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1915
I padroni d'Italia

Il Re è Vittorio Emanuele III

Il Presidente del Senato è Giuseppe Manfredi

Il Presidente della Camera è Giuseppe Marcora

Il Presidente del Consiglio è Antonio Salandra

Il Ministro degli Interni è Antonio Salandra

Il Ministro degli Esteri è Giorgio Sidney Sonnino

Il Ministro di Giustizia e affari di culto è Vittorio Emanuele Orlando

Il Ministro delle Finanze è Edoardo Daneo

Il Ministro del Tesoro è Paolo Carcano

Il Ministro della Guerra è Vittorio Zupelli

Il Ministro della Marina è Leone Viale

Il Ministro dell’ Istruzione pubblica è Pasquale Grippo

Il Ministro dei Lavori Pubblici è Augusto Ciuffelli

Il Ministro dell’ Agricoltura è Giannetto Cavasola

Il Ministro di Turismo e spettacolo è Ferdinando Martini (senza portafoglio)

Il Direttore generale della Banca d’Italia è Bonaldo Stringher

Il Presidente della Fiat è Alessandro Marangoni

L’ Amministratore delegato della Fiat è Giovanni Agnelli
I padroni del mondo

Il Papa è Benedetto XV

L’ Imperatore dell’ Impero austro-ungarico è Francesco Giuseppe I

Il Presidente del Federal Reserve System è Charles Hamlin

Il Re del Regno Unito è Giorgio V

Il Premier del Regno Unito è Herbert Henry Asquith

Il Presidente del Consiglio dei ministri francese è René Viviani

Il Presidente della Repubblica francese è Raymond Poincaré

Lo Zar di Russia è Nicola II

Il Re di Prussia è Guglielmo II

Il Cancelliere di Prussia è Theobald von Bethmann-Hollweg

Il Kaiser dell’ Impero tedesco è Guglielmo II

Il Cancelliere dell’ Impero tedesco è Theobald von Bethmann-Hollweg

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Thomas Woodrow Wilson

Il Re di Spagna è Alfonso XIII
  • L'ANNO
    IN DUE MINUTI
  • MESE
    PER MESE
GENNAIO. Scosse d’Abruzzo
Una forte scossa di terremoto colpisce l’Italia centrale. Avezzano e la Marsica, in Abruzzo, sono le città più danneggiate. I morti sono 30 mila. Quando il re arriva in visita nelle zone disastrate si trova davanti a uno spettacolo terrificante. Migliaia di persone hanno perso la casa e sono per strada, al freddo. Secondo gli scienziati questo sisma è stato molto peggio di quello di Messina del 1908 e se ci sono meno vittime è solo perché questa zona è meno abitata. I ritardi nei soccorsi sollevano le proteste dell’opposizione, i socialisti dicono che è la conferma dell’incapacità del governo. In tutt’Italia si organizzano le collette per i superstiti. Nel frattempo metà della popolazione del mondo è in guerra e Giolitti deve difendere la sua linea interventista. «Potrebbe essere, e non apparirebbe improbabile, che, nelle attuali condizioni dell’Europa, parecchio possa ottenersi senza una guerra; ma su questo, chi non è al Governo, non ha elementi per un giudizio completo» scrive l’ex presidente del Consiglio in una lettera inviata alla Tribuna. Per cautela il governo ha comunque creato il corpo separato dell’aviazione militare. Il dazio sul pane e sui cereali è stato eliminato in seguito alle proteste nelle piazze di tutt’Italia. A Milano si riuniscono i fasci d’azione rivoluzionaria. Sono stati fondati a dicembre, è il loro primo congresso. Il piroscafo Varese urta una mina e affonda nelle acque di Pola: un solo superstite. Il mare è pieno di mine, usate soprattutto dai tedeschi e dagli austriaci. A cinque mesi dall’inizio del conflitto non si vedono vie d’uscita. Chi prevedeva una guerra rapida deve ricredersi. ll Belgio e parte della Francia sono occupati dalle truppe tedesche. Il conflitto non si combatte tanto in campo aperto, ma nelle trincee, e da una parte all’altra si cerca di minare le trincee dei nemici. Partecipa anche un gruppo di italiani, 2 mila uomini guidati da Peppino Garibaldi, che combattono accanto ai francesi da volontari. Bruno, uno dei fratelli Garibaldi, muore in battaglia. Gli inglesi hanno strappato una vittoria importante sui tedeschi in una battaglia navale a Dogger Bank, nel Mare del Nord. C’è aria di guerra anche in Asia. Il Giappone lancia un ultimatum alla Cina: chiede 21 condizioni per evitare il conflitto, comprese l’annessione della Manciuria e della Mongolia nella sfera di interesse giapponese e il sostanziale controllo dell’economia cinese.
FEBBRAIO. Trattative all’inglese
Interventisti e neutralisti continuano a discutere, e in molte città si assiste allo scontro tra le due fazioni. A sorpresa, la Stampa, il giornale della Fiat, si è schierato con i neutralisti. Il Resto del Carlino, invece, appoggia gli interventisti. Altra lettera di Giolitti alla Tribuna. Stavolta lo statista scrive che trattando con l’Austria si potrebbero avere parecchi vantaggi. Il governo tratta invece con l’Intesa e si dice abbia già firmato un patto di reciproco appoggio con la Romania nel caso di un’entrata in guerra. Il capo di Stato maggiore Luigi Cadorna, stanco di tanta incertezza, si dimette. Ma il re lo convince a restare. Tragedia in provincia di Cuneo: un baraccamento di operai a San Dalmazzo di Tenda è stato travolto da una valanga, i morti sono 50. L’offensiva dei tedeschi prosegue con successo. Hanno dichiarato zone di guerra le acque attorno alla Gran Bretagna e lì con i sottomarini colpiscono navi militari ma anche quelle civili. Un giorno hanno affondato 5 mercantili inglesi in 5 minuti. L’obiettivo, è evidente, è isolare completamente gli inglesi. Russi e tedeschi si combattono attorno ai laghi Masuri, con i tedeschiche hanno preso la città polacca Augustow. Mentre in Francia sempre i tedeschi devono difendersi dalle truppe transalpine decise a riprendersi lo Champagne. Francesi e inglesi sono molto attivi nello stretto dei Dardanelli: vogliono arrivare fino a Costantinopoli, che nel frattempo bombardano. I turchi, terrorizzati, scappano in Asia prendendo d’assalto i piroscafi che collegano le due sponde del Bosforo.
MARZO. Gli austriaci chiedono di riaprire le trattative
Gli austriaci si stanno iniziando a preoccupare delle strategie italiane. Chiedono di riaprire le trattative, sembrano disposti a cedere il Trentino, o almeno il Tirolo. L’Inghilterra invece sembra pronta a lasciarci non solo il Trentino, ma anche l’Alto Adige, Trieste, Gorizia, l’Istria e la Dalmazia. Dice Cadorna che per la fine di aprile il nostro esercito sarà pronto a combattere, se ce ne sarà bisogno. Presto avremo a disposizione anche due motoscafi siluranti, che sono già stati varati a Venezia, davanti al capo della Marina, Paolo Thaon di Ravel. Anche il governo si sta organizzando: con il decreto 313 ha bloccato le notizie che riguardano le forze armate, poi ha imposto il divieto di manifestazioni pubbliche. Difatti a una manifestazione milanese della sinistra neutralista vengono arrestate 236 persone. In un’altra zona di Milano, ad arringare la folla interventista c’era anche l’ex direttore dell’Avanti, Benito Mussolini. Al teatro alla Scala di Milano va in scena Fedra di Ildebrando Pizzetti, adattato da Gabriele D’Annunzio a partire dalla sua tragedia omonima. Corlaita ha vinto la Milano-Sanremo. Inghilterra e Francia non riescono a prendere i Dardanelli. I tedeschi li sconfiggono e fanno 100 mila prigionieri. Le corazzate inglesi Irresistible e Ocean sono saltate in aria passando sopra delle mine messe in acqua dai turchi. I russi conquistano la fortezza di Przemysl, nei Carpazi.I prigionieri austriaci sono oltre 100 mila, compresi 19 generali e 2.600 ufficiali. Nello Champagne i francesi sperimentano il filo di ferro a punte, una nuova invenzione americana che ha l’obiettivo di fare indugiare il nemico ed esporlo al fuoco. Costituita a Milano da Gianni Caproni la società Caproni, attiva nell’industria aeronautica.
APRILE. Il patto di Londra
Si dice che ormai il patto con gli inglesi sia stato firmato e che il negoziato con l’Austria sia stato interrotto. Dalle trattative londinesi i nostri diplomatici avrebbero strappato all’Intesa molte concessioni: il Trentino e il Tirolo cisalpino fino al Brennero (abitato da popolazione tedesca), ma anche Trieste, Gorizia, l’Istria, gran parte della Dalmazia, il protettorato sull’Albania e il possesso sulla città di Valona, quindi le isole del Dodecaneso, il bacino carbonifero di Adalia, in Asia Minore, e alcuni possedimenti coloniali nell’Africa tedesca. In cambio ci chiedono di entrare in guerra entro un mese. Le manifestazioni degli interventisti a Roma e Milano si fanno sempre più numerose e intense. Mussolini e Marinetti sono stati arrestati. Il governo approva la norma che esonera dall’eventuale partecipazione al conflitto chi lavora da almeno un mese in una fabbrica che produce materiale bellico. La guerra è a un passo da noi. Al largo di Santa Maria di Leuca, il sommergibile austriaco U5 silura l’incrociatore francese Léon Gambetta, con l’equipaggio che stava riposando. Si salvano solo 138 uomini su 725. Il comandante Deperierè si rifiuta di salire sulle scialuppe: rimane a bordo e si uccide con un colpo alla testa. I francesi attaccano nella regione della Woevre. Nella regione di Ypres i tedeschi attaccano con i gas asfissianti, vietati dalle convenzioni internazionali: le loro truppe vengono precedute da una nube di gas giallo-verdastro, fatta di cloro, che uccide 10 mila soldati, compresi molti fanti tedeschi colpiti dal gas di ritorno. I comandi alleati si dotano di maschere antigas per evitare simili sorprese. Sempre i tedeschi trasformano il Parlamento di Bruxelles in un dormitorio per le truppe. Un’altra umiliazione per i belgi. Prima rappresentazione al teatro Manzoni di Milano di La ragione degli altri di Pirandello.
MAGGIO. In guerra
Siamo in guerra. Il 23 è stata consegnata agli austriaci la dichiarazione di guerra approvata dal consiglio dei ministri. Il 24 le truppeitaliane varcano il confine orientale in direzione del fiume Isonzo.Ha detto il re agli italiani in festa affacciandosi dal balcone del Quirinale: «L’Italia oggi è in guerra contro la sua secolare nemica: L’Austria». Nelle ultime settimane prima del conflitto le manifestazioni interventiste si erano moltiplicate in tutto il Paese. A guidare gli interventisti – pieni di studenti entusiasti − ci sono Benito Mussolini e Filippo Corridoni. La poetica del conflitto è affidata a Gabriele D’Annunzio che definisce questi giorni «le radiose giornate di maggio». Il 19 maggio, a Milano, 50 mila italiani chiedevano di avviare le ostilità. L’8 la Camera aveva votato contro il conflitto, e allora il re si era dichiarato pronto ad abdicare e il governo era pronto a dimettersi. Dopo 10 giorni di trattative il re ha convinto il Parlamento a concedere pieni poteri all’esecutivo. Il più deluso èGiolitti, che fino all’ultimo ha tentato di riaprire i negoziati con l’Austria. Attaccato dagli interventisti («il mestatore di Dronero» lo chiama D’Annunzio) ha incassato la solidarietà di 320 deputati e 100 senatori che gli hanno portato il loro biglietto da visita a casa. Con l’inizio delle ostilità il governo fa passare il regio decreto 675, checensura la stampa «pregiudizievole ai supremi interessi nazionali» e impone la diffusione dei soli comunicati ufficiali per alcuni argomenti legati al conflitto. Il Genoa vince lo scudetto. Un sottomarino tedesco colpisce il transatlantico Lusitania, di ritorno dagli Stati Uniti, nelle acque irlandesi. Muoiono 1.200 persone. «La strage degli innocenti» titola la Domenica del Corriere. L’opinione pubblica americana è sempre più anti-tedesca. I francesi attaccano con successo i tedeschi nell’Artois e nel Beausejour. Nello Champagne i tedeschi allagano di petrolio una trincea francese e poi le danno fuoco. Il governo cinese alla fine accetta l’ultimatum giapponese: è qualcosa di simile a una resa incondizionata.
GIUGNO. All’attacco sull’Isonzo
La prima offensiva sull’Isonzo ha inizio. Al fronte schieriamo 250 mila effettivi, 15 divisioni di fanteria, due gruppi alpini e due divisioni di cavalleria. Gli austriaci hanno 115 mila uomini. La fanteria italiana attacca frontalmente la linea nemica, disposta in posizione favorevole sulle colline e sulle montagne lungo la riva sinistra del fiume. A Vicenza apre una delle prime Case del soldato, dove i militari possono riposarsi durante le licenze. I soldati al fronte avranno bisogno di consulenza spirituale. A questo scopo sono stati istituiti i Vescovi da campo, equiparati a dei maggiori generali. Un comunicato dell’Agenzia Stefani: «Tra le nostre truppe combattenti viene diffusa ad arte la notizia di un terremoto che avrebbe colpito in questi giorni la Calabria, producendo danni pari a quelli del 1908. La notizia è assolutamente falsa e rappresenta soltanto un misero espediente del nemico». Il Tesoro riesce a farsi concedere dagli inglesi un prestito di 60 milioni di sterline (più o meno 1,25 miliardi di lire), rateato settimanalmente fino al 31 dicembre 1915, contro una rimessa d’oro pari solo a 1/6 del credito; i restanti 5/6 dovevano essere coperti con Buoni del Tesoro Italiano. L’oro sarà restituito all’Italia dopo il rimborso delle anticipazioni. Il prestito è nell’ambito di un più generale piano di assistenza economica reciproca tra le nazioni alleate definito a Parigi, che prevede anche il coordinamento delle principali produzioni belliche e la definizione di piani di razionamento per i vari beni. Offensiva dei tedeschi, cheattaccano con i dirigibili Zeppelin contro Londra, mentre strappano ai russi la fortezza di Przemysl. Riescono anche ad occupare Leopoli. I francesi invece prendono l’Artois.
LUGLIO. In cerca di fondi
La battaglia dell’Isonzo si è conclusa senza grandi risultati, né per noi né per gli austriaci. Abbiamo avuto circa 2 mila morti, loro mille. Il 18 inizia la seconda offensiva. L’obiettivo è conquistare Monte San Michele, sul Carso, preziosissimo in chiave strategica. Le battaglie sono quotidiane e sono continui i capovolgimenti di fronte. Per coprire le spese di guerra la Banca d’Italia emette un prestito nazionale da 1 miliardo di lire. I 60 milioni di sterline incassati il mese scorso dall’Inghilterra si sono rapidamente rivelati insufficienti. Nel frattempo, come previsto dal patto di Londra, l’Italia dichiara guerra alla Turchia. I tedeschi capitolano nel Sud Ovest dell’Africa, dove le truppe alemanne si arrendono al generale sudafricano Louis Botha. In Europa invece i tedeschi ottengono più di un successo. Sul fronte orientale lanciano un vasta offensiva e nell’arco di un mese conquistano la Polonia e la Lituania, facendo quasi un milione di prigionieri. L’esercito russo sembra ormai allo sbando. Lo zar Nicola II ne prende il controllo diretto. I fratelli Perrone, proprietari dell’Ansaldo e del Secolo XIX di Genova, acquistano il Messaggero di Roma.
AGOSTO. Mussolini arruolato e l’impresa di D’Annunzio
Anche Benito Mussolini, che è stato tra i leader degli interventisti, si arruola nell’esercito. Andrà a combattere sull’Isonzo negli ultimi giorni della seconda battaglia con gli austriaci. I nostri nemici si confermano anche molto scorretti. Hanno mitragliato dal cielo anche una nostra colonna di feriti che si stava dirigendo verso l’ospedale da campo. Anche il poeta dei nostri interventisti è tutt’altro che inattivo. Gabriele D’Annunzio infatti ha pilotato il suo aereo sopra Trieste e da lì ha lanciato manifestini di propaganda anti-austriaca: «Coraggio e Costanza! La fine del vostro martirio è prossima. Dall’alto di queste ali italiane a voi getto per pegno questo messaggio e il mio cuore». Dal velivolo del poeta piove pure qualche bomba destinata a far saltare per aria l’arsenale austriaco. Intanto il governo approva un decreto che riorganizza l’attività lavorativa nelle industrie rilevanti per lo sforzo bellico. La seconda battaglia dell’Isonzo si conclude il 3 agosto, anche perché eravamo ormai a corto di munizioni. Abbiamo avuto 10 mila perdite tra morti e dispersi. Abbiamo guadagnato terreno, ma il Monte San Michele non siamo riusciti a conquistarlo. Si combatte, ma si continua anche a trattare. Il ministro degli Esteri, Sidney Sonnino, accetta che venga promessa alla Serbia la cessione della parte della Dalmazia non rivendicata dall’Italia. I tedeschi continuano a espandersi verso Est e occupano Varsavia. Grandi battaglie a Ariburnu e Anafarta, nella provincia turca di Gallipoli.
SETTEMBRE. Imprese in guerra
Per effetto del decreto del governo, la Fiat diventa uno degli stabilimenti ausiliari per lo sforzo bellico nazionale. All’interno della fabbrica vigono le regole di guerra. L’integrazione dell’attività della nostra industria con quella degli alleati è sempre più forte. Sul lago di Como c’è una conferenza italo-francese per discutere di come coordinare al meglio le nostre imprese. Il governo è costretto a varare anche misure di austerità per affrontare l’aumento delle spese militari. Nuova impresa di D’Annunzio: il poeta stavolta vola su Trento e lancia sulla città cento copie di un vibrante messaggio inneggiante all’italianità di quei territori. La guerra però non procede bene. La truppe tedesche conquistano Grodno e Vilna. mentre i bulgari hanno annunciato la loro alleanza con le truppe Centrali e con la Turchia. Proprio i turchi subiscono però una brutta sconfitta ad opera degli inglesi a a Kut al-Amara, in Mesopotamia. I tedeschi conquistano la città di Vilna. I francesi assieme agli inglesi avviano un’offensiva su Champagne e Artois. Curioso quello che sta succedendo in Svizzera, a Zimmerwald, dove la conferenza internazionale socialista s’impegna a propagandare la «pace senza indennità e senza annessioni». Nel corso dei lavori il bolscevico Lenin propone di trasformare la guerra imperialista in guerra civile rivoluzionaria.
OTTOBRE. Il cannone per l’Isonzo
È l’ora di far scattare una nuova offensiva sull’Isonzo. Stavolta l’esercito italiano può schierare un nuovo cannone da 305 millimetri. Scrive la Domenica del Corriere: «È il cannone più possente della nostra artiglieria, il più formidabile nemico delle posizione austriache, il più fido amico dei nostri soldati». Cadorna dice che l’artiglieria avrà un ruolo chiave e ha ottenuto 1.372 cannoni in appoggio ai 338 battaglioni e i 130 squadroni di cavalleria. L’obiettivo è di nuovo il Monte San Michele, difeso dalle truppe austriache guidate da Svetozar Borojević von Bojna, ma anche il Monte Podgora e la conquista di Gorizia, così come il controllo del territorio tra l’Isonzo e il Vipacco. L’Italia e gli alleati dovranno darsi da fare, perché l’inaspettato intervento della Bulgaria rischia di cambiare gli equilibri. Adesso i bulgari sono andati all’attacco della Serbia, dove i tedeschi e gli austriaci occupano Belgrado. Fortunatamente anche l’Intesa ha un nuovo alleato, per quanto lontano: il Giappone. Le truppe francesi e inglesi entrano a Salonicco.
NOVEMBRE. Successi in Albania
Successo italiano in Albania. Le nostre truppe sbaragliano i serbi nella battaglia di Pristina. Un corpo di spedizione italiano sbarca a Durazzo ed estende il proprio controllo sul Paese. E Peppino Garibaldi può piantare il tricolore sul Col di Lana, dopo quattro mesi di lotta. Era uno dei punti di forza della difesa austriaca. Si conclude anche la terza offensiva dell’Isonzo, ancora senza risultati significativi. Fin qui le tre battaglie dell’Isonzo ci sono costate 62 mila morti. Secondo i calcoli del governo l’Italia è in grado di mobilitare fino a 5,5 milioni di uomini.Notizie meno felici arrivano da Cesifonte, in Mesopotamia, dove gli arabi e i turchi sconfiggono gli inglesi. Nuovo incontro a Londra con gli alleati: Gran Bretagna, Francia, Italia e Giappone si accordano per evitare una pace separata. Nel frattempo in Italia Bernardino Verro, dirigente dei fasci lavoratori, viene ucciso a Corleone. Il governo approva un decreto che colpisce i nuovi redditi realizzati in conseguenza del conflitto. Muore a Catania lo scrittore Luigi Capuana, verista, aveva 65 anni.
DICEMBRE. Regali al fronte
Finisce la quarta battaglia dell’Isonzo. Alle nostre truppe impegnate al fronte arrivano le lettere e i regali natalizi raccolti tra gli italiani per tutta la penisola. Il Parlamento è ormai compatto sulla necessità di portare avanti il conflitto: chiamati a votare la linea del governo sulla guerra, i deputati hanno detto “sì” con 406 favorevoli e solo 48 contrari.Il ministro del Tesoro, Paolo Carcano, è tutto impegnato a gestire il debito contratto con i governi alleati, che ha messo in crisi la nostra lira: quest’anno il valore della nostra valuta è diminuito del 20% contro la sterlina inglese. Gli austriaci occupano il Montenegro e avanzano nell’interno dell’Albania, giungendo a fronteggiare le posizioni italiane. Muoreil direttore generale dell’Edison, Angelo Bestini, lo sostituisce Giacinto Motta.La Banca di Sconto, detentrice della maggioranza del pacchetto azionario dell’Alfa, ne passa il controllo a un imprenditore napoletano che svolge già molteplici attività nel settore meccanico: l’ingegner Nicola Romeo. Il generale Joseph Joffre viene nominato comandante in capo dell’esercito francese, e guida il primo consiglio di guerra, a Parigi, coinvolgendo tutte le potenze. In Cina tentativo di restaurazione imperiale per opera di Yuan Shih-Kai. Le truppe dell’Intesa iniziano lo sgombero della Galizia. Marinetti, E. Settimelli e B. Corra redigono il Manifesto del teatro futurista sintetico. A Ferrara l’incontro tra De Chirico, De Pisis e Carrà segna l’inizio della pittura metafisica. È proiettato Il fuoco di Pastrone, tratto dal romanzo di D’Annunzio e interpretato da Mari e Menichelli. È proiettato anche Assunta Spina di G. Serena, tratto dal melodramma di Di Giacomo e interpretato da Bertini.
Lo Stato italiano rinnova ed estende la convenzione stipulata nel 1904 con Guglielmo Marconi per l’uso dei suoi brevetti (vedi 9 gennaio) • Al Metropolitan di New York va in scena Madame Sans-Gène di Umberto Giordano, su libretto di Renato Simoni tratto da Victorien Sardou e da Emile Moreau (vedi 25 gennaio) • Per fronteggiare le agitazioni popolari dovute al carovita e alla penuria di generi alimentari, il governo abolisce il dazio sui cereali e sulle farine (vedi 31 gennaio) • Il governo tedesco annuncia il blocco navale del Regno Unito. I sottomarini affondano le navi mercantili diretto verso le coste britanniche, ma anche le navi neutrali e passeggeri (vedi 31 gennaio) • Manifestazioni di piazza degli interventisti, nelle principali città italiane, per chiedere l’ingresso in guerra dell’Italia (vedi 31 gennaio) • Il quotidiano romano «La Tribuna» pubblica una lettera in cui Giolitti spiega il proprio neutralismo, basato sulla convinzione che l’Italia possa ottenere con un’accorta politica diplomatica gli stessi compensi territoriali che la partecipazione alla guerra porterebbe solo con enormi costi economici e umani (vedi 1 febbraio) • Promossa dal Psi, grande manifestazione nazionale a sostegno della neutralità (vedi 21 febbraio) • Al teatro alla Scala di Milano va in scena Fedra di Ildebrando Pizzetti, adattato da Gabriele D’Annunzio a partire dalla sua tragedia omonima (vedi 20 marzo) • L’Italia firma con le potenze dell’Intesa il patto di Londra, che prevede il suo intervento in guerra entro un mese in cambio di compensi territoriali in caso di vittoria (vedi 26 aprile) • Una nota ufficiale del Ministero degli esteri italiano informa il governo austriaco dell’allontanamento dell’Italia dalla Triplice alleanza. Vienna cerca di riaprire le trattative con il governo italiano, interrotte il 16 aprile (vedi 26 aprile) • Discorso di D’Annunzio a sostegno dell’intervento italiano in guerra (vedi 5 maggio)Sonnino dice che se la Camera non approva l’intervento in guerra, il governo si dimetterà (vedi 7 maggio) • Voto del Parlamento contrario all’ingresso in guerra. Vittorio Emanuele III dichiara di voler abdicare (vedi 8 maggio) • Un sottomarino tedesco affonda nell’Atlantico il transatlantico statunitense Lusitania. Wilson diffida la Germania dal proseguire la guerra sottomarina e concede sostegni economici alle nazioni dell’Intesa (vedi 8 maggio) • 320 deputati e più di 100 senatori esprimono solidarietà a Giolitti, violentemente attaccato per le sue convinzioni neutraliste (vedi 12 maggio)Gabriele D’Annunzio, nel corso di una manifestazione nazionalista a Roma, accusa Giolitti di tradimento della patria (vedi 14 maggio) •A Bologna un congresso congiunto del Psi e della Cgdl riconferma la fedeltà dei socialisti italiani agli ideali pacifisti (vedi 16 maggio) • Manifestazione nazionale contro l’intervento (vedi 19 maggio) • L’Austria presenta all’Italia le ultime proposte per la ripresa delle trattative diplomatiche (vedi 18 maggio) • A larghissima maggioranza, la Camera accorda i pieni poteri al governo in vista della guerra (vedi 21 maggio). Giolitti, consapevole che la sua linea è stata sconfitta, non partecipa alla votazione (aveva lasciato Roma il 18 maggio) • Proclamata la mobilitazione generale dell’esercito e della marina. Luigi Cadorna nominato comandante supremo (vedi 22 maggio) • L’Italia dichiara guerra all’Austria (vedi 23 maggio) • L’esercito varca il confine orientale in direzione dell’lsonzo (vedi 24 maggio) •A Parigi, conferenza interalleata per la definizione di un piano di reciproca assistenza economica. I governi delle singole nazioni assumeranno il controllo delle principali produzioni belliche e definiranno piani di razionamento per i vari beni (vedi 3 giugno) • Prima offensiva italiana sull’Isonzo (vedi 23 giugno) • Sul fronte orientale, l’esercito tedesco lancia una vasta offensiva (vedi 4 agosto) e, nell’arco di un mese, conquista Polonia e Lituania, facendo quasi 1.000.000 di prigionieri. Lo zar Nicola II assume direttamente il comando dell’esercito russo ormai allo sbando • L’Italia dichiara guerra alla Turchia (vedi 21 agosto) • Si apre a Zimmerwald (Svizzera) una conferenza internazionale socialista che s’impegna a propagandare la «pace senza indennità e senza annessioni». Nel corso dei lavori Lenin propone di trasformare la guerra impenalista in guerra civile rivoluzionaria (vedi 5 settembre) • La Bulgaria, che aveva proclamato la propria neutralità, dichiara guerra alla Serbia (vedi 12 ottobre) • L’Italia dichiara guerra alla Bulgaria (vedi 19 ottobre) • Il Giappone aderisce al Patto di Londra (vedi 28 ottobre) • Gli italiani sbaragliano i serbi nella battaglia di Pristina (vedi 24 novembre). Le forze superstiti riparano in Albania. Un corpo di spedizione italiano sbarca a Durazzo ed estende il proprio controllo sul paese • Gli austriaci occupano il Montenegro e avanzano nell’interno dell’Albania, giungendo a fronteggiare le posizioni italiane (vedi 19 dicembre) • Filippo Tommaso Marinetti pubblica La guerra sola igiene del mondo,Luigi Pirandello il romanzo Si gira!, Giovanni Papini Cento pagine di poesia, Ardengo Soffici lo zibaldone Giornale di bordo • Gustavo Lombardo crea la ditta di distribuzione Monopolio grandi film • Gustavo Serena dirige Assunta Spina, tratto dal dramma di Salvatore Di Giacomo e interpretato da Francesca Bertini • Nelle sale escono Il fuoco di Giovanni Pastrone, tratto dal romanzo omonimo di Gabriele D’Annunzio e Teresa Raquin di Nino Martoglio, ispirato al romanzo di Emile Zola (1867) • Diffuso il Manifesto del teatro futurista sintetico firmato da Marinetti e Settimelli • Giacomo Balla e Fortunato Depero pubblicano Ricostruzione futurista dell’universo • A Roma iniziano i lavori di costruzione del cinema Corso, progettato da Marcello Piacentini. • Campionato di calcio vinto dal Genoa.

Martedì 17 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI