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1914
I padroni d'Italia

Il Re è Vittorio Emanuele III

Il Presidente del Senato è Giuseppe Manfredi

Il Presidente della Camera è Giuseppe Marcora

Il Presidente del Consiglio è Giovanni Giolitti

Il Ministro degli Interni è Giovanni Giolitti

Il Ministro degli Esteri è Antonino Paternò Castello di San Giuliano

Il Ministro di Giustizia e affari di culto è Camillo Finocchiaro Aprile

Il Ministro delle Finanze è Luigi Facta

Il Ministro del Tesoro è Francesco Tedesco

Il Ministro della Guerra è Paolo Spingardi

Il Ministro della Marina è Enrico Millo

Il Ministro dell’ Istruzione pubblica è Luigi Credaro

Il Ministro dei Lavori Pubblici è Ettore Sacchi

Il Ministro dell’ Agricoltura è Francesco Saverio Nitti

Il Ministro di Turismo e spettacolo è Pietro Bertolini (senza portafoglio)

Il Direttore generale della Banca d’Italia è Bonaldo Stringher

Il Presidente della Fiat è Alessandro Marangoni

L’ Amministratore delegato della Fiat è Giovanni Agnelli
I padroni del mondo

Il Papa è Pio X

L’ Imperatore dell’ Impero austro-ungarico è Francesco Giuseppe I

Il Re del Regno Unito è Giorgio V

Il Premier del Regno Unito è Herbert Henry Asquith

Il Presidente del Consiglio dei ministri francese è Gaston Doumergue

Il Presidente della Repubblica francese è Raymond Poincaré

Lo Zar di Russia è Nicola II

Il Re di Prussia è Guglielmo II

Il Cancelliere di Prussia è Theobald von Bethmann-Hollweg

Il Kaiser dell’ Impero tedesco è Guglielmo II

Il Cancelliere dell’ Impero tedesco è Theobald von Bethmann-Hollweg

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Thomas Woodrow Wilson

Il Re di Spagna è Alfonso XIII
  • L'ANNO
    IN DUE MINUTI
  • MESE
    PER MESE
GENNAIO. Aria di crisi
I radicali meditano di lasciare il governo. Al congresso romano del partito molti di loro si dicono scontenti della politica economica adottata da Giolitti. Il ministro delle Finanze, Luigi Facta, propone una riforma del sistema tributario in senso perequativo: vuole tassare le automobili, le eredità, i contratti commerciali. A Roma arriva in visita Venizelos, il primo ministro greco. Ferdinando Bocca, 44 anni, titolare della Sacir (Società anonima Concerie italiane riunite), è il nuovo presidente di Confindustria. Sostituisce Luigi Bonnefon, che nel 1910 è stato il primo presidente dell’associazione. In Sudafrica è in fibrillazione. Scioperano i ferrovieri e la popolazione Basuto si ribella. Soppressi i partiti arabi nell’impero ottomano. Un sommergibile inglese è scomparso al largo del porto inglese di Plymouth. A bordo c’erano 11 uomini. Ford introduce nelle fabbriche americane il minimo salariale di 5 dollari al giorno (il più alto del settore) e l’orario giornaliero di 8 ore (il più breve del settore). Lo scrittore irlandese James Joyce pubblica Gente di Dublino, una collezione di 15 racconti. La casa editrice inglese Richards ne ha stampate 1.000 copie. La ditta americana Klaxon inventa un segnale sonoro da montare sulle automobili.
FEBBRAIO. Libia, missione quasi compiuta
La conquista della Libia si può considerare cosa fatta. C’è solo qualche focolaio sparso nel Sud da debellare con spedizioni mirate, ma la costa è tutta italiana. Alla Camera il socialista Arturo Labriola esalta in un discorso l’impresa coloniale. Durante la partita Milan-Juventus l’arbitro fischia un rigore in favore della Juve per un fallo su Bona. Il pubblico milanese rumoreggia. L’arbitro Goetzloff chiede un consiglio al guardalinee. Poi interpella lo stesso Bono, che ammette di non avere subito un fallo. Il calcio di rigore è ritirato. I giornali parlano dello «stile Juventus». Accordo tra francesi e tedeschi per costruire la ferrovia di Baghdad. A Mosca almeno centomila operai vanno in piazza sfilando con le bandiere rosse, è il nono anniversario dei sanguinosi massacri del 1905. La polizia zarista li tiene a bada. E, quando gli riesce, gli strappa le bandiere.
MARZO. Cade Giolitti, tocca a Salandra
La riforma tributaria di Facta non passa. Ci sono polemiche sulle spese sostenute per l’impresa libica e anche sulla politica protezionistica adottata dal governo. Giolitti finisce per dimettersi. In cerca di un sostenuto il re si rivolge al 67enne Sidney Sonnino, che rifiuta. Alla fine sceglie Antonio Salandra, 60 anni, liberale, vicino alle posizioni dello stesso Giolitti. Il nuovo primo ministro in passato è stato anche ministro dell’Agricoltura, dell’Industria, delle Finanze, del Tesoro. La Camera gli concede la fiducia con 303 “sì”, 122 “no”, 9 astenuti. In Libia, una colonna di 2 mila ribelli arabi attacca nella notte i soldati italiani accampati a Zuetina . Ma le sentinelle erano pronte e, assieme, le truppe italiane e gli ascari eritrei respingono l’assalto. Grandiosa visita turistica in Libia organizzata dal Touring Club: partecipano 450 persone, ansiose di visitare la nuova colonia. A Costantinopoli, turchi e serbi firmano il trattato di pace. A Parigi, il direttore del Figaro, Gaston Calmette, è ucciso con 5 rivoltellate dalla signora Henriette Caillaux, moglie del ministro delle Finanze francese. Calmette minacciava di mettere in difficoltà il ministro attraverso la pubblicazione di una lettera politicamente esplosiva. A Londra una suffragetta sfregia la Venere di Velazquez.
APRILE. Il disastro del Città di Milano
Il Partito Socialista italiano è in gran fermento. Al congresso di Ancona vengono espulsi i socialisti riformisti e si vietano categoricamente le intese elettorali con la CGdL. Viaggio di prova del dirigibile Città di Milano. Ma c’è qualche problema e il velivolo è costretto a un atterraggio di emergenza a Cantù. Sulla zona batte un forte vento, il sommergibile finisce per sbattere contro gli alberi e si incendia. Un morto e molti feriti. Sulla rivista argentina Fray Mocho, il futurista Filippo Tommaso Marinetti attacca il poeta D’Annunzio: «Gabriele D’Annunzio ci segue da lontano, da passatista concertista, senza avere il coraggio, naturalmente, di rinunciare alla sua innumerevole clientela di erotomani e di archeologi eleganti». È stata inaugurata la linea telefonica Milano-Berlino. Entusiasmo a Torino per l’anteprima del film Cabiria, di Giovanni Pastrone (pseudonimo di Piero Fosco). Il film è un kolossal storico-mitologico con l’ex scaricatore di porto Bartolomeo Pagano nel ruolo di Maciste e didascalie di D’Annunzio. Il XIV congresso del Psi si conclude con Costantino Lazzari confermato segretario e Benito Mussolini ancora alla direzione dell’Avanti. Un vaporetto del canal Grande a Venezia affonda nello scontro con una torpediniera: 15 morti. Ugo Agostoni vince la Milano-Sanremo. C’è tensione tra il Messico e gli Stati Uniti. Il presidente Wilson concentra la flotta dell’Atlantico nella baia messicana di Tampico e fa sbarcare le truppe a Vera Cruz. In Francia si vota. Vince la destra.
MAGGIO. Rabbia al confine
Il 1 maggio triestini, serbi e sloveni manifestano contro gli austriaci, accusati di limitare le libertà dei residenti di nazionalità slava o italiana. La polizia carica i manifestanti ferendone a decine. Gli interventisti di mezza Italia chiedono al governo di attaccare pubblicamente l’Austria. Alle prese con una situazione economica pesante, dopo i 107 milioni di lire, spesi per risistemare la Sicilia in seguito al terremoto di Messina, il governo non ha certo i fondi per affrontare il rischio di un conflitto. I socialisti approvano un ordine del giorno contro la monarchia proposto da Benito Mussolini. Filippo Tommaso Marinetti pubblica il poemetto Zang Tumb Tumb, ispirato all’assedio di Adrianopoli. La critica è perplessa. Terremoto ad Acireale, muoiono in 150. Sanguinosi scontri tra minatori in sciopero e truppe federali nel bacino carbonifero del Colorado: muoiono 150 persone. La Camera dei Comuni approva il progetto di legge per l’autonomia dell’Irlanda. In Cina, il generale Yuan Shih k’ai assume i poteri dittatoriali. Viene promulgata una nuova costituzione.
GIUGNO. Attentato a Sarajevo
Gavrilo Princip, studente serbo di 19 anni, uccide a Sarajevo l’arciduca ereditario d’Austria, Francesco Ferdinando, 51 anni, e sua moglie Sofia di Hohenberg, 46. Princip è un iscritto alla Giovane Bosnia, un’organizzazione che chiede l’annessione della Bosnia alla Serbia, e ha organizzato l’attacco assieme ad altri cinque compagni. Uno di loro alle 10 del mattino tira una bomba contro la colonna di auto dell’erede al trono, che rientrava da una rapida visita alle truppe del campo militare di Filipovic. L’esplosione manca l’auto reale ma colpisce quella che la segue, ferendo così una decina di persone tra funzionari austriaci e passanti. Francesco Giuseppe e la moglie vengono colpiti dalle rivoltellate di Princip un’ora dopo, mentre in auto lasciano l’ospedale, dove erano andati per precauzione dopo la prima esplosione. La coppia lascia tre figli. Francesco Giuseppe, appreso della morte del nipote, esclama: «È orribile, a questo mondo nulla mi può essere risparmiato». In Austria molti dicono che l’assassinio è stato organizzato in realtà da un’associazione direttamente legata al governo di Belgrado. Il re Pietro di Serbia, per motivi di salute, affida la reggenza al secondogenito Alessandro, favorevole all’irredentismo serbo. L’Albania ha un re ma non un esercito. Dopo nemmeno un anno di vita è in preda a bande di briganti che controllano le diverse aree del paese. Ad Ancona, un comizio antimilitarista di repubblicani, socialisti e anarchici scatena una rivolta. Le 600 persone che assistevano ai discorsi del sindacalisti Pietro Nenni e dell’anarchico Enrico Malatesta si dirigono verso piazza Roma, dove è in corso un concerto della banda militare. I carabinieri li respingono, gli anarchici insistono. Forze pubbliche e manifestanti finiscono per scontrarsi violentemente, con la gente che lancia pietre e mattoni dalle finestre. Partono le prime rivoltellate, col risultato che tre dimostranti muoiono: Antonio Casaccia, 24 anni, Nello Budini, 17, Attilio Gianbrignoni, 22 anni. Ventidue feriti: 5 tra la folla e 17 carabinieri. Il comitato centrale del sindacato dei ferrovieri, che per combinazione è riunito proprio ad Ancona, dichiara lo sciopero generale. Nelle Marche, in Romagna, in Toscana le notizie degli scontri sollevano la rivolta popolare. Salandra manda 100 mila uomini a spegnere la protesta. Dopo una settimana di scontri e tensioni, la situazione torna alla normalità. Fondato a Roma il Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Il presidente è Carlo Compans de Brichanteau de Challant. Alfonso Calzolari vince il Giro.
LUGLIO. È guerra
A Vienna, ai funerali dell’arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie centinaia di austriaci invocano l’attacco contro la Serbia. Il 23 il governo austro-ungarico consegna a Belgrado il suo ultimatum: nel documento, pieno di frasi oltraggiose sugli slavi, chiede al governo di rinunciare pubblicamente alle pretese sulla Bosnia e pretende il diritto di inviare truppe austriache in città. Concede due giorni per rispondere. Il 28 Vienna dichiara guerra alla Serbia. La Germania mobilita le sue truppe e invita la Russia e la Francia a non intervenire. Il governo italiano sceglie la neutralità. Salandra è convinto di potere strappare Trieste e il Trentino in cambio della copertura sul fronte serbo. Un gruppo di giovani italiani repubblicani fonda la Legione garibaldina, che va a combattere gli Imperi centrali a titolo volontario. All’inizio del mese è morto Alberto Pollio, il capo di Stato Maggiore, in circostanze poco chiare (ufficialmente è un infarto) in un albergo di Torino. Aveva simpatie austriache. Al suo posto il generale Luigi Cadorna. Il governo abbandona il tasso di cambio tra lira e sterlina. Battendo la Lazio 7 a 1 in casa e 2 a 0 in trasferta il Casale vince il campionato. A Parigi, il leader socialista Jean Jaurès viene ucciso a colpi di rivoltella da un giovane clericale. Al processo contro Henriette Caillaux, che ha sparato e ucciso il direttore del Figaro, Calmette, il giudice assolve la donna perché avrebbe sparato per legittima difesa.
AGOSTO. Il conflitto è mondiale
L’1 la Germania dichiara guerra alla Russia e il 2 le truppe tedesche invadono il Lussemburgo. Il 3 i Berlino dichiara guerra alla Francia. Il 2 i tedeschi avevano anche chiesto al Belgio di passare dai suoi territori, il 3 ci sono passati comunque e allora il Regno Unito, dato che il Belgio era neutrale, il 4 dichiara guerra ai tedeschi. Il 5 gli austro-ungarici dichiarano guerra alla Russia, ma a loro volta hanno ricevuto la dichiarazione di guerra del Montenegro. Poi è la Serbia, il 6, a dichiarare guerra alla Germania. Quattro giorni di pausa. Poi si riprende. Il 10 la Francia dichiara guerra all’Austria-Ungheria e il Montenegro alla Germania. Il 12 anche la Gran Bretagna dichiara guerra all’Austria-Ungheria. Il 16 Liegi è la prima città a cadere in mano tedesca. Il 20 le truppe tedesche occupano Bruxelles e il 23 il Giappone dichiara guerra alla Germania. Il 27 anche l’Austria-Ungheria dichiara guerra al Belgio. Grave sconfitta dei russi a Tannenberg. I tedeschi fanno 100.000 prigionieri. In tutto questo trambusto l’Italia resta neutrale. Sono i socialisti, in particolare, a spingere per questa soluzione. Nello stesso giorno in cui annuncia che «non è possibile guerreggiare», il governo però vara una severa legislazione economica di guerra. Gira voce che il ministro degli Esteri, Sangiuliano, voglia comunque attaccare l’Austria. Londra gli avrebbe promesso in cambio Trieste. Il generale Cadorna però chiede di prendere tempo: il nostro esercito non è pronto, gli mancano equipaggiamenti invernali, bombe a mano, mezzi di trasporto, mitragliatrici, cesoie. E servono almeno altri 14 mila ufficiali. Intanto, il 20, è morto di crepacuore papa Pio X, che aveva 79 anni. Convocato il conclave per nominare il successore. Ad Alba, Giacomo Alberione ha fondato la casa editrice dei paolini.Un decreto dello Zar Nicola ha cambiato il nome di Pietroburgo in Pietrogrado. A Cleveland, in Ohio, debuttano i semafori elettrici: su un palo alto 45 metri, tra Eclide Avenue e la 105esima strada, hanno luci rosse e verdi.
SETTEMBRE. Un Papa paciere?
Il nuovo papa è Giacomo Della Chiesa. Ha preso il nome di Benedetto XV. Arcivescovo di Bologna dal 1908 è cardinale solo dal maggio di quest’anno. Il suo nome non era tra i favoriti. A influire per la sua nomina, probabilmente, è stata la sua esperienza diplomatica: dal 1887 al 1907 ha lavorato nella nunziatura apostolica. Potrebbe fare da Papa paciere. La guerra sta dividendo anche l’Italia. Sono contrari alla partecipazione al conflitto gran parte del partito socialista e i cattolici, mentre i repubblicani spingono per l’intervento. A Roma i futuristi bruciano bandiere austriache. Il sindacato Usi approva una mozione antimilitarista presentata dall’anarchico Armando Borghi. Per reazione gli interventisti, capitanati da Amilcare e Alceste De Ambris e da Filippo Corridoni, abbandonano l’organizzazione e fondano l’Unione italiana del lavoro. Richiamate le leve del 1888 e 1889, ma gli ammutinamenti sono numerosi. Con un patto siglato a Londra, Gran Bretagna, Francia e Russia si impegnano a non firmare una pace separata. I russi riescono a entrare in una Leopoli appena sgomberata dalle truppe austroungariche e costringono i tedeschi alla ritirata a Marna. Sono loro, però, a doversi ritirare dai Laghi Masuri. L’esercito tedesco conquista anche Reims e si ferma a 35 chilometri da Parigi. Il governo francese abbandona la capitale per riparare a Bordeaux. L’Albania è precipitata nell’anarchia, il principe Wied è scappato in Italia. In Libia, insurrezione popolare contro l’occupazione coloniale italiana. Abbandonati i nostri presidi nelle regioni dell’interno. Il controllo della colonia si riduce ad alcuni grandi centri sulla costa. Antonio Sant’Elia aderisce al futurismo e firma in agosto su Lacerba il Manifesto dell’architettura futurista, scritto in realtà da Filippo Tommaso Marinetti, in cui si auspica una città che sia «un enorme cantiere tumultuante» e una casa «simile a una macchina gigantesca».
OTTOBRE. Mussolini interventista
Solo lo scorso 22 settembre Benito Mussolini sull’Avanti firmava ancora articoli favorevoli alla causa neutralista. Stavolta invece pubblica un pezzo in cui invoca l’intervento di Roma, parla della necessità di adottare una «neutralità operante». Presenta un documento per fare adottare la sua posizione al comitato centrale del Psi, ma il partito socialista lo respinge. Il giorno dopo si dimette da direttore dell’Avanti. L’Albania in preda al caos rischia di finire in mano ai greci o ai serbi. Per cautelarsi, il governo italiano invia una “missione sanitaria” a Valona, in Albania, accompagnata da fanti e marina. Da un pezzo di Giovanni Papini su Lacerba: «Amiamo la guerra ed assaporiamola da buongustai finché dura. La guerra è spaventosa – e appunto perché spaventosa e tremenda e terribile e distruggitrice dobbiamo amarla con tutto il nostro cuore di maschi». Viene approvato un decreto che diminuisce per sei mesi il dazio sui cereali ed il grano. Il 31 cade il governo Salandra a causa dei contrasti sulle spese militari. Il primo ministro chiedeva 600 milioni per attrezzare l’esercito e renderlo capace di affrontare il conflitto. È morto il ministro degli Esteri, Antonino Paternò Castello marchese di San Giuliano. Aveva 61 anni, e da tempo era malato di gotta. I tedeschi prendono Anversa, sotto assedio da fine agosto. Il 29 la Turchia apre improvvisamente le ostilità contro la Russia. In Sudafrica tal Christian de West guida la rivolta dei boeri contro gli inglesi.
NOVEMBRE. Il Popolo d’Italia
Dopo avere abbandonato l’Avanti, Mussolini con l’aiuto finanziario di liberali conservatori e industriali zuccherieri, fonda il quotidiano Il Popolo d’Italia. Il giornalista sul nuovo quotidiano avvia una campagna interventista che gli costa la cacciata dal partito socialista. Salandra ha ricevuto l’incarico per formare un nuovo governo. L’Italia si prepara a una possibile entrata in guerra. Il parlamento delibera un aumento di spesa di 400 milioni, ed emerge che tra agosto e ottobre le spese per le forze armate hanno avuto un incremento di 181 milioni. Nell’intero esercizio luglio 1913-giugno 1914 il bilancio della Difesa era ammontato a 833 milioni. Papa Benedetto XV ha pubblicato la sua prima enciclica, Ad beatissimi. L’obiettivo è mettere fine all’animosità tra tradizionalisti intransigenti e modernisti all’interno della Chiesa, esplosa sotto Pio X. D. Campana pubblica I canti orifici. Croce pubblica Letteratura della nuova Italia. Gentile pubblica La filosofia della guerra. Marinetti pubblica Zang Tumb Tumb. Adrianopoli, ottobre 1912. Proiettato Sperduti nel buio di Martoglio, considerato precursore del neorealismo. Tedeschi e inglesi si combattono anche a Coronel, al largo della costa cilena. Il 2 la Russia dichiara guerra alla Turchia, lo stesso fanno Francia e Gran Bretagna. Dopo tre mesi di caccia gli alleati affondano nell’oceano indiano l’incrociatore tedesco Emden.
DICEMBRE. La neutralità operosa
Salandra forma il nuovo governo. Il ministro degli Esteri è Sidney Sonnino. Riottenuto l’incarico dal Re, il nuovo primo ministro alla Camera propone che la neutralità italiana sia «operosa» quindi i parlamentari approvano (433 a favore, 49 contro alla Camera, unanimità al Senato) la sua richiesta di avere «piena libertà d’azione». Interviene Giolitti: in un discorso alla Camera afferma di aver rifiutato di marciare con l’Austria contro la Serbia, nel luglio dell’anno precedente. A Valona i soldati italiani passano da 300 a 6.800.Il ministro degli Esteri, Sonnino, ricorda ai governi tedesco e austriaco che, in base al trattato della Triplice alleanza, l’Italia ha diritto a vantaggi territoriali che la compensino degli acquisti austriaci nei Balcani: vuole il Dodecaneso (occupato dal 1912), il controllo di Valona, il Trentino e Trieste. Berlino dichiara di sostenere le attese italiane; l’Austria replica invece che non intende rinunciare ai propri diritti sul Trentino. Nasce dalla fusione della Società bancaria italiana e della Società italiana di credito provinciale la Banca italiana di sconto, sotto la guida di Angelo Pogliani. Viene costituito il Consorzio per le sovvenzioni sui valori industriali. Servirà a sostenere i titoli industriali in difficoltà. F. Bocca sostituisce L. Bonnefon alla presidenza di Confindustria. Scontro ferroviario sulla linea Roma-Napoli: 11 morti e 50 feriti.Gli austriaci occupano Belgrado, ma dopo nemmeno due settimane i serbi se la riprendono. Nelle Falkland i britannici sconfiggono i tedeschi. L’Egitto diventa protettorato britannico. Le truppe russe conducono un’offensiva in Carpazia e Galizia. Giro d’Italia vinto da A. Calzolari.
Il Partito radicale, riunito in congresso a Roma, decide di uscire dalla maggioranza che appoggia Giolitti e di passare all’opposizione (vedi 31 gennaio) • Al teatro Regio di Torino va in scena Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, su libretto di Tito Ricordi tratto da Gabriele D’Annunzio (vedi 19 febbraio)Giolitti, non potendo più contare su una solida maggioranza, si dimette (vedi 10 marzo) • S’insedia il I governo di Antonio Salandra (vedi 21 marzo) • Scontri a Trieste tra italiani e sloveni (vedi 1 maggio) • Ad Ancona una manifestazione antimilitarista organizzata da repubblicani e anarchici viene repressa dalle forze dell’ordine. Due morti e un ferito grave (vedi 7 giugno). Mobilitazione generale di tutte le organizzazioni della sinistra socialista, sindacalista, repubblicana e anarchica. La Cgdl proclama lo sciopero generale. Violente manifestazioni di massa in tutte le principali città dell’Italia settentrionale e centrale. Interviene l’esercito, con 100.000 soldati. Alla fine della «settimana rossa», si contano 13 morti tra i dimostranti e 1 nelle forze di polizia • L’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, erede al trono dell’impero asburgico, e la moglie Sofia Chotek, assassinati a Sarajevo da Gavrilo Princip, bosniaco affiliato alla società segreta Mano nera che vuole liberare la Serbia dal dominio austriaco. Cresce la tensione tra Vienna e Belgrado, accusata dell’attentato (vedi 28 giugno) • L’Austria dichiara guerra alla Serbia. Comincia la prima guerra mondiale (vedi 28 luglio) • La Russia inizia la mobilitazione generale. La Germania invia un ultimatum a Pietroburgo, chiedendo allo zar di fermare la mobilitazione; non ottiene risposta (vedi 30 luglio) • La Germania dichiara guerra alla Russia, invade il Lussemburgo e chiede all’Italia di intervenire nel conflitto (vedi 1 agosto). L’Italia dichiara ufficialmente la propria neutralità, ma Antonio di San Giuliano, in un telegramma alle rappresentanze diplomatiche italiane nelle capitali europee, lascia intravedere la possibilità di un nostro intervento in cambio di compensi territoriali • Il governo italiano chiama alle armi due classi di leva (vedi 2 agosto) • La Germania dichiara guerra alla Francia e invade il Belgio, violandone la neutralità. Il Regno Unito dichiara guerra alla Germania. La Romania, nonostante sia legata all’Austria da un trattato di alleanza militare, si proclama neutrale (come Svizzera e Stati Uniti) (vedi 3 agosto) • L’Austria dichiara guerra alla Russia. La Serbia dichiara guerra alla Germania. Spagna e Cina si dichiarano neutrali (vedi 6 agosto) • Il Montenegro dichiara guerra all’Austria (vedi 7 agosto) • La Francia dichiara guerra all’Austria (vedi 9 agosto) • Il ministro degli Esteri italiano stabilisce i primi contatti per definire l’ingresso in guerra dell’Italia contro l’Austria (vedi 11 agosto) • Le truppe dell’esercito austro-ungarico invadono la Serbia (vedi 12 agosto) • Il Regno Unito dichiara guerra all’Austria (vedi 13 agosto) • L’esercito russo invade la Galizia (vedi 15 agosto) • Il Regno Unito dichiara la piena disponibilità ad accordare i compensi territoriali richiesti dall’Italia e insiste per un suo intervento immediato (vedi 15 agosto) • A Cracovia il generale Josef Pilsudsky fonda un Comitato supremo nazionale con l’obiettivo di costituire una legione polacca che combatta al fianco degli imperi centrali contro l’oppressione della Russia zarista (vedi 16 agosto) • Muore papa Pio X (vedi 20 agosto ) • Il Giappone dichiara guerra alla Germania (vedi 23 agosto) • Grave sconfitta dei russi a Tannenberg. I tedeschi fanno 100.000 prigionieri (vedi 30 agosto) • Eletto papa il cardinale Giacomo Della Chiesa, che prende il nome di Benedetto XV (vedi 5 settembre) • In Libia, insurrezione popolare contro l’occupazione coloniale italiana. Abbandonati i nostri presidi nelle regioni dell’interno. Il controllo della colonia si riduce ad alcuni grandi centri sulla costa (vedi settembre) • L’esercito tedesco conquista Reims e si attesta a 35 chilometri da Parigi; il governo francese abbandona la capitale per riparare a Bordeaux (vedi 3 settembre) • Dopo la battaglia di Leopoli, gli austriaci abbandonano la Galizia. L’esercito russo penetra nei Carpazi e nell’Ungheria settentrionale (vedi 12 settembre) • Spaccatura, nell’Unione sindacale italiana (Usi) su una mozione antimilitarista presentata dall’anarchico Armando Borghi; gli interventisti, capitanati da Amilcare e Alceste De Ambris e da Filippo Corridoni, abbandonano l’organizzazione e fondano l’Unione italiana del lavoro (vedi 13 settembre) • Nella battaglia dei Masuri, i tedeschi accerchiano i russi e fanno 125.000 prigionieri. La Russia abbandona gran parte della Polonia (vedi 15 settembre) • A Roma, manifestazione degli interventisti a favore della guerra (vedi 20 settembre) • Riunione del Psi su iniziativa di Mussolini. Approvato un manifesto di condanna alla guerra (vedi 20 settembre) • Muore il ministro degli Esteri italiano Antonio di San Giuliano; la carica viene assunta ad interim dal presidente del consiglio Salandra (vedi 16 ottobre)Mussolini pubblica sulle pagine dell’«Avanti!» un articolo intitolato Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva e operante, in cui si esprime in favore dell’intervento dell’Italia nel conflitto (vedi 18 ottobre). La sua posizione viene sconfessata dalla direzione del Partito socialista (vedi 20 ottobre) • Benedetto XV condanna la guerra (vedi 1 novembre) • L’Austria lancia un’offensiva in Serbia (vedi 2 novembre) • Si insedia il II governo Salandra (vedi 5 novembre). Il governo precedente era caduto per contrasti a proposito delle spese militari • Mussolini abbandona la direzione dell’«Avanti!» e, con l’aiuto finanziario di liberali conservatori e di industriali zuccherieri, fonda il quotidiano «Il Popolo d’Italia» il primo numero (vedi 15 novembre)Mussolini, espulso dal Partito socialista (vedi 29 novembre) • Tra ottobre e novembre l’avanzata tedesca in Francia è arrestata all’altezza di Ypres (nelle Fiandre occidentali). Per la prima volta si usano i gas asfissianti • L’esercito austriaco occupa Belgrado (vedi 3 dicembre) • In seguito all’avanzata austriaca in Serbia Sidney Sonnino ricorda ai governi tedesco e austriaco che, in base al trattato della Triplice alleanza, l’Italia ha diritto a vantaggi territoriali che la compensino degli acquisti austriaci nei Balcani. Berlino dichiara di sostenere le attese italiane; l’Austria replica invece che non intende rinunciare ai propri diritti sul Trentino (vedi 9 dicembre) • Muore a Roma il compositore e pianista Giovanni Sgambati (vedi 14 dicembre) • Truppe italiane sbarcano nell’Albania meridionale e occupano Valona (vedi 25 dicembre) • Giovanni Gentile pubblica La filosofia della guerra, in cui afferma che «il filosofo non è neutrale» e giustifica l’interventismo e il nazionalismo • Trilussa pubblica Ommini e bestie, Dino Campana, a proprie spese, i Canti orfici • Nelle sale escono Rapsodia satanica di Nino Oxilia, con la colonna sonora di Pietro Mascagni, Cabiria di Giovanni Pastrone e Sperduti nel buio di Nino Martoglio • Umberto Boccioni pubblica il saggio Pittura e scultura futuriste • Antonio Sant’Elia aderisce al futurismo e firma in agosto su «Lacerba» il Manifesto dell’architettura futurista, scritto in realtà da Filippo Tommaso Marinetti, in cui si auspica una città che sia «un enorme cantiere tumultuante» e una casa «simile a una macchina gigantesca» • A Napoli Francesco De Simone disegna il primo piano regolatore per la città. • Campionato di calcio vinto dal Casale.

Giovedì 19 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI