanno catturato il 10 luglio sul monte Corno, durante la battaglia degli Altipiani. È stato processato per diserzione da una corte marziale austraica. Mentre lo portavano verso il patibolo la folla lo ha riempito di sputi e insulti. Al posto della divisa militare gli hanno fatto indossare vestiti di stoffa ruvida. Crollano delle gallerie nelle miniere di Cozzo Disi-Serralonga, a causa delle emissioni di idrogeno solforato. Muoiono 89 solfatari. A Pietrogrado la Duma approva la legge che accorda i diritti civili ai contadini. Migliaia di americani si riversano sulla costa del New Jersey. Non si erano mai visti tanti bagnanti, e molte donne esibiscono i primi costumi moderni provocando lo sdegno dei moralisti. Ad Atlantic City, una di loro viene assalita dalla folla inferocita.
AGOSTO. L’Italia perde Boccioni e Gozzano
Un mese terribile per l’arte italiana. Sono morti il pittore Umberto Boccioni e il poeta Guido Gozzano. Boccioni, 34enne e arruolato come soldato, era a cavallo a Chievo, un sobborgo di Verona, quando un camion ha spaventato la bestia, che si è imbizzarita scaraventando a terra il cavaliere. La caduta è stata mortale. Gozzano, 33 anni, era malato da tempo ai polmoni. È morto nella sua villa ad Agliè Canavese. Stava lavorando alla sceneggiatura di un film su Francesco d’Assisi. L’Italia dichiara guerra anche alla Germania. Inizia la sesta battaglia dell’Isonzo. Stavolta è un successo. Il 9 le truppe italiane conquistano Gorizia, dopo avere preso le importanti posizioni dei monti Sabotino e San Michele. Atti di eroismo nelle trincee. Il più celebrato è Enrico Toti, bersagliere romano che si era arruolato malgrado avesse perso la gamba sinistra in un incidente avvenuto quando lavorava come ferroviere. Aveva imparato a sparare stringendo il calcio del fucile sotto l’ascella destra e sostenendosi con la sinistra sulla gruccia. Il 6 agosto, ferito tre volte durante un assalto, ha lanciato la stampella contro il nemico in fuga ed è morto. Appassionato di bicicletta aveva pedalato, con una gamba sola, fino in Lapponia e, in un altro viaggio, fino in Egitto. A Pola viene impiccato Nazario Sauro, irredentista istriano catturato a bordo di un sommergibile. Affondata per un atto di sabotaggio nel porto militare di Taranto la corazzata Leonardo da Vinci: 270 morti. I russi tornano all’attacco sui Carpazi e i francesi attaccano nelle Somme. L’Italia dichiara formalmente guerra alla Germania. La Romania si schiera a fianco dell’Intesa e dichiara guerra all’Austria-Ungheria. Il governo rumeno ha esitato a lungo, ora spera di annettersi la Transilvania, la Bucovina e il Banato a spese degli austriaci. I tedeschi hano affidato la guida dell’esercito a Paul von Hindenburg. Intanto i tedeschi stanno innervosendo sempre di più gli Stati Uniti, infuriati per l’affondamento del piroscafo Sussex.
SETTEMBRE. Bombe italiane su Trieste
• Incursione degli italiani e dei francesi sull’Arsenale del Lloyd di Trieste di 22 bombardieri “Caproni” scortati da Nieuport da caccia. Scaricano 172 bombe, per 5 tonnellate di peso totale. Colpiscono navi e impianti ferroviarie, provocano diversi incendi. Molte vittime tra i civili. Inizia la settima battaglia dell’Isonzo. Cadorna punta a irrompere sull’altura di Fajiti in direzione del monte Trstelj per poi attaccare Trieste. Ma le cose non vanno tanto bene: dopo cinque giorni di scontri siamo riusciti solo a conquistare alcune trincee e una piazzaforte presso Merna. Dalla nostra parte le perdite ammontano a 17.500 unità, 15 mila le perdite austriache. La Bulgaria dichiara guerra alla Romania. Gli inglesi occupano Dar es-Salaam, mentre nella battaglia delle Somme fanno debuttare i carri armati. Li chiamano “dreadnought” terrestri. Uno scrittore dice che sembrano l’incrocio tra una balena e uno dei grandi sauri dell’età antidiluviana.  I tedeschi rinnovano gli Zeppelin, ora lunghi oltre 200 metri e capaci di volare a 80 chilometri all’ora e di caricare dodici quintali di bombe. Venizelos forma a Salonicco un governo favorevole all’Intesa. La città si riempie di truppe alleate. Anche di molti italiani. Negli Stati Uniti vanno molto di moda le innovative Keds, scarpe innovative con la suola in gomma prodotte dalla Us Robber Co. Le definiscono «scarpe da ginnastica».
OTTOBRE. Accordi segreti sulla Turchia
• Gira voce che ci sia un accordo segreto firmato tra Regno Unito, Francia e Russia per la spartizione dell’Impero ottomano. Il governo italiano, informato della cosa, avvia immediatamente trattative diplomatiche per il riconoscimento all’Italia di adeguati compensi territoriali in Asia minore. Il patto di Londra ci assegnerebbe le aree di Smirne e Adana. Cadorna attacca di nuovo sull’Isonzo (è l’ottava battaglia) secondo la sua nuova strategia delle “spallate”: offensive rapide e potenti per fiaccare gli avversari. Lo scontro sul Carso dura tre giorni. Si conclude con 24.500 perdite tra i nostri e 40.500 tra gli austriaci. Abbiamo guadagnato qualche centinaio di metri portandoci a pochi chilometri dalle difese austriache di Trieste. Nei cinema esce Cenere, il film girato da Febo Mari tratto da un romanzo di Grazia Deledda con la straordinaria interpretazione di Eleonora Duse. Le forze dell’Intesa occupano Atene. Gli inglesi e i francesi riconoscono il governo formato da Venizelos a Salonicco. Nel ristorante dell’hotel viennese Meißl und Schadn, Friedrich Adler, il figlio del capo del presidente del partito socialista Victor Adler, uccide il presidente del consiglio conte Karl von Stürgkh. Le truppe francesi riconquistano il forte di Douaumont, nel Verdun. Uno Zeppelin che volava su Londra per bombardarla viene abbattuto e precipita al suolo come un’immensa stella cadente tra l’entusiasmo della popolazione.
NOVEMBRE. «Francesco Giuseppe ha finalmente tirato le cuoia»
• Altra “spallata” sull’Isonzo. È la nona battaglia, riusciamo ad avanzare di 5 chilometri oltre il Vallone. Gli austriaci hanno perso però l’imperatore, Francesco Giuseppe, morto a 86 anni. Quando firmò controvoglia la dichiarazione di guerra alla Serbia avvertì i suoi diplomatici: «La Guerra, Lor signori non sanno cos’è la guerra! Io lo so...». Gli succede il pronipote Carlo Francesco Giuseppe d’Asburgo, 29enne famoso per la sua profonda religiosità, che assume il titolo d’imperatore d’Austria con il nome di Carlo I e di re d’Ungheria con il nome di Carlo IV. Sul Popolo d’Italia, Mussolini titola a tutta pagina: «Francesco Giuseppe ha finalmente tirato le cuoia». Gli imperi Centrali proclamano la costituzione del regno di Polonia, posto sotto la protezione tedesca. Il democratico Woodrow Wilson rieletto presidente degli Stati Uniti con lo slogan «He kept us out of war» («Ci ha tenuti fuori dalla guerra). Ha battuto il candidato repubblicano Charles Evans Hughes con uno scarto ridottissimo in molti Stati. Gravi disordini ad Atene, dove si scontrano la popolazione e gli anglo-francesi.
DICEMBRE. I tedeschi cercano la pace
La nave da battaglia Regina Margherita urta due mine e naufraga al largo di Valona, in Albania. Muoiono 671 marinai. L’esercito ha deciso di modificare dal prossimo primo gennaio la razione giornaliera dei fanti: ai 120 grammi di castagne o mandorle o noci o nocciole (col guscio) o formaggio, 40 grammi di olive e sardelle o aringhe e 200 grammi di mele fresche, si aggiungono 8 grammi di caffè tostato e 10 di zucchero. L’offensiva dei rumeni era partita bene, ma presto si è rivelata debolissima. Attaccata dai bulgari in Dobrugia e dagli austro-ungarici in Transilvania, lasciata senza soccorsi, la Romania cede quasi subito, e il 6 dicembre i tedeschi occupano Bucarest. Ma i tedeschi cercano la pace. Inviano ai paesi neutrali e al Papa una nota nella quale scrivono di essere pronti ad aprire una trattativa di Pace. L’Intesa respinge la loro proposta. Anche il presidente americano Wilson cerca di arrivare a una soluzione del conflitto. Indirizza una nota a tutti i paesi belligeranti: chiede di dichiarare i rispettivi scopi di guerra e le condizioni in base alle quali potrebbe aver luogo la pace. La Germania e l’Austria-Ungheria rispondono proponendo un incontro tra i delegati degli stati belligeranti in una località neutrale. Intanto i francesi cambiano la guida dell’esercito, affidandola a Robert Nivelle al posto di Joffre. A Pietrogrado viene ucciso il monaco Grigorij Rasputin, il controverso mistico degli Zar. I governi alleati contro gli Imperi Centrali dichiarano di non ritenere opportuno aprire i negoziati di pace sulle basi proposte.
A Verdun, grande offensiva dell’esercito tedesco che bombarda le fortificazioni francesi, senza però riuscire a sfondarle (vedi 21 febbraio). La battaglia si protrae fino al 2 settembre causando in tutto circa 700.000 morti • Catturate alcune navi tedesche nel porto di Lisbona. La Germania dichiara guerra al Portogallo (vedi 9 marzo) • Quinta offensiva italiana sull’Isonzo (vedi 11 marzo) • Si apre a Kienthal (Svizzera) la lI Conferenza internazionale socialista, dedicata al problema della pace: Lenin, che considera definitivamente conclusa l’esperienza della II Internazionale e vede la guerra come occasione per dare vita a moti rivoluzionari, incontra un seguito maggiore rispetto alla conferenza di Zimmerwald (vedi 24 aprile) • Ha inizio sull’altopiano di Asiago la Strafexpedition (spedizione punitiva) con cui l’esercito austriaco tenta lo sfondamento delle linee italiane in Trentino per scendere nella pianura veneta e aggirare il fronte dell’Isonzo (vedi 14 maggio) • L’irredentista trentino Damiano Chiesa, caduto prigioniero degli austriaci, fucilato a Trento come disertore (vedi 19 maggio) • Salandra propone la costituzione di un governo di unità nazionale; il socialista riformista Leonida Bissolati è invitato a far parte del ministero (vedi 20 maggio) • Il ministro della Guerra Paolo Morrone informa il governo che, nel caso di un attacco austriaco sull’Isonzo, l’esercito sarebbe costretto a ritirarsi fin sulla linea del Piave. Alcuni ministri chiedono le dimissioni di Cadorna (vedi 29 maggio) • Sul fronte orientale i russi costringono l’esercito austro-ungarico a una precipitosa ritirata (vedi 4 giugno) • S’insedia il governo presieduto da Paolo Boselli (vedi 18 giugno). Otto giorni prima il ministero Salandra era stato rovesciato da deputati interventisti, liberali giolittiani e opposizioni socialiste. Nel nuovo governo sono coinvolti liberali conservatori e moderati, la sinistra costituzionale, i radicali, i socialriformisti, i repubblicani e il cattolico Filippo Meda, che partecipa a titolo personale • Seppure con difficoltà, la difesa italiana regge l’urto dell’offensiva austriaca e, riorganizzate le forze, passa al contrattacco riconquistando quasi tutte le posizioni perse in precedenza (vedi 00 luglio) •Gli inglesi lanciano un’offensiva sulla Somme. Per la prima volta si usano in guerra i carri armati (vedi 10 luglio) • Gli irredentisti triestini Cesare Battisti e Fabio Filzi, caduti prigionieri degli austriaci, impiccati a Trento come disertori (vedi 12 luglio) • In seguito all’affondamento del piroscafo Sussex gli Stati Uniti ingiungono nuovamente alla Germania di sospendere la guerra sottomarina e decidono il rafforzamento della loro flotta da guerra (vedi 00 agosto) • Sesta offensiva italiana sull’Isonzo (vedi 4 agosto). L’esercito italiano conquista le importanti posizioni dei monti Sabotino e San Michele (vedi 6 agosto) e entra a Gorizia (vedi 9 agosto). Tra settembre e novembre Cadorna ordina nuovamente l’attacco, lanciando la settima, l’ottava e la nona battaglia dell’Isonzo, che non producono però nessun risultato significativo • L’irredentista istriano Nazario Sauro, comandante di un sommergibile italiano catturato nel Quarnaro, impiccato a Pola (vedi 10 agosto) • L’Italia dichiara guerra alla Germania. La Romania dichiara guerra all’Austria (vedi 27 agosto) • Il governo italiano, informato di un accordo tra Regno Unito, Francia e Russia per la spartizione dell’Impero ottomano, avvia immediatamente trattative diplomatiche per il riconoscimento all’Italia di adeguati compensi territoriali in Asia minore (vedi 5 ottobre) • Muore a Vienna l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe. Gli succede il pronipote Carlo I (vedi 21 novembre) • Muore a Roma il compositore Francesco Paolo Tosti (vedi 2 dicembre) • Muoiono a Torino Guido Gozzano, a Verona Umberto Boccioni • Fondato il quindicinale «L’Italia futurista» • Escono le novelle Il fanciullo nascosto di Grazia Deledda • Giuseppe Ungaretti, tornato da Parigi e partito per il fronte, pubblica la sua prima raccolta di versi, Il porto sepolto, che esce in soli 80 esemplari • Luigi Pirandello firma i testi teatrali Liolà e Pensaci Giacomino • Ettore Petrolini rappresenta Ti è piaciuto?! • Esce il Manifesto della cinematografia futurista, firmato da Filippo Tommaso Marinetti • Febo Mari dirige il film Cenere, tratto dal romanzo di Grazia Deledda e interpretato da Eleonora Duse • Giorgio De Chirico dipinge Le muse inquietanti, Giorgio Morandi Natura morta con fruttiera, Amedeo Modigliani (a Parigi) Ritratto di Léopold Zborowski • Giacomo Mattè-Trucco progetta il complesso del Lingotto della Fiat a Torino.